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Energie Rinnovabili: la rivoluzione 100% è in atto

In occasione della presentazione dell'ultimo libro di Hermann Scheer, 'Imperativo Energ-Etico', un convegno nella Capitale ha visto studiosi italiani e tedeschi fare il punto sullo sviluppo del fotovoltaico e dell'eolico in Italia, in Germania e nel mondo

» Fonti rinnovabili Tatiana Battini - 23/11/2011
Fonte: Immagine dal web

"Chi cerca rimedi economici a problemi economici è su falsa strada, la quale non può che condurre a un precipizio. Il problema economico è l'aspetto e la conseguenza di un più ampio problema spirituale e morale". Questa frase dell'economista italiano Luigi Einaudi è perfettamente in linea con quello che è stato il pensiero, a un tempo visionario e rivoluzionario, dell'autore tedesco Hermann Scheer, scomparso un anno fa e considerato il padre della svolta energetica 'green' in Germania e nel resto del mondo. 

In occasione della presentazione dell'ultimo libro di Scheer, 'Imperativo Energ-Etico', una tavola rotonda organizzata a Roma lo scorso 17 novembre ha visto politici, studiosi e ambientalisti italiani e tedeschi fare il punto sullo sviluppo delle energie rinnovabili (con particolare attenzione al fotovoltaico e all'eolico) sia nel nostro Paese che in Germania, attualmente nazione Leader dal punto di vista dell'impiego delle risorse 'pulite'. "Hermann Scheer – ha detto Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club, nel corso del convegno romano - era un visionario che abbinava la capacità di guardare lontano nel campo energetico alla concretezza nella definizione degli strumenti più adatti a favorire la diffusione delle rinnovabili. Egli riteneva che le fonti 'pulite' potessero avere un ruolo chiave nella democratizzazione della società e, nel giro di pochi decenni, riuscire a soddisfare tutti i fabbisogni energetici del pianeta".

Questa visione, considerata eretica fino a qualche anno fa, ha iniziato a prendere piede in diversi Paesi anche grazie all'opera costante e tenace di Scheer, il quale ha impiegato la propria vita a tentare di convincere, coinvolgere e sensibilizzare i governi di mezzo mondo (dalla California di Schwarzenegger ai Paesi asiatici, all'Europa). "Da due anni si investe più in fonti rinnovabili che in fonti fossili - ha spiegato Silvestrini -. Attraverso una serie di studi, numerosi Paesi hanno verificato la fattibilità di una conversione energetica totale. Due di queste indagini, commissionate dal governo tedesco, hanno dimostrano che uno scenario '100% rinnovabile' al 2050 è totalmente realistico e fattibile, e questo vale anche per l'Italia: "Abbiamo appena formato un nuovo governo - ha dichiarato Silvestrini -, spero che le nuove istituzioni puntino tutto su rinnovabili, smart grid [1] ed efficienza energetica".


[Kyoto Club]


LA SVOLTA DELLA GERMANIA: IL FUTURO È 'RINNOVABILE'. Come sintetizzato dagli ospiti tedeschi intervenuti al convegno, il governo tedesco, anche prima della vicenda tragica di Fukushima, aveva adottato un obiettivo, fissato al 2020, di avere il 35 per cento di elettricità generata da fonti rinnovabili. Non accontentandosi di un tale traguardo, il popolo tedesco punta a soddisfare al 2030 il 50 per cento della domanda elettrica tedesca con le rinnovabili, per passare entro il 2050 ad almeno l'80 per cento. Questo atteggiamento propositivo dimostra come Hermann Scheer abbia lasciato un segno solido e duraturo nella sua patria, tanto che il suo pensiero rivoluzionario coincide ormai con la politica di governo della Germania. "Un altro elemento interessante della visione dell'autore tedesco - ha concluso Silvestrini - è lo stretto legame tra la diffusione delle fonti rinnovabili e la spinta al decentramento e al controllo dal basso dell'energia, un modello che porterebbe ad importanti implicazioni di carattere politico-sociale".

