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La salute al primo posto: secondo l'Istat č la prioritā del 79% degli italiani

Nell'indagine sull'importanza delle dimensioni del benessere la condizione fisica non ha rivali. Nella scala delle prioritā seguono un avvenire per i figli, lavoro e reddito che, per buona parte dei cittadini, supera l'amore e i rapporti interpersonali

Fonte: Immagine dal web

"L'importante è avere la salute, il resto si aggiusta via via!": risponde così Severino, napoletano doc, 70 anni appena compiuti, a quanti gli chiedono come sta quando lo incontrano per strada. Un anno fa, infatti, ha avuto un infarto che lo ha costretto ad un riposo forzato e ad una lunga serie di analisi e accertamenti sullo stato della sua salute. Oggi è tornato di nuovo al lavoro suo ristorante in un albergo di Ischia. Una perla di saggezza, tipica degli anziani, che a molti può sembrare una frase fatta, ma per buona parte degli italiani che la pensa come lui, la salute viene sempre e comunque al primo posto. Soprattutto oggi in tempo di piena crisi.

Secondo un'indagine condotta dall'Istat sull'importanza delle dimensioni del benessere per gli italiani, infatti, pubblicata il 7 novembre scorso, "essere in buona salute" è la condizione più importante per il 79,9% delle persone. La ricerca è stata sottoposta a un campione di 45mila persone che hanno scelto tra 15 priorità, ognuna delle quali ha ricevuto dei punteggi precisi (tra 0 e 15). Dopo la salute, la possibilità di assicurare un futuro ai propri figli, quasi a voler assicurare alle generazioni future un livello di benessere equivalente a quello dei genitori, se non migliore.

Di pari passo con questa linea di pensiero, nella scala delle priorità degli italiani al terzo e quarto posto si collocano due dimensioni legate tra loro, avere un lavoro dignitoso (59,5%) e avere un reddito adeguato (56%). Un'altra dimensione che emerge chiaramente, ma che arriva comunque dopo tutto il resto, è quella interpersonale: avere buone relazioni con parenti e amici e essere felici in amore. Assolutamente rilevante è la sicurezza personale e la fiducia: il potersi sentire sicuro nei confronti della criminalità e vivere in una società in cui ci si possa fidare degli altri. Solo dopo si trova la preoccupazione per le condizioni dell'ambiente, mentre la partecipazione politica (30,6%) e sociale (18,7%) è considerata meno rilevante, sia per la possibilità di influire sulle decisioni dei poteri nazionali e locali, sia per la partecipazione alla vita della comunità locale.