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Costa Concordia: Schettino al comando della nave, chi lo ha deciso?

Da accertare ancora le responsabilità del funzionario durante il naufragio sulle coste dell'Isola del Giglio, così come da chiarire sono quelle della società di navigazione che a sua difesa dice: "L'iniziativa era contraria alle regole".

» Cronaca Italia Francesca Nanni - 18/01/2012

Omicidio plurimo colposo, naufragio e abbandono della nave. Le responsabilità del comandante Francesco Schettino nella tragedia della nave Costa Concordia sono oramai evidenti e ben note. Reati gravissimi per i quali si prospetta una pena di 15 anni di carcere. A lui, protagonista principale di questa tragedia, è rivolta la rabbia e lo sdegno di un Paese intero e del popolo della Rete. "Assolutamente incapace di 'guidare' anche solo un pattino", il commento più delicato su di lui scritto sul web.

Il naufragio della Costa Concordia è una di quelle tragedie che più si ricorderanno nel tempo, di cui tanto di è detto e scritto. Ma nel grande tourbillon mediatico internazionale generato da tutta questa vicenda, sembra essersi perso un aspetto fondamentale legato all'assunzione di responsabilità: se è vero che Schettino ha sbagliato, è altrettanto vero che qualcuno lo ha ritenuto idoneo a suo tempo per comandare una nave di quella portata, consapevole e capace di adempiere al suo incarico con serietà e rigore. Da parte sua Costa Crociere, nemmeno a dirlo, ha addossato la colpa di quanto accaduto esclusivamente al comandante, riconoscendone l'errore umano e prendendo le debite distanze dal suo operato.

Un atteggiamento giusto, in parte, ma che dall’altra lascia spazio ad alcune domande lecite, a tutt'oggi senza risposta, sul ruolo della società stessa: chi ha affidato al comandante Schettino il timone della nave e la sicurezza di migliaia di persone? E come può la Costa Crociere prendere le distanze da un funzionario scelto dalla compagnia stessa? Da quanto appreso in questi giorni, il comandante Schettino era in forze alla Costa Crociere da oltre 6 anni e, stando a quanto riportato da EuroNews questa mattina, lo scorso novembre avrebbe "effettuato una manovra considerata azzardata dallo stesso equipaggio partendo dal porto di Marsiglia". Qualora tutto ciò dovesse essere accertato, perché non si sono presi provvedimenti già da allora? E quali sono i criteri di selezione, valutazione e gestione dei comandanti della compagnia?

La responsabilità di quanto accaduto passa anche per il chiarimento di questi aspetti che nessuno sembra voler affrontare. Non basta dire: "L'iniziativa del comandante Schettino è stata presa di sua volontà ed è contraria alle nostre regole", come spiegato dal presidente della Costa Crociere, Pierluigi Foschi. Così come, dato il prestigio di cui gode la società di navigazione, non è anche solo pensabile che durante la selezione del personale, siano sfuggite informazioni importanti sulla condotta e l'operato dei candidati. Se così è stato, allora c'è un problema, ed è necessario che Costa Crociere si assuma le proprie responsabilità in modo trasparente, o quanto meno chiarisca la sua posizione in merito, prendendo i provvedimenti adeguati. È questo l'unico modo per evitare il ripetersi di tragedie del genere e per cercare di mantenere la fiducia di migliaia di passeggeri che, ogni anno, affidano a questa compagnia la propria sicurezza in mare.