L'OCCHIO LUNGO DI HERMANN SCHEER. "Hermann è scomparso nell'ottobre 2010 - ha ricordato la responsabile del Consiglio Regionale dell'Assia, Andrea Ypsilanti - se osservo la crisi globale che ha investito l'Europa negli ultimi 12 mesi mi stupisco di quanto Scheer fosse stato capace di prevedere gli sviluppi degli eventi politici. Già nel 1979 il suo libro 'Partiti e cittadini' descriveva la lenta ma continua alienazione tra le istituzioni politiche e la gente, preoccupandosi per la tenuta della democrazia nelle nostre società occidentali. E se si guarda oggi alle società europee occidentali e alle discussioni accademiche sulla post-democrazia, possiamo solo rimanere interdetti riguardo a quelle sue analisi così precise, risalenti a 30 anni fa. Sono molto contenta che sia stata effettuata la traduzione italiana dell'ultimo libro di Hermann, 'Imperativo Energ-Etico', perché il suo pensiero ora deve passare nelle nostre mani, ci ha lasciato una preziosa eredità da sviluppare sempre più e sempre meglio".


[Kyoto Club]

IN ITALIA CRESCE LA VOGLIA DI ENERGIA RINNOVABILE. Nel mese di ottobre 2011 l'Italia ha raggiunto il 4 per cento di produzione di energia rinnovabile grazie agli impianti fotovoltaici installati lungo lo Stivale e, secondo Francesco Ferrante, responsabile per il Pd delle politiche relative ai cambiamenti climatici, "chiuderemo il 2011 con 12mila megawatt sul suolo italiano". Il nostro Paese si appresta a coprire con le rinnovabili poco meno di un terzo della domanda elettrica al 2020, secondo il Piano d'Azione Nazionale delle fonti rinnovabili, presentato dal Governo nel giugno 2010. Ma qual è la situazione sul territorio? Stando all'ultima graduatoria del sito web FotovoltaicoItalia.it, aggiornata al 12 agosto 2011, sul territorio nazionale i megaimpianti ultimati negli scorsi mesi e che hanno richiesto gli incentivi sono 947. Di questi, 613 (il 65 per cento), sono sul territorio pugliese. E 433 impianti (il 46 per cento del totale) sono localizzati nel Salento. Non è solo questione di irraggiamento favorevole, il gran numero di impianti è sorto anche grazie alle leggi che hanno metabolizzato le campagne a favore del fotovoltaico. "Secondo quanto pubblicato dal GSE - si legge nel sito - attualmente il primato del numero di impianti fotovoltaici entrati in esercizio spetta alla Lombardia (più di 35mila impianti); se guardiamo alla classifica dei kw installati, la Lombardia si piazza al secondo posto, subito dietro la Puglia che detiene il primato con quasi 1500 Mw, pari al 17,20 per cento del totale.

GREEN ECONOMY: È IL MOMENTO DEI DECRETI ATTUATIVI. Proprio questa mattina, il presidente della Repubblica, durante un incontro con degli studenti, ha ribadito l'importanza della ricerca e dell'utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili. La forza propulsiva della 'green economy', come ha sottolineato lo stesso presidente, può spingere il nostro Paese fuori dalla crisi. "Le parole del di Napolitano - ha detto Ferrante a tal proposito - sono un monito prezioso per il futuro energetico del Paese, che necessita ora di specifici decreti attuativi, senza i quali il settore delle energie rinnovabili si trova impantanato. Alcuni provvedimenti sono scaduti da mesi, come quelli riguardanti la definizione degli incentivi per l'immissione in rete del biometano o le prescrizioni per la posa in opera di impianti produzione di calore da risorsa geotermica. E mancano ancora all'appello i decreti attuativi sull'efficienza energetica e la definizione degli incentivi per la produzione elettrica. Se si vuole estendere il modello virtuoso del fotovoltaico, con i suoi oltre 2,8 miliardi di euro investiti lo scorso anno nel nostro Paese, i 12 GW installati ad oggi e le decine di migliaia di nuovi posti di lavoro , occorre - ha concluso Ferrante - che ci sia un cambio di passo rispetto al passato". 


