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Liberalizzazioni, Coldiretti: "I giovani preferiscono l'agricoltura"
In Italia potrebbero nascere 43mila nuove aziende di settore. "Nel nostro paese - spiega Coldiretti - quasi 1 giovane su 10 sceglie di fare impresa coltivando la terra. Oggi si contano 65mila attività condotte da under 35 su un totale di 720mila".
Fonte: Immagine dal web
In riferimento alle misure contenute nel decreto legge sulle liberalizzazioni, la Coldiretti ha stimato che la privatizzazione dei terreni agricoli di proprietà dello Stato, con la prelazione a favore dei giovani agricoltori, potrebbe portare alla nascita di 43mila nuove imprese. Una buona notizia per la nostra economia, soprattutto in relazione alla diffusione dei dati Istat sulla disoccupazione giovanile.
"All'articolo 66 il decreto sancisce positivamente - sottolinea la Coldiretti - l'avvio dell'operazione di dismissione dei terreni demaniali da effettuare con la prelazione per i giovani imprenditori agricoli nelle procedure di alienazione, che dovranno essere effettuate attraverso aste pubbliche sopra i centomila euro con l'obbligo di conservare la destinazione agricola per venti anni".
La Coldiretti - rende noto Emanuele Guardascione di Giovani Impresa Coldiretti Napoli -, in linea con gli indirizzi organizzativi volti a sostenere la piena affermazione del valore economico, ambientale e sociale delle imprese agricole e dell'agricoltura, mira a rafforzare la rappresentanza ponendo al centro l'impegno per l'affermazione di un modello di impresa vicino al territorio, di qualità, sicuro, innovativo con le opportunità che offre la multifunzionale valenza dell'attività agricola, attenta all'origine dei prodotti agricoli, nel rispetto dei consumatori".
Sulla base di un'analisi dei dati del Censimento Istat del 2010 Coldiretti ha sottolineato che, nel nostro Paese, lo Stato è proprietario di 338mila ettari di terreni agricoli, gestiti attraverso amministrazioni ed enti pubblici, che potrebbero essere venduti agli agricoltori: "Dal ritorno delle terre pubbliche agli agricoltori che le coltivano - ha afferma Vittorio Sangiorgio, delegato nazionale dei giovani della Coldiretti - possono nascere nuove imprese o, in alternativa, essere ampliate quelle esistenti, come testimonia il fatto che, secondo un'indagine Coldiretti/Swg, il 50 per cento delle imprese agricole condotte da giovani chiede la disponibilità di terra in affitto o in acquisizione".
"Gli aderenti a Giovani Impresa Coldiretti credono che l'agricoltura abbia molto da esprimere - ha detto il delegato regionale di Coldiretti Giovani Impresa, Giuseppe Pecoraro –, attraverso l'individuazione di reali soluzioni innovative che esaltino l'originalità e il tratto distintivo del Made in Italy. I giovani sono la forza del futuro perché sono capaci di raccogliere la sfida del cambiamento, e dibattendo sul territorio è possibile socializzare i cardini su cui fondare le nuove progettualità di rilancio dell'agricoltura e della crescita del territorio". "La crisi attuale ha dimostrato il fallimento dell'economia virtuale fatto di giochi di borsa e speculazioni - ha ricordato il direttore di Coldiretti Campania, Prisco Lucio Sorbo -. È necessario ora ripartire da un'economia reale che vede l'agricoltura e l'agroalimentare come elementi di sicuro riferimento".
''In Italia quasi un giovane su dieci sceglie di fare impresa in agricoltura - ha ricordato Sangiorgio -, dove, al primo gennaio 2011, si contano ben 65mila imprese agricole condotte da under 35 su un totale di 720mila, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Unioncamere. L'agricoltura si classifica al terzo posto dopo costruzioni e commercio tra le attività imprenditoriali preferite dai giovani ed è l'unico settore che non ha visto diminuire la presenza percentuale di giovani imprenditori agricoli under 30 negli ultimi quindici anni".
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- Coldiretti
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