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Tra disordini e proteste il Parlamento greco approva le misure di austerità

Il pacchetto di provvedimenti era stato chiesto dall'Ue e dal Fondo Monetario Internazionale per concedere in cambio 130 mld di euro di aiuti. In piazza ad Atene caos e scontri tra manifestanti e forze dell'ordine. Il sindaco Kaminis: 'Danni irreparabili"

» Crisi economica Emanuele Dorru - 13/02/2012
Titolo: Disordini ad Atene
Fonte: Immagine dal web

Tagli a 15mila posti di lavoro nel settore pubblico, liberalizzazione delle leggi sul lavoro abbassamento del salario minimo del 20% passando da 751 euro al mese a 600 euro. Con 199 sì e 74 no il Parlamento greco ha approvato il 12 febbraio le nuove e durissime misure di austerità volute dall'Unione europea, dalla Banca centrale europea e dal Fondo monetario internazionale per concedere al paese ellenico i nuovi aiuti economici per 130 miliardi di euro. Una notizia alla quale cittadini e manifestanti radunati da giorni nella piazza del Parlamento, hanno reagito con proteste violente e scontri con le forze dell'ordine, fino ad incendiare una ventina di edifici tra cinema, negozi e banche. E col passare del tempo il fenomeno si va estendendo in tante altre città del Paese.

Da parte sua il primo ministro greco, Lucas Papademos, ha esortato tutti alla calma, insistendo sul fatto che il pacchetto di austerità "è necessario per impostare le basi per la riforma e per il rilancio dell'economia" e condannando aspramente i disordini che da queste decisioni sono derivate. "In un paese democratico non c'è posto per vandalismo, violenza e distruzione - ha commentato in un discorso in parlamento prima del voto - per questo non saranno tollerati". 

Approvate le misure di austerità, che comprendono 15mila tagli nel settore pubblico, la liberalizzazione delle leggi sul lavoro e l'abbassamento del salario minimo, la Grecia ora entra nel vivo del piano di salvataggio per scongiurare il default nonostante lo scetticismo di molti. All'emittente britannica BBC, il ministro delle Finanze, Evangelos Venizelos, ha detto che "la questione non era se alcuni stipendi e le pensioni saranno ridotte, ma se saremo in grado di pagare anche questi stipendi ridotti e pensioni. Quando si deve scegliere tra male e peggio - ha aggiunto - si prenderà ciò che è male per evitare quel che è peggio".

Di fatto la Grecia deve il suo salvataggio dal risanamento del suo enorme debito sovrano. Se questo no sarà possibile, sarà bancarotta. Un default che gli analisti definiscono "caotico" e che potrebbe mettere in pericolo la stabilità finanziaria di tutta l'Europa. Tra l'altro non va dimenticato il debito con i creditori internazionali: da questo punto di vista il paese ellenico dovrà essere in grado di cancellare anche 100 miliardi di euro di debito a capitale privato. Nonstante questo buoni sono statii commenti provenienti dalla Germania: "L'approvazione delle misure di risparmio da parte del Parlamento greco - ha detto Steffen Seibert, portavoce della cancelliera tedesca Angela Merkel - dimostra la buona volontà della Grecia nell'intraprendere difficili riforme".

"È l'ora delle decisioni - ha affermato il premier greco, Lucas Papademos - abbiamo davanti un piano che ci aiuterà ad uscire dalla crisi economica". "La ragione principale di questa crisi è che lo stato greco, per molti anni, ha speso più di quel che incassava", ma negli ultimi due anni "la Grecia ha riguadagnato un terzo della produttività che aveva perso negli ultimi dieci anni". "Se verranno attuate le misure e avviate le riforme - ha ribadito Papademos -, la Grecia dovrebbe tornare a crescere nella seconda metà del 2013".