Elenco delle regioni italiane con il numero di impianti fotovoltaici installati,  il totale dei kw, la media in kwp, la percentuale degli impianti incentivati sul totale nazionale e la percentuale in kwp installati sul totale italiano (Fonte: Italiafotovoltaico.it)

LA SFIDA VERDE. La sfida dei prossimi dieci o vent'anni, per quanto riguarda l'Italia, sarà quella di incrementare la rete energetica pulita in maniera intelligente: "Abbiamo raggiunto i 19mila megawatt prodotti tra energia solare ed eolica - ha ricordato Ermete Realacci, presidente di Legambiente -  questo vuol dire che, come la California e la Gran Bretagna, siamo una nazione 'apripista' dal punto di vista del rinnovabile. È chiaro che, in un progetto che va verso la decarbonizzazione del pianeta, ad assumere un ruolo primario si pongono le energie rinnovabili, vera chiave d volta per il futuro. In Italia ci stiamo muovendo verso questo tipo di energie, ma possiamo fare molto meglio: dovremmo fare in modo di sfruttare con più oculatezza gli incentivi statali, dovremmo progredire a livello di ricerca scientifica e a livello industriale. Speriamo che il nuovo governo ponga in atto una politica intelligente in tema di energie rinnovabili e Green Economy, anche per uscire più velocemente dalla crisi economica".



UNA GARA A TRE "DAVVERO VIRTUOSA".  Diversi Paesi si stanno muovendo verso le fonti rinnovabili: su tutti, la California, il Giappone e la Cina (che nel campo dell'eolico è il primo Paese per numero di impianti installati e sta guadagnando terreno in fretta anche a livello di impianti fotovoltaici installati). "Ad oggi la leadership del fotovoltaico è tedesca - ha sottolineato Silvestrini al convegno -,  ma con gli anni lo scarto tra una nazione e l'altra diminuirà, si pensa che in un futuro prossimo la leadership passerà ai cinesi, seguiti dagli americani (il governo Obama ha investito 85 mld di dollari sulle fonti rinnovabili) e dagli europei, in una 'gara a tre' davvero virtuosa, e a guadagnarci sono i consumatori finali, che vedono il prezzo degli impianti fotovoltaici diminuire progressivamente (in tre anni il prezzo è dimezzato)". L'obiettivo dei vari Paesi del mondo che stanno puntando sulle energie pulite, in particolare sul fotovoltaico, non è quello di pagare la stessa cifra che si paga con la bolletta elettrica, ma è quello di pagare il costo pari a quello di generazione, un progetto più ambizioso quindi, ma possibile". 

LINK
- Kyoto Club

MATERIALE
-100% rinnovabili. La sfida per le energie verdi entro il 2050 (pdf)
- Scenari 100% rinnovabili (pdf)
- PAEE 2011: le proposte di Kyoto Club (pdf)

Note
- [1] La Smart Grid consente a più dispositivi di funzionare su una rete comune, condivisa, inter-operabile, un po' come Internet. Smart Grid significa prima di tutto flessibilità, perché è in grado di inviare il surplus di energia di determinate aree, ad altre zone in quel momento in deficit. Il tutto in tempo reale e in modo dinamico. Ciò significa trasformare l’attuale rete elettrica (degli USA), che possiede 14mila sottostazioni di trasmissione, in 4mila 500 grandi sottostazioni per la distribuzione e 3mila proprietari pubblici e privati in grado di distribuire energia elettrica, in una rete che comunica con intelligenza e lavora in modo efficiente. La nuova Smart Grid utilizza reti di sensori wireless, software e utility computing che permettono di osservare e controllare quanta energia viene consumata e in che cosa e se si creano black-out o guasti nella rete. Gli utenti privati saranno in grado di visualizzare la quantità di energia che hanno consumato e di regolare di conseguenza le loro abitudini di consumo. Due contatori intelligenti tra loro collegati saranno installati in ogni casa. (Fonte: Genitronsviluppo.com).