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Confindustria: i tempi della giustizia costano al Paese 96 mld di mancata ricchezza

Secondo le stime diffuse nei giorni scorsi, azzerare l'arretrato civile farebbe guadagnare il 4,8% del Pil, mentre la spesa pubblica complessiva per tribunali e procure supera i 7,5 mld di euro. Italia ancora fanalino di coda per le lungaggini legali

» Giustizia e criminalita' Emanuele Dorru - 17/01/2012
Fonte: www.rsvn.it

I tempi della giustizia italiana e questi infiniti. Nulla di nuovo, infatti, per quel che riguarda le lungaggini burocratiche di cui è vittima il sistema legale italiano Secondo l'ultima stima pubblicata qualche giorno fa da Confindustria, la lentezza dei processi impedisce la crescita di cittadini, imprese e investimenti esteri con costi enormi per il Paese. Così, spulciando tra i dati dell'indagine, viene fuori che i fascicoli accumulati in ogni dove tra uffici, archivi, corridoi, magazzini superano i 6 milioni a cui si devono aggiungere i circa 3,5 milioni di procedimenti penali. Le sole pratiche relative ai procedimenti civili pendenti occuperebbero una superficie pari a 74 campi da calcio grandi come San Siro. Una montagna di carta che, fa sapere Confindustria, in termini economici si traduce in quasi 96 miliardi di euro di mancata ricchezza.In generale, dunque, secondo il dossier, l'abbattimento del 10% dei tempi della giustizia civile potrebbe determinare un incremento dello 0,8% del Prodotto interno lordo, una percentuale che corrisponderebbe, in termini economici, a circa un milione di cause civili pendenti.

PROCESSO CIVILE ORDINARIO, 500-1.500 GIORNI. Da Torino a Messina La durata media di un processo civile ordinario di primo grado si triplica passando da 500 a 1.500 giorni. A Roma i processi civili durano un terzo in più che al Nord dove, comunque, non mancano città 'fuori media'. Secondo alcune stime elaborate dal Centro studi Confindustria basate sull'eterogeneità geografica nella lunghezza dei processi di primo grado, le ripercussioni sullo sviluppo economico sono "rilevanti": se nella provincia di Bari la giustizia civile avesse "la stessa efficienza che si riscontra nella provincia di Torino (-60% circa di durata dei procedimenti), la sua crescita economica nel periodo 2000-2007 sarebbe stata più elevata di 2,4 punti percentuali".

TUTELA DEI CONTRATTI, 1.210 GIORNI. In Italia servono 1.210 giorni per tutelare un contratto, contro 394 in Germania, 389 in Gran Bretagna e 331 in Francia. Ben 692 giorni in più, equivalente ad 1 anno 10 mesi e 27 giorni, rispetto alla media di 518 dei paesi Ocse.

COSTI LEGALI SPROPOSITATI. In Italia, inoltre, i costi legali sono spropositati. La quota in termini di assistenza legale e spese processuali, rispetto al valore complessivo della causa, è tra le più alte: circa il 30%, contro il 14,4% della Germania e il 9,9% della Norvegia. La Commissione europea sull'efficienza della giustizia calcola che lo Stato italiano spende per la giustizia 70 euro per abitante, a fronte dei 58 della Francia dove, peraltro, la durata media di un processo civile è la metà. Non solo: le aziende straniere incassano i danni nel giro di 12 mesi, mentre quelle del Belpaese devono aspettare in media oltre 3 anni oppure accettare accordi al ribasso, mentre nel frattempo chiedono prestiti per sopravvivere. 

L'INCERTEZZA FRENA L'ECONOMIA. Oltre che accrescere il senso di ingiustizia, le stime della Banca d'Italia indicano che "la perdita annua di prodotto attribuibile ai difetti della nostra giustizia civile potrebbe giungere a un punto percentuale". Un deficit pubblico giudiziario tutto da sanare. Sul Sud Italia pesa la maggior parte dell'arretrato, più di metà del totale nazionale: qui, evidenzia il dossier la giustizia viaggia con il freno a mano tirato. Tra l'altro, la spesa pubblica complessiva per tribunali e procure, invece, supera i 7,5 miliardi di euro, la seconda più alta in termini pro-capite in Europa dopo la Germania. L'Ufficio studi di Confartigianato stima che la giustizia-lumaca sottrae agli imprenditori risorse per 2,2 miliardi di euro. 

SE GLI INVESTIRI SCAPPANO SPAVENTATI DAI TEMPI LUNGHI. Secondo i dati, sono impossibili da quantificare i mancati introiti per la fuga degli investitori esteri, spaventati dai nostri ritmi giudiziari. Un trend in vertigginoso aumento; nel 2008 il danno per le casse dello Stato è stato di 81,3 milioni di euro, l'anno successivo è lievitato a 267 e nel 2010, assicurano gli esperti, ha superato i 300 milioni. Un rischio oneroso se si considera che le cause in corso, tra penale e civile, superano i 9,5 milioni.

IN ITALIA SI LITIGA PIÙ CHE IN EUROPA. La litigiosità degli italiani non ha eguali: più del doppio rispetto alla media Ue, da 10 a 20 volte in più degli scandinavi. Se la lentezza del processo sembra non frenare la voglia di giustizia, tra ricorsi, impugnazioni e cavilli cresce il popolo degli avvocati, circa 260mila. In provincia di Milano ci sono tanti legali quanti nell'intera Francia. E le tariffe premiano chi firma più atti, non chi accorcia i tempi o evita i processi optando per la conciliazione. Così tra eterni rinvii che si rincorrono per i tre gradi di giudizio l'onorario cresce insieme all'arretrato.