"Datemi la mano, e preparatevi a un viaggio meraviglioso alla scoperta di mondi ignoti e misteri mai svelati. Non c'è bisogno di andare lontano per affrontare avventure sempre nuove. Basta un po' di curiosità, occhi acuti e tanta fantasia. E allora seguitemi in punta di piedi, andiamo a scoprire i segreti più nascosti delle... tasche delle mamme" (da 'Le tasche delle mamme', scritto da Alessandro Marcigliano e illustrato da Alessandra Cimatoribus). È solo uno dei tanti incipit delle pubblicazioni Anicia Ragazzi, dove tutto è a misura di bambino e il mondo è un reame colorato, pieno di personaggi interessanti.
La casa editrice Anicia, già attiva dal 2002 nel campo della pedagogia, da una decina d'anni pubblica anche libri per l'infanzia: "Con le collane Sottosopra e I Gradini - spiega l'editore Gianluca Bellisomo a NanniMagazine.it - Anicia Ragazzi ha stabilto un rapporto diretto con docenti, educatori e famiglie, ma soprattutto con i piccoli lettori, perché l'esperienza della lettura aiuta a crescere bene". Per conoscere meglio la casa editrice la redazione ha rivolto qualche domanda all'editore:
Come è cambiata l'editoria per bambini dal 2002 ad oggi?
"La Anicia nasce nel 1986 come editrice di testi a carattere pedagogico e didattico. Nel 2002, accanto a queste pubblicazioni, si sono affiancate le collane di letteratura per l'infanzia. Fatta questa premessa, devo dire che negli ultimi 10 anni l'editoria per ragazzi è cambiata notevolmente, c'è stato un arricchimento e un miglioramento nei contenuti e soprattutto nelle immagini. In passato non si dava la stessa importanza all'aspetto grafico, si dava più considerazione al testo, alla chiarezza, alla leggibilità, e meno alla rappresentazione illustrata della trama. Oggi non è più così, se si sfoglia un albo illustrato si rimane colpiti dalla cura con la quale operano gli artisti, ponendo una tale attenzione ai dettagli da rendere superflue le parole". .png)
['Due Cuochi Innamorati', testo di A. Marcigliano, illustrazioni di A. Cimatoribus, Edizioni Anicia Ragazzi]
È anche la strategia editoriale di Anicia Ragazzi?
"Certamente. In qualsiasi nostra pubblicazione l'immagine non è considerata un accessorio, ma un elemento fondamentale del libro, e le pubblicazioni delle collane 'I Gradini' e 'Sottosopra' ne sono il perfetto esempio. In secondo luogo siamo sempre andati alla ricerca di innovazione (stilistica, pittorica e quant'altro), e questo si può notare facilmente sfogliando i nostri libri. In un mondo fantasioso e creativo come quello della letteratura per l'infanzia, l'illustrazione diviene utile tanto quanto il testo, e quindi deve essere curata in ogni dettaglio, inoltre siamo convinti che il libro per bambini, al di là della funzione didattica, sia da considerarsi a tutti gli effetti un prezioso oggetto da collezione, che però invece di essere abbandonato su uno scaffale è continuamente sfogliato e tenuto in considerazione. Solo così, una volta diventato adulto, il bambino continuerà ad apprezzare la lettura".
Approfondiamo un punto importante: a livello psicologico quanto conta l'immagine in un testo per bambini?
"È fondamentale. Anicia Ragazzi ha pubblicato ad esempio 'L'Orso Frigo', un libro tascabile composto di sole immagini, proprio per sottolineare che se un'illustrazione è ben fatta il bambino non ha problemi a comprendere la trama che si svolge davanti ai suoi occhi, pennellata dopo pennellata. D'altra parte la nostra idea di editoria per ragazzi è semplice: intendiamo offrire al lettore una doppia chiave di lettura, quella legata alla parola e quella legata alla figura. Questo concetto si rafforza ancor di più nel caso di bambini molto piccoli, ancora incapaci di leggere o che trovano difficoltà nel farlo, perché in questo caso sono comunque in grado di seguire la storia osservando le illustrazioni. Infine, a livello pedagogico, è molto importante che il bambino abbia la sensazione di avere tra le mani un oggetto prezioso, ricco di colore, perché lo abitua ad apprezzare l'universo-libro. Educare 'al bello' è possibile a ogni età, ma è molto meglio, se si può, coltivare le fertili menti dei bambini".
