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Manovra Monti: il premier, "pensioni minime garantite dai proventi dello scudo fiscale"

"I vincoli finanziari oggi sono severissimi: nessuna riforma nell'anno della sua introduzione dà risparmi", così il ministro Elsa Fornero che aggiunge: "È un meccanismo lungo tra le generazioni. Abbiamo dovuto chiedere un sacrificio"

» Crisi economica Redazione/GP - 05/12/2011

Le pensioni degli italiani al centro della manovra del governo monti. Estensione del metodo contributivo a tutti i lavoratori, aumento dell'età di vecchiaia per le donne del settore privato, abolizione delle finestre mobili (e assorbimento di questi periodi nell'età effettiva di pensionamento), aumento delle aliquote sugli autonomi ma soprattutto una vera e propria stangata sulle pensioni di anzianità. Sono queste le principali misure previste per la riforma della previdenza prevista dalla manovra correttiva presentata oggi dal Governo alle parti sociali alla quale si aggiunge un blocco della rivalutazione delle pensioni rispetto all'inflazione per il biennio 2012-2013 con la sola esclusione dei trattamenti al minimo (467 euro al mese nel 2011). Ecco, in sintesi, le principali novità della manovra in materia previdenziale:

ADDIO ALLA FINESTRA MOBILE, SARÀ ASSORBITA NELL'ETÀ EFFETTIVA. Scompare il meccanismo della "decorrenza" di 12 mesi per i dipendenti e 18 per gli autonomi previsto dalla manovra 2010 a partire dal 2011 che allungava, di fatto, i tempi per l'accesso al pensionamento. Il periodo sarà però assorbito nei requisiti che per la vecchiaia degli uomini dipendenti saranno dall'anno prossimo quindi pari a 66 anni (65 anni attuali più 12 mesi di finestra). Gli autonomi andranno in pensione a 66 anni e mezzo (andavano a 65 ma a questi si aggiungevano 18mesi di attesa di finestra mobile).

STRETTA SULL'ANZIANITÀ. Da oggi cambia la denominazione: la pensione di anzianità si chiamerà ora "pensione anticipata". Abolite anche le cosiddette quote (età più contributi) e per i dipendenti dal 2012 sarà possibile uscire dal lavoro in anticipo rispetto all'età di vecchiaia solo con almeno 41 anni di contributi per le donne e 42 per gli uomini. Al momento gli anni di lavoro necessari per andare in pensione indipendentemente dall'età anagrafica erano 41 per uomini e donne (40 più la finestra mobile). Per gli autonomi si andrà in pensione prima dell'età di vecchiaia con 41 anni e mezzo di contributi per le donne e 42 e mezzo per gli uomini. Sparisce il termine anzianità, si chiamerà pensione anticipata.

AUMENTO ALIQUOTE AUTONOMI. È previsto un aumento delle aliquote contributive degli autonomi di 0,3 punti ogni anno per arrivare a due punti in più nel 2018 (adesso sono al 20-21% per i commercianti e gli artigiani a fronte del 33% dei dipendenti).

FASCIA FLESSIBILE PER PENSIONAMENTO. Per le donne sarà prevista una fascia flessibile per il pensionamento tra i 63 e i 70 anni mentre per gli uomini sarà tra i 66 e i 70. Ci saranno vantaggi per chi esce più tardi e penalizzazioni per chi esce dal lavoro prima.

CONTRIBUTIVO PER TUTTI. Sarà esteso a tutti il metodo contributivo pro rata, anche quindi a coloro che avendo cominciato a versare contributi prima del 1978 avevano mantenuto il più generoso metodo retributivo. Per questi lavoratori il nuovo meccanismo varrà dal 2012 quindi gli anni di lavoro fino al 2011 saranno calcolati con il retributivo

BLOCCO RIVALUTAZIONE DELLE PENSIONI OLTRE 467 EURO AL MESE. le pensioni in essere saranno congelate per il 2012 e il 2013 rispetto all'inflazione. Saranno salve solo quelle fino al minimo (467,42 euro) che avranno la rivalutazione piena mentre sarà prevista una rivalutazione al 50% per quelle fino a due volte il minimo (935 euro al mese). Nessuna rivalutazione per gli assegni oltre questa cifra.