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L'iBooks 2 reinventa i libri testo?"ma quanto servirà davvero agli studenti?"

Se lo chiede il mensile americano Time dopo il debutto dell'applicazione iPad realizzata per la nuova generazione di volumi digitali dedicati ai ragazzi. "Molte scuole - scrive la testata - sono ancora lontane da una tecnologia all'avanguardia"

» Personal Computing Emanuele Dorru - 23/01/2012
Titolo: Dallo spot promozionale dell'iBooks 2
Fonte: Apple

Reinventare il classico libro scolastico, trasformandolo in un prodotto multimediale esclusivo che permette ai ragazzi di interagire con testi, immagini, audio e video, modelli 3D e animazioni, offrendo inoltre la possibilità di accedere in ogni momento ai propri appunti. Si chiama iBooks 2 per iPad ed è la nuova applicazione che la Apple ha lanciato sul mercato il 19 gennaio durante un evento Guggenheim Museum di New York progettata per supportare una nuova generazione di libri digitali dedicati agli studenti americani.

Tante le operazioni rese possibili da quella che qualcuno ha definito "l'ennesima rivoluzione digitale di casa Apple" come, ad esempio, evidenziare singole parole o frasi a cui associare le proprie note, rese a loro volta accessibili sia durante la lettura sia tramite l'apposita sezione che raggruppa tutti i contrassegni elencati per ogni capitolo; o ancora inserire test a risposta multipla per verificare via via lo studio dell'argomento. I libri di iBooks 2, inoltre, sono integrati con video, foto e una grafica interattiva accattivante che rende l'applicazione e il suo supporto mobile strumenti senza dubbio divertenti e coinvolgenti per gli studenti rispetto alla versione cartacea. 

Un prodotto evoluto, dunque, che con un click sostituisce gli scomodi e pesanti libri utilizzati finora e riduce il notevolmente il costo per singola pubblicazione. Secondo quanto dichiarato da Apple, i testi elettronici disponibili per il mercato americano non costeranno più di 15 dollari, mentre le equivalenti versioni cartacee oggi sono vendute tra i 75 e i 100 dollari a volume. Da parte sua la società di Cupertino ha già ricevuto il via libera delle case editrici McGraw Hill, Pearson e Houghton Mufflin Hartcourt che pubblicano la maggior parte dei libri di testo utilizzati negli Stati Uniti.  

Insomma Apple sembra aver pensato proprio a tutto, realizzando un prodotto più che mai a misura di giovane, la cui percentuale di successo nelle scuole del Paese, come spiegato qualche giorno fa dal magazine americano Time è, però, tutt'altro che scontata. Se non altro, scrive la testata, per il fatto che "la maggior parte degli istituti non possiede ancora una tecnologia all'avanguardia in aula". Inoltre, "se da una parte il settore della tecnologia è in piena espansione - si legge nell'articolo -, dall'altra l'attuale contrazione economica difficilmente permetterà a tutti gli istituti scolastici di acquistare un iPad per ogni bambino, o studente".

"La Apple dice che attualmente sono in uso negli istituti scolastici del Paese 1,5 milioni di iPad. Ed è fantastico - scrive il Time -, ma hanno dimenticato che ci sono più di 49 milioni di studenti iscritti nelle scuole pubbliche negli Stati Uniti, quindi la loro percentuale di penetrazione in questo settore è ancora molto ridotta". "Secondo il distributore di libri scolastici usati on-line Mbs Direct Digital, nel 2012 solo il 6% delle vendite di libri di testo sarà digitale". "È vero - ammette il magazine -, alcuni distretti scolastici sono stati in effetti in grado di acquistare un iPad per tutti i loro studenti, ma questi quartieri sono ancora una vasta minoranza".  

"Nella peggiore delle ipotesi - azzarda l'analisi del Time -, si potrebbe arrivare ad immaginare un mondo in cui i libri di testo della Apple servono solo ad aumentare il divario digitale. Uno scenario in cui alcuni studenti saranno in grado di utilizzare libri di testo elettronici perché provvisti di supporti mobili che glielo permettono, mentre altri, sicuramente delle fasce più deboli, useranno libri di testo cartacei che da anni passano di mano in mano agli studenti attraverso la scuola stessa".

Secondo il magazine americano, il progetto editoriale con cui la società di Cupertino è entrata nel mondo della pubblica istruzione "è molto ambizioso" e, come molti suoi prodotti, "ben in anticipo sui tempi". "Se davvero i libri di testo di Apple sono il futuro - conclude l’articolo del Time -, allora la vera sfida è una sola, ovvero di quanto tempo avranno bisogno le nostre scuole per arrivarci".