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'Il Mediterraneo degli altri': cosa è cambiato dopo la primavera araba

Dal nuovo libro di Hamaui e Ruggerone l'analisi delle cause che hanno portato alle rivolte nord africane dello scorso gennaio, fra sviluppo e democrazia, alle conseguenze sugli scenari geo-politici futuri.

» Libri: Recensioni Redazione - 21/12/2011
Titolo: Particolare della copertina del libro

Tutto inizia nel gennaio del 2011, con lo scoppio della rivolta in Tunisia, e mentre gli esperti si chiedevano se il contagio si sarebbe propagato in Egitto, la piazza del Cairo era già stracolma di manifestanti prossimi ad una rivolta i cui forti segnali erano iniziati già dal 2008, da quando cioè la gente protestava e scioperava per i salari, i prezzi dei beni di prima necessità, la terra e le case.
 
I problemi economici, sociali e politici dei paesi del Mediterraneo sono gli stessi da anni, ma la gente non è mai stata ascoltata. Quella stessa gente che vive, o meglio sopravvive, che è resa sempre più vulnerabile da continue lotte e crisi interne, oltre che esterne. Ma in pochi, ancora oggi, hanno ben capito cosa sia veramente successo in passato e cosa stia succedendo adesso in questa parte del mondo. Ma, soprattutto, cosa succederà in futuro e quali saranno le conseguenze per tutto il mondo.

Per cercare di dare una chiave di lettura dello scenario fin qui delineato, nel loro libro 'Il Mediterraneo degli altri. Le rivolte arabe fra sviluppo e democrazia' Rony Hamaui e Luigi Ruggerone, entrambi docenti all'Università Bocconi di Milano, propongono un'analisi che punta più ad una conoscenza geo-politica del Nord Africa e del Medio Oriente attraverso una molteplicità dio fonti, partendo da quella, forse, più complessa, la religione. Secoli di differenza fra il mondo islamico e quello cristiano, infatti, non hanno facilitato la conoscenza reciproca. "L'analisi socio-economica da sola non è in grado di spiegare compiutamente le rivolte arabe - scrivono gli autori - sia perché tale situazione dipende anche da variabili politico-culturali, sia perché le folle in piazza hanno chiesto prima di tutto democrazia e buon governo". Il terrorismo islamico degli ultimi decenni, la presunta "guerra fra le civiltà e la lotta al terrore non hanno fatto che aumentare l'ignoranza e l'incomprensione reciproca".

Il libro ripercorrere, dunque, gli avvenimenti e le loro cause in paesi come la Tunisia, l’Egitto, l’Algeria, la Libia e la Siria, analizzando fatti ed eventi in modo non scontato e lontano da quello che la cronaca ha fatto conoscere. "È sul terreno macroeconomico che si giocherà la partita più importante nei prossimi anni - affermano Hamaui e Ruggerone -. Se è vero che il problema principale è stato un modello di sviluppo troppo chiuso e poco propenso a integrarsi col resto del mondo, solo un diverso atteggiamento politico-culturale verso l'esterno potrà permettere alle economie dei paesi arabi di trovare il giusto ritmo di crescita" .
 
Occhi  particolarmente critici, quelli degli autori, che guardano alle rivolte dalla prospettiva dei vicini di casa combattuti tra il desiderio di affermare uno stato di democrazia e la paura di perdere l'egemonia del Mare Nostrum col timore di una conseguenza piena di trappole. Dal canto suo l'Occidente dovrebbe riflettere sull'atteggiamento politico-culturale che fino ad oggi ha caratterizzato i rapporti col mondo arabo. La scarsa partecipazione alla globalizzazione dei paesi Mena sembra aver obbedito a logiche dettate esclusivamente dagli interessi dei paesi dell'Occidente, ma il cammino verso la democrazia è iniziato. "Seppure il futuro dell'area sia in larga misura nelle mani dei governi che nasceranno dalle rivolte - aggiungono gli autori - l'Europa dovrebbe provare ad immaginare un bacino mediterraneo più integrato e meno schiavo dei propri timori".

INFORMAZIONI
Titolo:
'Il Mediterraneo degli altri. Le rivolte arabe fra sviluppo e democrazia'
Autori: Rony Hamaui e Luigi Ruggerone
Editore: Egea
Anno: 2011
Pagine: 184
Prezzo cartaceo: €18 euro
Prezzo e-pub: € 9,99 euro