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Evasione fiscale, quel "piccolo" trasferimento "di comodo"

Denunciati dalla Guardia di finanza più di 12mila responsabili di reati e frodi, in particolare imprese e lavoratori autonomi che avevano occultato allo Stato redditi per oltre 21mld di euro. Il comandante Di Paolo: "Ora ci sentiamo meno soli"

» Cronaca economica Emanuele Dorru - 24/01/2012

Residenze, abitazioni, società e capitali trasferiti all'estero, nei paradisi fiscali, per evitare di pagare le tasse in Italia. Sono cosiddetti 'trasferimenti di comodo' ad essere finiti in primis sotto la lente d'ingrandimento della Guardia di Finanza che ha così scoperto redditi non dichiarati per circa 11 miliardi di euro relativi a 7.500 evasori totali, in particolare imprese e lavoratori autonomi. Complessivamente l'evasione fiscale internazionali ha occultato allo Stato redditi per oltre 21 miliardi di euro. Ma non solo. Nel 2011 le Fiamme Gialle hanno scoperto, inoltre, redditi imponibili non dichiarati per oltre 50 miliardi di euro, iva non versata per oltre 8 e denunciato oltre 12mila responsabili di reati e frodi fiscali. Oltre 902 milioni di euro sono stati subito sequestrati ai responsabili dei reati fiscali.

I dati, senza dubbio corposi, monumentali e impietosi, emergono dal dossier presentato il 23 gennaio scorso sull'attività della Guardia di Finanza nella lotta alla criminalità economica nel 2011 e confermano, di fatto, quanto è noto a tutti, ovvero che l'Italia continua ad essere un paese di evasori fiscali che, oltre a recare un danno allo Stato, minano anche credibilità dell'Italia all'estero.

Particolarmente rilevante è stata l'attività di contrasto alle cosiddette 'frodi carosello', un tipo di evasione particolarmente consistente e sofisticata, poiché scaturisce "dalle triangolazioni fra società collocate nei paradisi fiscali, dalle intestazioni fittizie di patrimoni, dalle grosse operazioni elusive". L'investigazione delle Fiamme Gialle in questo senso ha portato alla scoperta di quasi 2 miliardi di Iva evasa . Durante le indagini e gli accertamenti, inoltre, sono stati scovati 12.676  lavoratori 'in nero' di cui oltre 2.500 extracomunitari. 

Dal punto di vista dei controlli, nel 96 % dei casi i verbali della Guardia di Finanza sono stati integralmente recepiti dall'Agenzia delle Entrate per il successivo accertamento. In aumento anche i casi di coloro che aderiscono spontaneamente ai rilievi delle Fiamme Gialle, consentendo l'immediata riscossione degli importi relativi al 10% dei verbali. "I risultati ottenuti sono in primo luogo frutto della professionalità, dell'impegno e dell'intuito di tutte le Fiamme Gialle - ha detto il comandante generale della Guardia di Finanza, il generale Nino Di Paolo -, cui va il premio della fiducia dei cittadini, che però va conquistata giorno per giorno". E proprio riferendosi alla collaborazione e alla vicinanza di cittadini e media con chi è chiamato a combattere l'evasione ha aggiunto: "Ora ci sentiamo meno soli".

"L'evasione fiscale - ha spiegato il comandante generale della Guardia di Finanza - è un insidioso nelle cui pieghe si celano spesso altri reati sui quali, almeno fino ad oggi, pesava un maggior alone di discredito: il riciclaggio, la corruzione, l'emissione di fatture false per beneficiare indebitamente di fondi pubblici, l'illecito trasferimento di capitali all'estero o la commissione di reati di borsa, solo per citarne alcuni". Ma, ha proseguito Di Paolo, "i tempi sono cambiati e anche chi prima giustificava come 'furberia' l'evasione non comprendendone la reale insidiosità, ha dovuto prendere atto della pericolosità sociale del fenomeno, da combattere con un'azione decisa, sinergica e, soprattutto, trasversale".