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Motorini e minicar: dal 13 febbraio la targa fissa sarà obbligatoria. Ecco cosa fare

La stretta servirà a regolarizzare chi non si è ancora adeguato alle norme del Codice della Strada e riguarderà i proprietari di veicoli immessi in circolazione prima del 14 luglio del 2006. Previste sanzioni fino a 1.500 euro per quanti trasgrediscono

» Cronaca Italia Emanuele Dorru - 02/02/2012

Non c'è pace per i proprietari di motorini e minicar. A partire dal 13 febbraio 2012, infatti, i ciclomotori e le piccole auto utilizzate spesso dai giovani senza targa fissa legata al telaio della vettura non potranno più circolare. L'obbligo riguarda soprattutto i proprietari di veicoli immessi in circolazione prima del 14 luglio del 2006 e che non si sono ancora adeguati alle norme del Codice della Strada. Secondo le stime dell'Associazione Nazionale Ciclo e Motociclo e Accessori (Ancma) la disposizione riguarda circa 1,6 milioni di ciclomotori (i cosiddetti 'cinquantini') su un totale di 2,179 milioni circolanti, oltre a una più esigua schiera di minicar che, però, è in progressiva crescita. Fino allo scorso settembre 2011, infatti, sono state immatricolate 2.879 piccole vetture, mille delle quali solo a Roma.

Dal punto di vista delle sanzioni, chi non si è ancora messo in regola rischia multe pesanti che variano da 389 a 1.559 euro. "Con questo provvedimento avremo dei numeri davvero ufficiali sulle minicar circolati - ha affermato l'Ancma -. Finora, infatti, il cosiddetto 'targhino' per i veicoli venduti prima del 14 luglio 2006 poteva essere trasferito da un ciclomotore all'altro o a una minicar, con possibili trasferimenti poco chiari", come ad esempio  l'uso di un 'targhino' su un ciclomotore o una minicar rubata.

L'operazione di "ritargatura" è entrata nel vivo la scorsa estate, con una calendarizzazione prevista da una circolare del ministero dei Trasporti che prevedeva una serie di scadenze a seconda della sequenza numerica della targa. Entro il primo giugno 2011 è toccato ai ciclomotori circolanti con contrassegno di identificazione la cui sequenza numerica iniziava per 0, 1, e 2; entro il 31 luglio, per i ciclomotori circolanti con contrassegno di identificazione la cui sequenza numerica iniziava per 3, 4, e 5; entro il 29 settembre 2011, per i ciclomotori muniti di contrassegno di identificazione la cui sequenza numerica iniziava per 6, 7, e 8; entro il 28 novembre, e comunque non oltre il 12 febbraio 2012, per i ciclomotori circolanti con contrassegno di identificazione la cui sequenza numerica inizia per 9 e la cui sequenza alfanumerica inizia con la lettera 'A'. 

COME METTERE IN REGOLA IL PROPRIO VEICOLO. L'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni provate e di interesse collettivo (Isvap) ricorda che ci si può mettere in regola recandosi in un ufficio della Motorizzazione o un'agenzia abilitata come Centro Servizi Motorizzazione.

IL COSTO DELL'OPERAZIONE. Presso un'agenzia abilitata Il costo si aggira intorno ai 90 euro.

REGOLARIZZARE IL VEICOLO DOPO LA DATA DI SCADENZA. Sotto il profilo assicurativo l'Isvap ha ribadito alle imprese di assicurazione che i ciclomotori eventualmente non regolarizzati entro il 12 febbraio 2012, devono comunque essere assicurati sulla base del telaio. E che "permane a carico delle imprese l'obbligo di assicurare i ciclomotori non regolarizzati". Questo perché, spiega l'Isvap, "nessuna delle situazioni di rischio per i terzi danneggiati deve restare esclusa dall'obbligo della prestazione assicurativa, non essendo possibili restrizioni legate a vicende che incidono solo sulla legittimazione amministrativa alla circolazione".

MATERIALI
- Legge 120/2010 Codice della Strada

LINK
- Associazione Nazionale Ciclo e Motociclo e Accessori (Ancma)
- Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni provate e di interesse collettivo (Isvap)