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Foreste: l'Unione Europea fallisce nella gestione e nella tutela delle aree verdi

Il Barometro 2012 sul mercato del legname promosso dal WWF parla chiaro: i 27 Paesi non fanno abbastanza per bloccare la vendita illegale dei tronchi e in Italia manca un'azione di governo per la gestione del mercato e delle norme in materia.

Fonte: Immagine dal web

Le foreste, preziosi polmoni verdi, sono un comparto importante per l'Unione europea, la loro superficie occupa infatti il 37,8 per cento del territorio e, a livello economico, sono fonte di sussistenza per 3,4 milioni di persone, soprattutto nel campo della silvicoltura e delle attività basate sulle foreste.  Inoltre, l'Ue è il secondo produttore di tondelli industriali dopo gli Stati Uniti e produce l'80 per cento del sughero mondiale. Le foreste dovrebbero essere quindi un patrimonio da custodire con cura, eppure, i 27 Paesi dell'Ue non sembrano essersi impegnati troppo nella tutela delle zone verdi, e soprattutto non stanno facendo abbastanza per arginare il 'lato oscuro' delle foreste, legato al "commercio di legname illegale e non sostenibile", come sottolinea il 'Government Barometer on illegal logging and Trade 2012', promosso dal WWF.
 
Secondo il 'Barometer', solo quattro nazioni, finora, sono realmente pronte a importare legname provvisto di licenza, ai sensi del regolamento 'Forest Law Enforcement, Governance and Trade' (FLEGT), entrato in vigore nel 2005. E sono ben nove i Paesi che non hanno ancora messo in atto nessuna delle necessarie misure di applicazione del regolamento Ue per il controllo del commercio del legname, che dovrebbe essere implementato dal prossimo 3 Marzo 2013. Non va meglio scendendo nel dettaglio ed esaminando la situazione del Belpaese: "L'indagine  ha rilevato come i migliori risultati - scrive il WWF sul suo sito web - con 12 punti su un massimo di 18, siano rispettivamente quelli della Germania, Paesi Bassi e Regno Unito mentre l'Italia è all’ultimo posto con soli 2 punti". 

L'ITALIA? LA PEGGIORE DELL'UNIONE. "È impressionate vedere come l'Italia, che è uno dei maggiori mercati europei di legname e di suoi derivati - ha aggiunto Massimiliano Rocco, responsabile Specie, Commercio di legname e Traffic del WWF - non sia riuscita a definire ed a promuovere una puntuale politica di gestione della materia. Le istituzioni non sono neppure riuscite ad identificare l'Autorità delegata a gestire la materia". La mancanza di una Autorità preposta e di una corretta applicazione delle norme sta rendendo il nostro mercato "insostenibile e responsabile della distruzione delle foreste del pianeta - Continua Rocco - e rischia di compromettere anche il mantenimento e lo sviluppo di un intero settore produttivo del nostro paese, da quello del mobile alle cucine alla carta stampata, che vale svariati miliardi e impiega centinaia di miglia di addetti". 

Per di più, aggiunge il responsabile del WWF, "la mancata definizione di autorità e politiche rischia di far scattare una nuova procedura di infrazione nei nostri confronti, e in questo momento tutto ciò sarebbe paradossale"."Ci auguriamo che il Governo sappia risolvere questo problema quanto prima - ha chiosato Stefano Leoni, presidente del WWF Italia - e recuperare il tempo finora perso e la credibilità di un Paese che è leader nel mondo per la sua industria del mobile". 

IL RESTO D'EUROPA. Lo studio del 'Barometer' dimostra che gli Stati membri avranno un bel da fare nel 2012 per garantire l'esclusione del commercio illegale di legname. In tutto, solo sette Paesi stanno compiendo progressi nel garantire che tutte le istituzioni pubbliche acquistino solo legname legale e sostenibile, mentre 11 nazioni non hanno ancora tale politica in atto, avendo ancora del legname illegale nelle loro catene di fornitura. "Eppure - spiega il WWF - l'idea di utilizzare la politica degli appalti pubblici per stimolare la domanda di legname prodotto in modo sostenibile e di origine legale nasce dal vertice di Rio nel 1992 e dall'Iniziativa Agenda 21, ma da allora sono pochi i progressi realmente avvenuti. "Dal punto di vista delle politiche forestali lo scettro va al Regno Unito, che risulta essere il migliore a livello di prestazioni - ha affermato Beatrix Richards, responsabile della politica forestale e del commercio al WWF UK -, ma ha subito un rallentamento in termini di miglioramento di queste ultime".  
  
TUTELIAMO LE FORESTE. "A meno che i governi non facciano responsabilmente di più nei prossimi mesi - rende noto l'organizzazione ambientalista -  i prodotti in legno venduti in tutta l'Ue saranno ancora responsabili della deforestazione e i nostri mercati rappresenteranno una minaccia seria per le ultime foreste tropicali del pianeta, compromettendo relazioni sociali e devastando gli habitat naturali di intere aree del sudest asiatico, dai Monti Annamiti tra il Vietnam ed il Laos, alle foreste della Birmania, alle isole di Sumatra e del  Borneo o nel bacino amazzonico o in quello del Congo per citare alcuni". L'impatto del processo di disboscamento illegale e insostenibile "sta mettendo a dura prova  il futuro di migliaia di specie animali e vegetali, portando all'estinzione oranghi, gorilla, tigri e gibboni, oltre a contribuire pesantemente ail problema dei cambiamenti climatici".