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Giornata della memoria: a Treblinka sulle tracce delle tombe nascoste della Shoah
Secondo l'archeologa forense Caroline Sturdy Colls nel campo di sterminio polacco ci sarebbero una serie di fosse comuni. "Frammenti ossei - scrive la studiosa - sono ancora visibili sulla superficie della terra, soprattutto dopo la pioggia".
Titolo: Il Memoriale nel campo di TreblinkaFonte: Immagine dal web
"I nazisti pensavano di averle distrutte nel 1943. Volevano cancellare tutte le prove dei loro crimini e per questo avevano abbattuto gli edifici e livellato la terra. Avevano poi ripiantato degli alberi e costruito una casa colonica, affidata a un agricoltore ucraino che fungeva anche da guardiano". È quanto riferiscono alcuni documenti storici utilizzati da un gruppo di archeologi forensi del Regno Unito per stabilire che nel campo di sterminio di Treblinka sarebbero nascoste una serie di fosse comuni.
La notizia, diffusa poco prima della Giornata della Memoria, 27 gennaio scorso, è di quelle che non ti aspetti, che riapre ferite dolorose e ricordi spaventosi, ma l'archeologa Caroline Sturdy Colls, a capo del team di studio, non ha dubbi e all'emittente inglese BBC (che all'argomento ha dedicato anche una trasmissione di approfondimento il 23 gennaio scorso, ndr), dice: "Se i nazisti speravano di aver rimosso tutte le prove del loro crimine si sbagliavano. Ci sono ancora delle tracce, sopratutto sulla superficie, dove si possono trovare ancora molti indizi che indicano il vero scopo del sito".
Treblinka fu uno dei tre campi di sterminio nazisti, insieme a Sobibór e Bełżec, costruiti a nord-est di Varsavia, in Polonia, nell'ambito dell'Operazione Reinhard ed è rimasto attivo dal luglio 1942 all'autunno 1943. Secondo le stime storiche, nel campo furono sterminate dalle 700mila alle 900mila persone, rendendolo il secondo luogo di sterminio dopo Auschwitz II (Birkenau) per numero di vittime. Il campo che secondo gli archeologi inglesi celerebbe le fosse comuni, era un luogo di lavoro dove i prigionieri rinchiusi venivano impiegati per gli scavi e il trasporto dei materiali della vicina cava. Treblinka fu liberato nell'agosto 1944 dalle forze sovietiche. Si stima vi siano transitate circa 20mila persone e, a differenza di Auschwitz che ha mantenuto camere a gas e forni crematori, a Treblinka oggi c'è solo il Memoriale costituito da 17mila pietre con i nomi dei luoghi dove sono stati trasportati gli ebrei di tutta Europa.
[Il Memoriale nel campo di Treblinka. Foto dal web]
"Il fatto che fosse stato un campo di lavoro – scrive l'archeologa inglese in un articolo del 23 gennaio per la BBC -, spiegherebbe quanto descritto in un rapporto del 1946 dagli investigatori sui crimini tedeschi in Polonia che avevano trovato 'una cantina con passaggio sotterraneo dove oltre alle fondamenta del palazzo dell'amministrazione e il vecchio pozzo, c'erano qua e là i resti di recinti bruciati, pezzi di filo spinato, e brevi tratti di strada asfaltata, fino a numerose ossa umane sepolte da grandi quantità di cenere mista a sabbia'. Un particolare che la Colls ha notato anche in superficie. Nonostante questo, però, in una dichiarazione successiva, gli stessi ispettori hanno dichiarato di non aver trovato nulla e le uniche prove a favore di questa tesi sono le testimonianze.
[La collocazione delle fosse comuni nel campo di Treblinka secondo i test degli archeologi inglesi. Foto: BBC]
"Nel campo – prosegue la Colls nel suo articolo - sono presenti una serie pozzi, alcuni dei quali distrutti dai saccheggi del dopo-guerra spinti dai miti dell'oro sepolto degli ebrei, ma tanti altri più grandi sono stati riconosciuti da alcuni testimoni sopravvissuti come la posizione delle fosse comuni e i luoghi della cremazione". "Uno di questi è lungo 26m, e largo 17, profondo almeno 4m, con una rampa sul lato ovest e un bordo verticale verso est. Nelle vicinanze ci sono altri cinque pozzi di varie dimensioni". "Date le loro dimensioni e la loro posizione - spiega l'archeologa -, c'è da ritenere con certezza che essi rappresentino delle aree sepolcrali".
Il progetto di studio nel terreno e nel sottosuolo non prevede scavi invasivi, bensì tecniche innovative di imaging e geofisica come i radar a penetrazione, immagini satellitari e software di mappatura, uniti a testimonianze e prove d'archivio. "Il progetto di ricerca vuole rispettare sia il potenziale storico e scientifico del sito, nonché il suo significato religioso e commemorativo. Per questo – precisa la Colls - il terreno non verrà smosso, sarebbe una violazione della tradizione ebraica che vieta l'esumazione dei morti".
Ma c'è comunque un margine di errore. Nonostante l'avanguardia degli strumenti utilizzati, infatti, nessuno di questi metodi rivelerà definitivamente ciò che è celato al di sotto del suolo. "Ognuna delle tecnologie – spiega la Colls - non farà altro che mettere in evidenza i contrasti tra le proprietà fisiche del terreno e le caratteristiche all'interno di esso, come ad esempio i resti sepolti". "Le conclusioni sulla natura di queste caratteristiche potranno essere tratte - precisa l'archeologa -, confrontando i dati storici con quelli archeologici, attraverso conoscenze sui processi di costruzione, demolizione e sepoltura. Così come avvenuto poco tempo fa quando, durante l'indagine, gli strumenti hanno individuato alcune caratteristiche che sembrano essere strutturali, due di queste sono probabilmente i resti delle camere a gas".
Una tesi possibile, che sembra trovare congruenze con i racconti dei testimoni, secondo i quali quei resti erano delle strutture uniche nel campo della morte fatte di mattoni. "A differenza di Auschwitz – scrive ancora la Colls -, qui a Treblinka non sono stati costruiti appositamente forni crematori. La decisione di bruciare i corpi delle vittime, infatti, è stata presa solo dopo che il campo era in funzione da diversi mesi". "L'ordine di riesumare e cremare quelli già sepolti arrivò nel 1943, dopo che l'esercito tedesco aveva scoperto i corpi di ufficiali polacchi massacrati dai sovietici a Katyn tre anni prima, dimostrando così ai dirigenti tedeschi l'importanza di coprire i loro crimini". Molti corpi sono stati bruciati "su roghi improvvisati fatti di linee ferroviarie e legno, e le ceneri venivano spesso seppellite nelle tombe stesse da dove i corpi erano stati presi". "A Treblinka è chiaro che la cenere contiene molte ossa, i frammenti sono ancora visibili sulla superficie della terra, specialmente dopo la pioggia".
"Questo lavoro è solo l'inizio e sarà necessario un ulteriore lavoro per studiare e capire la complessità del luogo. Questa prima indagine - conclude la Colls nel suo articolo - deve essere vista come un inizio di ciò che si spera sarà un lungo periodo di collaborazione tra noi e il museo di Treblinka, volto a fornire nuove informazioni su questa tragedia, un modo per consentire alle vittime dell'Olocausto di essere adeguatamente commemorate".
LINK
- L'indagine sulle tombe nascoste della Shoah a Treblinka su BBC News Radio 4
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