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Boom di sfratti per morosità: Cgia, negli ultimi 10 anni sono più che raddoppiati

Secondo l'Associazione Artigiani Piccole Imprese, nonostante un lieve calo delle famiglie che vive in affitto, nel 2010 sono state circa 56mila le disdette forzate di locazione. Bortolussi: "Sono mutate le tipologie di persone colpite dal fenomeno"

» Cronaca Italia Emanuele Dorru - 10/12/2011
Fonte: Immagine dal web

La mannaia impietosa della crisi economica, che costringe tempo gli italiani a fare i conti con ogni aspetto della vita quotidiana, si abbatte ora anche sulla casa. Ma non in termini di mercato e di compra-vendita, bensì sugli affitti. Stando, infatti, all'indagine pubblicata il 15 novembre scorso dall'Associazione Artigiani Piccole Imprese Cgia di Mestre, nonostante una leggera riduzione del numero di famiglie in possesso di un contratto di affitto, quindi proprietaria dell'immobile (tra il 2001 ed il 2009 la diminuzione è stata del 2,9%), nel 2010 si è registrata una crescita fortissima degli sfratti per morosità degli inquilini.

Un segnale evidente sulle difficoltà economiche che stanno vivendo le famiglie italiane che, nel periodo 2001-2010,  ha portato a raddoppiare i provvedimenti di sfratto. Così, se nel 2001 il loro numero aveva sfiorato le 27mila unità (precisamente 26.937), nel 2010 hanno superato quota 56mila (esattamente 56.147), registrando, in questo periodo di tempo, un incremento del +108,4%. I dati raccolti dalla Cgia segnalano, inoltre, che alla fine del 2009 (ultimo dato disponibile) il numero di nuclei familiari in tutta Italia che viveva in un'abitazione in affitto era di  circa 4 milioni e 215mila, pari  al 17,1% del totale delle famiglie italiane; mentre la macro area che presenta il numero più elevato di nuclei in affitto è il Mezzogiorno, con 1 milione 424mila unità.


"Rispetto ad un tempo sono mutate le tipologie familiari colpite dallo sfratto per morosità - commenta Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre -. Se fino a qualche anno fa le più interessate erano quelle guidate da lavoratori dipendenti, da pensionati o da persone che erano state espulse dal mercato del lavoro, negli ultimi anni, invece, hanno assunto dimensioni numeriche sempre più preoccupanti anche quelle composte da immigrati, da famiglie con a capo un artigiano, un piccolo commerciante o da giovani titolari di partita Iva che, con l'aggravarsi della crisi, sono scivolate in condizioni di marginalità economica".

C'è da sottolineare che l'analisi della Cgia prende in considerazione solo i provvedimenti di sfratto emessi per morosità, senza considerare le richieste di esecuzione presentate all'Ufficiale Giudiziario o gli sfratti eseguiti con l'intervento dell'Ufficiale Giudiziario. Per questo l'Associazione Artigiani Piccole Imprese spiega che il numero di sfratti emessi per morosità è cresciuto soprattutto negli ultimi tre anni. "Se nel  2007 queste misure sono scese a quota 33mila 959 - precisa Bortolussi -, l'anno successivo sono salite a 41mila 203 e per toccare poi quota 51mila 576 nel 2009". "Il valore record, comunque, viene toccato nel 2010 quando - conclude il segretario della Cgia di Mestre - gli sfratti emessi per morosità superano la soglia dei 56mila e100 provvedimenti". 

La situazione a livello regionale evidenzia un incremento più deciso avvenuto nel decennio 2001-2010 registrato nelle Marche (+316,3%), a seguire la Lombardia (+249,1%) e la Calabria (+203,3%). Infine, se si considera il numero di sfratti registrato nel 2010 ogni mille famiglie in affitto, le realtà più interessate da questo fenomeno sono state l'Emilia Romagna (22,7), seguite dalla Toscana (17,1) e dall'Umbria (16,5).