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Decluttering, ovvero l'arte del mettere a posto oggetti e pensieri

Un rimedio alla somatizzazione dei ricordi passati, aiuta a prevenire l?ingombro degli ambienti in cui si vive, libera da disturbi psico-fisici e crea armonia mentale...Il tutto senza il bisogno di leggere il foglietto illustrativo

» Costume Ludovica Agnese - 21/02/2012
Fonte: Immagine dal web

I ricordi e le emozioni non sono elementi del tutto astratti della nostra esistenza, ma prendono forma attraverso oggetti di vario genere, dalle fotografie ai soprammobili, passando per vecchie carte: se scorci di vita, sorrisi e dispiaceri hanno trovato un posto al sicuro nel nostro cuore e nella nostra mente, dove teniamo, invece, tutto quello che di materiale ricorda la nostra esperienza passata? 

Una stanza, un armadio o il comodino vicino al letto sono questi, spesso, i luoghi più adatti per la "conservazione" dei ricordi. Ingombrare gli ambienti in cui viviamo, riempirli di oggetti, oltre a riempire visivamente gli spazi, opprime la mente. Mantenere troppo a lungo in casa vecchi giocattoli, capi d'abbigliamento che non si indossano più da tempo, diari segreti dei tempi dell'adolescenza è sintomo di insicurezza, di incapacità di crescere e andare avanti. L'oggetto appartenente all'infanzia, ad esempio, rappresenta quell'identità che tanto abbiamo paura di perdere, ricordandoci di noi anche quando, per motivi diversi, stiamo per dimenticarcene. 

Ma guardare indietro, è proverbiale ormai, non aiuta ad andare avanti…e allora? "Decluttering is the word", il decluttering è la soluzione; mettere a posto, riorganizzare la vita negli spazi in cui si vive è diventato fondamentale a tal punto che, negli Stati Uniti e in Inghilterra è diventata una vera e propria arte insegnata in corsi di formazione ad hoc. L'ingombro superfluo, in inglese 'clutter' appunto, blocca la nostra forza vitale e produce, come immediata conseguenza, il disordine. Ecco allora che il bisogno di novità, di svuotare scatole colme di emozioni si fa necessità e ricreare armonia, fuori e dentro di noi, diventa l'obiettivo principale.



Ascoltare se stessi in modo costruttivo è la prima ed unica regola: evitando azioni drastiche e di impulso, si può vincere la sfida con il nostro passato. Come prima cosa, potrebbe rivelarsi utile annotare le zone più soggette al deposito dei "malefici clutters" e iniziare pian piano ad eliminare le tanto affezionate, quanto inutili, chincaglierie che da anni stazionano su mensole e cassetti, e di cui a volte non ricordiamo nemmeno l'esistenza. Durante le operazioni di 'decluttering' mai trincerarsi dietro affermazioni come "forse potrebbe ancora servire" o "magari lo getterò sicuramente la prossima volta": vietato. Gettare immediatamente gli oggetti incriminati potrebbe aiutare a prevenirne l'accumulo e ad impedire il ripensamento introdotto dalla classica frase "deciderò più tardi". Rilassarsi e prendersi tutto il tempo possibile e, senza fretta, sgombrare il cervello e liberare se stessi: saranno azioni benefiche nei confronti della propria persona e del benessere della mente.



Che sia stato una strada tortuosa dalle mille curve o un rettilineo dall'asfalto liscio e ben disteso, il nostro passato determina il nostro presente e getta le basi per l'esperienza futura. Proprio per far onore a ciò che è stato, dunque, dobbiamo far in modo di alleggerire attraverso l'oggi il percorso che porterà al futuro che, seppur incerto e misterioso, rappresenta una via di cambiamento di crescita in grado di rinvigorirci, mettendo insieme i pezzi di un enorme puzzle raffigurante la vita, i cui tasselli prendono forma ora dopo ora, anno dopo anno. Perché accada tutto ciò, però, è necessario liberare l'armadio da antichi scheletri, le mensole da soprammobili impolverati,i  raccoglitori da vecchi fogli di carta e iniziare a tessera la lunga tela della vita.