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Pensioni: Fornero, "nessuno deve prendere più di quanto versa"

Il ministro del Lavoro e Welfare ha illustrato alla Camera la manovra sulla previdenza. Donne in pensione a 63 anni nel 2014, a 65 nel 2016, addio all'anzianità dal 2018. "Una soluzione drastica, abbiamo usato l'accetta"

» Previdenza Redazione/GP - 06/12/2011
Fonte: Immagine dal web

"Una riforma graduale, di ampio respiro, pensata per fare in modo che gli italiani non ne debbano avere altre nei prossimi anni": così il ministro del Welfare, Elsa Fornero, durante l'audizione alla Commissione Lavoro della Camera, il 6 dicembre, per spiegare la manovra sulle pensioni, sottolineando inoltre, che "il metodo contributivo non è perfetto ma è il più equo in termini di generazioni e più sostenibile in termini finanziari". "Nessuno - ha detto il ministro - dovrebbe prendere più di quanto ha, se uno versa 100 e prende 150, quel 50 non è piovuto dal cielo ma qualcun altro lo deve pagare".

I provvedimenti della manovra Monti da applicare alle pensioni prevedono la sospensione della pensione anticipata rispetto all'età di vecchiaia a partire dal 2018 "in quella data - ha spiegato il ministro - dovrebbe concludersi la transizione graduale e non dovrebbe più essere possibile andare in pensione di anzianità". Di fatto, "le pensioni di anzianità non saranno ghigliottinate, bensì vanno a morire. Quando ci sarà solo il sistema contributivo varrà solo l'età minima per l'accesso al pensionamento". 

La riforma prevede poi che si possa uscire in anticipo rispetto all'età di vecchiaia con almeno 42 anni e un mese di contributi se uomo e 41 se donna. La riforma della previdenza è stata la parte "più facile" del lavoro mentre quella più difficile sarà la riforma del mercato del lavoro che è il pezzo mancante e sorregge questo impianto. "Un mercato del lavoro più flessibile - ha spiegato la Fornero - ha bisogno di ammortizzatori sociali. Questo richiede risorse. Dobbiamo puntare alla crescita. I nuovi provvedimenti puntano tutto, e fallirà se non sarà così, su un nuovo mercato del lavoro che funziona bene e che dà occupazione a un maggior numero di persone". Ma ecco nel dettaglio, alcune delle misure sulle pensioni:

DONNE AUTONOME IN PENSIONE A 63 ANNI E MEZZO IN 2012. Le lavoratrici autonome andranno in pensione di vecchiaia a 63 anni e sei mesi a partire dal 2012. Lo prevede il testo definitivo della manovra correttiva del Governo. Le lavoratrici autonome vanno un anno e mezzo più tardi delle dipendenti che andranno a 62 anni nel 2012.

DONNE DIPENDENTI IN PENSIONE 63 ANNI MEZZO IN 2014. L'età necessaria ad andare in pensione di vecchiaia per le donne dipendenti del settore privato sarà di 62 anni nel 2012 per poi passare a 63 anni e mezzo dal primo gennaio 2014 e a 65 anni il primo gennaio 2016. Il requisito di età per la pensione di vecchiaia delle donne dipendenti passa a 66 anni nel 2018, lo stesso requisito degli uomini e delle donne dipendenti pubbliche. Per le lavoratrici autonome la pensione di vecchiaia si otterrà a 63 anni e mezzo nel 2012, a 64 anni e mezzo a partire dal 2014, a 65 anni e mezzo nel 2016 e a 66 anni nel 2018.

PENALIZZAZIONI PER CHI ESCE PRIMA 62 ANNI. Per disincentivare i lavoratori rispetto alla decisione di andare in pensione in anticipo rispetto all'età di vecchiaia il Governo ha previsto a partire dal 2012 una penalizzazione del 2% sulla quota retributiva per ogni anno di anticipo rispetto ai 62 anni. Lo si legge nel testo definitivo della manovra correttiva approvata dal Governo. Possono andare in pensione anticipata rispetto all'età di vecchiaia gli uomini che dal 2012 avranno almeno 42 anni e un mese di contributi e le donne che hanno accumulato sempre a partire dal 2012 almeno 41 anni e un mese di contributi.

PARITÀ UOMINI/DONNE. Allineare le pensioni tra donne e uomini, ha poi detto il ministro, è anche una questione di pari opportunità perché è inaccettabile una sorta di "compensazione". "Sono ministro anche delle pari opportunità - ha puntualizzato il ministro Fornero -: la pari opportunità per me va conseguita da subito nella scolarizzazione, del mercato del lavoro, nella progressione di carriere. Sono meno tenera verso un assetto sociale che segmenta e scoraggia e poi ti dà il contentino". Insomma "andare in pensione prima" degli uomini è "una compensazione che non risponde a criteri di equità".

Quanto ai sacrifici richiesti dalla manovra, il ministro ha spiegato alla Commissione Lavoro della Camera che la soluzione sulle pensioni di anzianità "è stata piuttosto drastica", riconoscendo che nel realizzare la riforma si è lavorato "con l'accetta", ma che "dopo l'operazione tagli avrà un respiro di lungo termine in modo che gli italiani non ne abbiano un'altra tra due anni". La Fornero ha poi aggiunto che l'obiettivo è quello di "allungare la vita lavorativa e alzare l'età media di pensionamento", ricordando che ci sono ancora "persone che vanno in pensione a 57, forse a 56 anni, con una media quindi di 58,3 mesi". Quelli varati dall'esecutivo sono, secondo il ministro del Lavoro, provvedimenti che forniscono "maggiore trasparenza", abolendo le "finestre" che sono "un bizantinismo vessatorio". Il contributivo, infine, è "sempre sostenibile" dal punto di vista economico e serviranno "piccoli aggiustamenti". 

MATERIALI
- Le nuove misure sulle pensioni