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Inarrestabile Moody's, dal debito sovrano all'economia Ue è pioggia di valutazioni negative
Banche, aziende, enti locali. Dopo il debito sovrano, è su di loro che si abbatte ora la scure dell'agenzia di rating. Declassati in tutto 114 istituti di credito, 24 dei quali in Italia. Bce: "Nel 2012 è possibile una graduale ripresa"
Fonte: Immagine dal web
Se prima erano solo i conti aperti con il debito sovrano a finire controllo, oggi nel mirino della Moody's è finita l'economia europea, nella fattispecie Banche, aziende, enti locali. L'agenzia di rating americana, infatti, rivisto le prospettive (i cosiddetti 'out look') di 114 banche europee appartenenti a 16 Paesi diversi, 24 solo in Italia, 8 austriache, 10 francesi, 7 tedesche, 8 danesi, 6 portoghesi, 9 britanniche, 5 svedesi, 4 sloveni, 2 svizzeri e una banca per Belgio, Finlandia, Lussemburgo e Norvegia.
"Questa scelta - ha spiegato l'agenzia in una nota - riflette la pressione combinata derivante in primo luogo dall'avverso e prolungato impatto della crisi dell'area dell'euro che rende il contesto operativo molto difficile per le banche europee". "In secondo luogo - ha aggiunto - dal deterioramento del merito di credito dei rating sovrani, che ha portato all'aggiustamento dei rating di nove Paesi lo scorso 13 febbraio, e infine dalle sfide importanti che dovranno affrontare le banche con "significative attività sui mercati dei capitali". Difficoltà evidentemente complesse che secondo Moody's, non riescono ad essere compensate dalla presenza di fattori positivi come il supporto offerto dai governi al sistema bancario e la politica monetaria accomodante.
IL DECLASSAMENTO DELLE ASSICURAZIONI UE. Nove in tutto gruppi assicurativi europei sui quali Moody'a ha rivisto il giudizio. L'agenzia di rating ha infatti abbassato il rating di Unipol, Generali, Mapfre, Caser e Allianz Spa a causa "degli investimenti e dell'esposizione operativa in Italia e Spagna", mentre ha rivisto l'outlook di Allianz Se, Axa, Aviva a causa dell''ndebolimento delle condizioni econmoiche e delle prospettive per l'Eurozona. Sotto osservazione per un possibile downgrade anche Scottish Widows, Clerical Medical e Sns Reaal.
IL DOWNGRADE DEGLI ENTI LOCALI. Dopo il giudizio sul debito sovrano italiano l'agenzia di rating ha annunciato l'abbassamento della valutazione relativa a numerosi enti locali di vari Paesi d'Europa. In Italia il downgrade riguarda le regioni Lombardia, Toscana, Umbria e Veneto, la provincia e il comune di Milano come pure quelli di Firenze, la provincia di Torino e la città di Venezia. Nella valutazione a lungo termine di Moody's scendono di un gradino Lombardia (A1), Milano (A2), Firenze (BAA1), provincia di Firenze e Regione Toscana (A3), Provincia di Torino (A2), Umbria (A3), Veneto e Venezia (A3). Tra i Paesi dell'Unione europea, invece, gli enti locali interessati dalle decisioni della Moody's Spagna, Portogallo e Austria.
LE PREVISIONI DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA. Dopo un quarto trimestre 2011 con una crescita del Pil "molto debole", nel corso del 2012 si dovrebbe registrare "una ripresa economica molto graduale" nell'area dell'euro. È quanto sostiene la Banca centrale europea nel bollettino di febbraio, sottolineando che i tassi di interesse a breve termine molto contenuti e tutte le misure adottate per promuovere il buon funzionamento del settore finanziario dell'area dell'euro, "sono di sostegno all'economia dell'area". Le tensioni presenti nei mercati finanziari, inoltre, si sono attenuate in risposta alle misure di politica monetaria del Consiglio direttivo, ma anche ai progressi compiuti verso il rafforzamento del quadro di governance dell'area dell'euro e all'intensificazione del risanamento dei conti in diversi paesi dell'area.
"LA TENSIONE DEI MERCATI FRENA LA RIPRESA UE". Nonostante ciò, sottolinea l'Istituto di Francoforte, "la moderata espansione della domanda a livello mondiale, le perduranti tensioni nei mercati del debito sovrano dell'area dell'euro e il loro impatto sulle condizioni di credito, nonché il processo di risanamento dei bilanci nei settori finanziario e non finanziario continuano a frenare la dinamica di fondo della crescita nell'area". Questa prospettiva, rileva la Bce, "è soggetta a rischi al ribasso legati, in particolare, alle tensioni nei mercati del debito dell'euro zona e alla loro potenziale propagazione all'economia reale dell'area; inoltre riguardano eventuali andamenti sfavorevoli dell'economia mondiale, rincari delle materie prime superiori alle ipotesi, spinte protezionistiche e una possibile correzione disordinata degli squilibri internazionali".
RIFORME STRUTTUALI E DISCIPLINA DI BILANCIO PER LA RIPRESA. "Per promuovere la fiducia e instaurare un contesto favorevole alla crescita sostenibile - ribadisce la Bce, è necessaria una combinazione di riforme strutturali e disciplina di bilancio che, unita ad una riduzione delle rigidità nel mercato del lavoro dovrebbe portare ad una accresciuta la flessibilità salariale". Per le politiche di bilancio, sottolinea l'Istituto di Francoforte, "i governi di tutti i paesi dell'area dell'euro devono continuare ad adoperarsi al massimo per assicurare la sostenibilità dei conti pubblici". "È fondamentale - si legge nel bollettino - che tutti i paesi aderiscano agli obiettivi di bilancio annunciati per il 2012. Ciò dovrebbe contribuire ad ancorare le aspettative su politiche di bilancio sane e a rafforzare la fiducia".
A livello europeo, nonché negli ordinamenti giuridici di diversi Stati membri, sottolinea poi la Bce, "è in atto un rafforzamento delle regole che disciplinano la formulazione e l'attuazione delle politiche nazionali di bilancio. Questi sono passi importanti nella giusta direzione". Per quanto riguarda le riforme strutturali, rileva l'Istituto di Francoforte, "queste sono fondamentali per potenziare la capacità di aggiustamento e la competitività dei paesi dell'area dell'euro, rafforzando quindi le prospettive di crescita e la creazione di posti di lavoro". "In particolare - conclude la banca centrale europea - occorre realizzare riforme ambiziose e di ampia portata a favore della concorrenza nei mercati dei beni e soprattutto dei servizi".
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