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Rifiuti: Eurispes, da Malagrotta a Riano, le domande ancora senza risposta
Mentre divampa la polemica sull'attività della discarica più grande d'Europa, l'istituto di ricerca si rivolge direttamente a Regione e Comune per cercare di capire, invece, come saranno gestite le cave individuate nella cittadina poco fuori Roma.
Fonte: www.teverenotizie.it
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"È evidente che dal 2005 ad oggi poco è stato fatto pur sapendo che comunque la discarica andava chiusa. Vogliamo però ricordare che nel 2005 già erano state concesse diverse proroghe al funzionamento della discarica, deroghe concesse per l'evidente incapacità degli organi preposti, in particolare Regione e Comune, che non erano riusciti a trovare una alternativa, nonostante il susseguirsi di commissari straordinari". