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In India lo scandalo delle licenze illegali di telefonia mobile
La Corte Suprema ha revocato 122 autorizzazioni accordate nel 2008 dall'ex ministro delle Telecomunicazioni Raja. Secondo l'analista Alam Srinivas: "Questa decisione porterà danni enormi a milioni di investitori e cittadini abbonati"
Fonte: Immagine dal web
Erano state rilascia nel 2008 dal ministro indiano per le Telecomunicazioni Andimuthu Raja. Oggi a quattro anni di distanza, quelle 122 licenze di telefoni mobile sono state revocate dalla Corte Suprema indiana, presieduta dal giudice G.S. Singhvi, perché assegnate a gestori amici in cambio di tangenti, senza passare attraverso un normale appalto. L'annuncio è stato dato il 3 febbraio dall'attuale ministro Kabil Sibal a margine della decisione della Corte, spiegando di essere soddisfatto e di aspettare la comunicazione delle nuove linee guida della Telecom Regulatory Authority of India (detta Trai, ovverol'Autorità che regola le telecomunicazioni in India). E mentre l'allora ministro Raja è sotto processo per frode, secondo gli analisti contano i danni sostenendo che le irregolarità nella procedura di assegnazione delle licenze avrebbe privato il Paese di una somma pari a 40 miliardi di dollari. Secondo la Corte Suprema, licenze illegali sarebbero state rilasciate a sei aziende, tra cui Uninor (Unitech-Telenor), Videocon, SingTel, Loop, e Etisalat, ultimi gestori arrivati sul mercato indiano, per un totale di oltre 50 milioni di abbonati, pari al 5,5% del mercato di base totale è di circa 900 milioni di persone. Utenti che, come stabilito dalla sentenza, dovranno essere trasferiti, entro quattro mesi, verso altri gestori.
IL RISCHIO AUMENTO DELLE TARIFFE. Tenuto conto della situazione, gli analisti fanno che il trasferimento degli utenti verso altri gestori, sarà estremamente difficile gestire, soprattutto per quel che riguarda costi e tariffe. Da tempo, infatti, i bilanci degli operatori di telefonia mobile sono caratterizzati bassa redditività e notevoli perdite economiche; ecco allora che il rischio più grande è che le imprese mobili possano utilizzare questa ondata di utenti per aumentare le proprie tariffe. Una tendenza confermata dalla relazione annuale 2011 della Price Waterhouse Cooper che evidenzia nel suo dossier come a livello generale il settore indiano delle telecomunicazioni sia caratterizzato da una "stagnazione delle entrate, calo di redditività, rallentamento degli investimenti e aumento dei costi".
A questo proposito, inoltre, la rivista The Economic Times ha stimato il 1 febbraio scorso, che un aumento del 20-30% per le tariffe ne prossimi 12 mesi è una possibilità più che concreta. "La cancellazione delle licenze ridurrà la concorrenza e porterà a tassi più elevati per le chiamate - ha spiegato nei giorni scorsi l'esperto di telecomunicazioni Rajeev Chandrashekhar -. L'unico modo per contrastare questo fenomeno è che il governo rilasci i nuovi titoli attraverso un processo d'asta entro i prossimi quattro mesi". Questo per dare la possibilità a buona parte degli investitori, soprattutto stranieri, nel settore delle telecomunicazioni indiane di non rimanere esclusi dalla possibilità di presentarsi per l'appalto. Di certo, il sollievo più grande per gli attuali e potenziali investitori stranieri nel settore delle telecomunicazioni è il fatto che la Corte Suprema ha rafforzato anche il ruolo della Telecom Regulatory Authority of India (Trai), chiamata ad esprimersi anche sulle questioni politiche. D'ora in poi, fanno sapere dal ministero delle Telecomunicazioni, "se si vuole cambiare e migliorare, sarà obbligatorio ascoltare anche l'analisi della Trai".
LA SCELTA DEGLI INVESTITORI INDIANI. Arrivati a questo punto gli investitori nazionali indiano dovranno decidere se desiderano uscire dal settore della telefonia mobile, continuare, probabilmente, a perdere soldi se le cose non migliorano, o ri-presentarsi alla prossima asta e investire ulteriori somme di denaro. A perdere maggiormente quanto investito, potrebbero essere anche le Banche indiane, sia pubbliche che private, la cui partecipazione nelle aziende di telecomunicazioni è oltre 20 miliardi di dollari. Sono molte, ad esempio, le aziende che lasciano come pegno alle banche una parte delle proprie azioni come pegno in cambio di finanziamenti e supporti economici. Se, però, le licenze vengono revocate e le aziende non sono in grado di offrire titoli nuovi, i prezzi delle loro azioni precipiteranno e le loro garanzie personali non avranno più alcun alcun valore.
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