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INTERVISTA - Fulvio Pierangelini: "Ogni piatto è emozione e divertimento"

Il grande chef italiano, che dalle cucine del 'Gambero Rosso' di San Vincenzo ha incantato i palati più raffinati, offre ora il suo talento culinario agli ospiti de 'Le Jardin de Russie', a Roma. Ogni weekend un brunch, ogni lunedì una monografia...

» Alimentazione Tatiana Battini - 17/02/2012
Titolo: I famosi Ravioli Cacio&Pepe di Fulvio Pierangelini

'Lusso, comfort, simpatia e peccati di gola', tutto questo sono i Week-end Brunch e le serate a tema del famoso gourmet Fulvio Pierangelini, che prende per la gola appassionati, curiosi e buongustai ogni fine settimana e ogni lunedì con due eventi stuzzicanti e raffinati. Ogni sabato e domenica dalle 12.30 alle 15, presso il ristorante Le Jardin de Russie dell'omonimo hotel di via del Babuino a Roma, sarà possibile degustare un autentico 'food show' che spazierà da pietanze classiche ai tipici piatti regionali, con angoli di cucina etnica (ad esempio marocchina e libanese) e proposte dedicate al benessere. 

Ogni lunedì, invece, un menù 'a tema' sarà dedicato di volta in volta a un prodotto, il prossimo lunedì 20 febbraio il celebre chef Fulvio Pierangelini porterà in tavola 'Truffle&Friends', ovvero i tuberi, accostando democraticamente il pregiato tartufo alla popolare rapa...Chiunque abbia intenzione di farsi tentare dalle sue prelibatezze gastronomiche non deve far altro che accomodarsi e divertirsi, "perché cucinare, così come mangiare, è divertimento". Parola di gourmet. Per entrare nel dettaglio dei fine settimana golosi e delle serate a tema del lunedì, NanniMagazine.it ha raggiunto telefonicamente lo chef Fulvio Pierangelini:

Parliamo dei Week-end Brunch: cosa differenzia questa sua iniziativa enogastronomica  da un tipico brunch? 
"Innanzi tutto vorrei che si differenziasse già dal nome: detesto la parola 'brunch', ma non sono ancora riuscito a trovarne una che possa sostituirla a dovere. Ogni sabato e domenica, comunque, organizziamo dei 'brunch' che ricordano in parte i tipici pranzi familiari della domenica, purtroppo ormai scomparsi. Riunirsi attorno alla tavola per gustare il pasto della domenica era un appuntamento fisso per il ceto borghese, e mi piace l'idea di far rivivere un po' questo 'momento di culto', attraverso sapori e ricette che risvegliano antichi ricordi. Ovviamente però, la cucina che offriamo al nostro pubblico è rivisitata in chiave moderna: ogni week-end alterniamo pietanze tipiche della gastronomia romana e italiana con tutta una serie di piatti etnici, per stuzzicare e divertire gli ospiti".


[Lo chef alle prese con il sugo di pomodoro]

L'iniziativa prevede 'angoli di benessere' gastronomici, di cosa si tratta?
"Sempre con l'intento di deliziare gli ospiti, ma anche con la volontà di sposare un tipo di gastronomia sana e salutare, abbiamo imbastito diversi 'healthy corner', o angoli del benessere, in cui chi lo desidera può richiedere spremute, succhi e centrifugati realizzati seguendo i gusti personali. Particolarmente apprezzati sono i corner in cui poter gustare delle tisane preparate con erbe, essenze e fiori esclusivamente biologici. Tornando ai centrifugati, anche in questo caso abbiamo giocato sul doppio piano della tradizione e dell'innovazione, realizzandoli sia utilizzando prodotti classici sia utilizzando ingredienti meno noti al pubblico, come le bevande centrifugate che ho ideato per un tipo di cucina dietetica in Sicilia (al Verdura Golf & Spa Resort di Sciacca, ndr), seguendo una mia filosofia di benessere. Un esempio sono le creazioni nate mischiando insieme frutta, verdura ed erbe particolari, il tutto personalizzato, perché da cuoco non potrei mai realizzare un piatto o una bevanda senza anima, quando cucino le emozioni sono sempre al primo posto, sono loro a guidarmi".

