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Tagli alla politica: lettera aperta dei lavoratori di Milano 90 alla Camera dei Deputati

Riceviamo e pubblichiamo il documento scritto dai dipendenti della societā Milano 90 di Sergio Scarpellini alla quale č stato revocato il contratto di affitto per i palazzi politici, lasciando senza lavoro centinaia di lavoratori

» Cronaca Italia Redazione - 30/11/2011

Roma 29/11/2011

GRAZIE DEI REGALI: SOTTO L'ALBERO 350 LICENZIAMENTI


"L'unica certezza che abbiamo da qualche mese ormai è che il 31 dicembre, Palazzo Marini 1 chiude".

Come al solito, neanche a farlo apposta, a farne le spese sono i lavoratori. Sono 350 dipendenti della Milano 90 a pagare ed a sostenere questi tagli. Sono 350 lavoratori inquadrati con un contratto turistico alberghiero a poco più di 900 euro mensili in busta paga. Sono carne da macello, strumenti di un braccio di ferro politico senza pari, dove ci si batte per l'ennesimo affare milionario.

La parte politica, la Camera dei Deputati, getta fango e fa da scarica-barile con le colpe. Dall'altra parte, l'imprenditore, dott. Sergio Scarpellini, che con i dipendenti parla solo tramite sindacati ormai e si chiude nel mutismo della mobilità per non fare vittime innocenti ed uscirne con la coscienza pulita. Il 5 dicembre infatti, sarà la Regione Lazio ad occuparsi di dare un nome ed un cognome ai 350 esuberi.

Ed è assurdo che la politica, gli onorevoli, la Camera dei Deputati non possa nè voglia scongiurare tutto questo, è assurdo che in un posto dove il loro compito è anche e soprattutto tutelare con le unghie e con i denti il diritto al lavoro, in questo posto chiamato Parlamento, si licenzino 350 lavoratori con un battito di ciglia.

Al danno si unisce la beffa, come in un qualsiasi finale tragi-comico.
I lavoratori, che da lunedì si proclamano in assemblea permanente, devono scioperare ma "con garbo", possono manifestare ma "con educazione e rispetto", senza striscioni né cartelli, senza ostacolare i lavori parlamentari.

I loro contratti e i cavilli che Sergio Scarpellini ha stipulato 13 anni fa (e di cui veniamo a conoscenza solo oggi), prevedevano che i servizi, in caso di sciopero, dovevano comunque essere garantiti. Quindi anche se si rischia il posto di lavoro, anche se si rischia di andare a casa, si deve scioperare con intelligenza.

Per inadempienza si rischia addirittura una denuncia penale.

Intanto arrivano già da un po' i primi segnali e messaggi di solidarietà. L'ultimo di oggi da Rocco Belfronte, consigliere UDC e Presidente della Commissione Capitolina Commercio che "fa arrivare tutta la sua solidarietà a loro e alle loro famiglie", aggiungendo che "si augura presto un intervento da parte delle Istituzioni per scongiurare questi licenziamenti ingiusti…"

…Ed è un po' quello che ci auguriamo tutti.

I lavoratori della Milano '90