['L'orso frigo', di Serena Intilia, Edizioni Anicia Ragazzi]
Nei libri Anicia Ragazzi illustrazioni e parole danzano in perfetta armonia: come nascono i sodalizi tra scrittori e artisti?
"La nostra casa editrice, negli anni, ha avuto la fortuna di collaborare con artisti e illustratori di grande livello, che però sono sconosciuti al grande pubblico, perché la maggior parte della gente ignora questo tipo di arte. Abbiamo lavorato con professionisti come Alessandra Cimatoribus e Alessandro Ferraro, e credo che gli originali delle loro illustrazioni non sfigurerebbero in un museo. Restando su Ferraro, anni fa ci siamo innamorati delle sue opere e qualche tempo dopo una nostra autrice di libri per bambini ha visto in lui il 'compagno' ideale con il quale intraprendere avventure editoriali. Come si vede, i sodalizi migliori nascono anche per caso. Altre volte lo scrittore che viene da noi per proporre la sua storia è anche illustratore, o collabora già da tempo con un illustratore. Più spesso è la casa editrice che cerca artisti il cui stile possa sposarsi a un determinato testo o, al contrario, uno scrittore il cui estro sia in linea con quello di un artista".
Stimolare la fantasia del bambino: è questo il concetto base di tutte le storie nate dalla penna dei vostri scrittori?
"Direi di si, anche se non è un'operazione semplice come può sembrare a tutta prima. Quando uno scrittore o un illustratore viene da noi, nella maggior parte dei casi è dotato di talento, ma non sempre sa rendere la storia o l'illustrazione adatta e consonante al mondo del bambino, questa è la cosa più difficile. E ricordiamoci che il pubblico dei piccoli lettori (soprattutto dai 6 agli 11 anni) è estremamente esigente e diretto: se un libro non sortisce l'effetto desiderato si capisce subito. Stimolare la curiosità e la fantasia del lettore in erba non è sempre facile, ma se c'è la giusta dose di immedesimazione si può centrare in pieno l'obiettivo"..png)
['Il Cerchio di Zero' di Annamaria Gozzi, illustrazioni di Eva Rasano, Edizioni Anicia Ragazzi]
Le vostre pubblicazioni sono prive del 'sapore hi-tech' che regna incontrastato in altri ambiti editoriali. Anicia Ragazzi predilige la genuinità?
"Assolutamente. Per semplici ragioni commerciali e di marketing non potremmo concorrere con la strada già battuta dai grandi marchi editoriali, per una piccola casa editrice è naturale tentare di creare un prodotto diverso, molto originale, allo scopo di ritagliare un preciso spazio nel grande mare dell'editoria per l'infanzia. Questo è ciò che cerchiamo di fare da anni. Abbiamo tra le 50 e le 60 pubblicazioni per entrambe le collane, e non credo vi siano più di 2 o 3 libri che abbiano la stessa tecnica illustrativa. Ogni testo che pubblichiamo è differente dal precedente per stile e argomento trattato, e a volte scegliamo anche tematiche 'rischiose', che non sempre vengono affrontate nelle scuole primarie. Con il libro 'Palla di lardo', ad esempio, abbiamo toccato il tema delicato dell'obesità infantile, e lo abbiamo fatto in maniera diretta, così come il titolo lascia intuire. In generale trattiamo le paure tipiche dei bambini, e in particolare ci occupiamo della diversità, sia essa di genere, etnia, ceto sociale, salute fisica o psichica. È un tema centrale della vita di ogni bambino, pensiamo solo a quanta diversità culturale si respira nelle scuole italiane, sempre più internazionali".
C'è una storia, tra le tante pubblicate, alla quale è particolarmente affezionato, sia per il testo che per le illustrazioni?
"Difficile scegliere, ogni pubblicazione ha un'attrattiva tutta sua. Comunque direi le immagini e il racconto del libro 'Dove vanno le nuvole' di Antonella Ossorio, con illustrazioni di Alessandro Ferraro, che ritengo essere il nostro fiore all'occhiello, perché l'illustratore è un ottimo artista e la scrittrice è una grande professionista, e il connubio tra i due ha creato un libro, a mio avviso, davvero meraviglioso. Un altro autore con il quale lavoro molto bene (ed è anche un amico) è Alessandro Marcigliano. Ricordo con affetto tutti i libri realizzati con lui. Anche in questo caso la professionalità e la bravura di un autore hanno fatto crescere e conoscere la nostra casa editrice".
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- Edizioni Anicia Ragazzi
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