Quindi una cucina salutare, che spazia per di più da Oriente a Occidente:  qual è il fil rouge che lega i piatti ideati per questi eventi?
"Il fil rouge è il divertimento. A me interessa che gli ospiti possano muoversi in un ambiente accogliente, pieno di cose buone da mangiare e bere, ricco di spunti culinari in grado di arricchire il bagaglio enogastronomico di ciascuno. Anche per questo allestiremo di volta in volta  degli 'angoli' dedicati alla cucina etnica: un grande successo lo ha già ottenuto l'angolo della cucina libanese, che io adoro, con homnus (mousse di ceci), melanzane, labne (a base di yogurt), e tanto altro. Ma non c'è nulla di definito durante il Week-end Brunch, se fa particolarmente freddo, ad esempio, possiamo inventarci una buona zuppa giapponese..."


[Fulvio Pierangelini]

Non poteva mancare un angolo dedicato al 'Live Cooking': che tipo di piatti realizza di solito per gli ospiti?
"La mia cucina 'in diretta' prevede tutta una serie di paste realizzate per le persone che allo spaghetto o al maccherone non possono proprio fare a meno, servite con sugo di pomodoro e basilico o in altro modo. Abbiamo parlato di cucina salutare ed etnica, ma non dobbiamo dimenticare che molti piatti sono realizzati prestando particolare attenzione alla scelta degli ingredienti tipci della tradizione gastronomica romana: i carciofi, la cicoria, le insalatine selvatiche. Per tornare ai ricordi legati al 'pranzo della domenica', tradizionalmente questi pasti si concludevano portando in tavola il vassoio di pastarelle che il nonno o il papà aveva avuto cura di acquistare in mattinata. E così anch'io, a degna conclusione dei Week-end Brunch, ho intenzione di portare in tavola una serie di golosità tipiche della pasticceria italiana. Anche in questo caso: cucina ed emozione si uniscono".

Ogni fine settimana presentate un prodotto al pubblico: come si svolge l'evento e quale sarà il prossimo special guest?
"Ogni fine settimana invitiamo un artigiano, che può essere un produttore di vino, birra, formaggio, pasta, insaccati, (abbiamo avuto ospite anche un produttore francese di foie gras), che viene a parlare del suo prodotto e lo fa conoscere meglio alle persone presenti, ovviamente assaggiandolo o bevendolo. Domenica 19 febbraio sarà presente un grande artigiano della pasta, un produttore di Campofilone, nelle Marche. Cavallo di battaglia della tradizione locale sono i famosi maccheroncini, una sorta di capelli d'angelo finissimi e molto gustosi. Per meglio comprendere la maestria attraverso la quale le anziane donne di Campofilone riescono a lavorare ad arte la pasta fresca mi sono recato in loco, ho visto le loro mani sapienti, i gesti svelti e sicuri, la pasta lasciata seccare ad una determinata temperatura aprendo una porta e chiudendone un'altra...una magia".

Lo scorso lunedì ha dato il via anche a delle serate a tema, e il secondo appuntamento è per il prossimo 20 febbraio, vuole parlarcene?
"Ogni lunedì organizzo delle monografie e realizzo personalmente dei menù seguendo un tema sempre diverso, si tratta quindi di piatti che non hanno nulla a che vedere con la mia cucina usuale. La volta scorsa abbiamo realizzato ricette a base di carciofo, il prossimo lunedì 20 febbraio (a causa delle nevicate che hanno seccato gli ortaggi in superficie) ospiti d'onore saranno i prodotti che crescono sottoterra. L'evento si intitola 'Truffle&Friends', perché oltre al re dei tuberi, il tartufo, intendo cucinare anche le rape. In Italia manca la cultura culinaria di questo semplice tubero, e infatti disponiamo di poche varietà, tanto è vero che, in previsione dell'evento, mi recherò a Parigi per far scorta di rape".

LINK
- Le Jardin de Russie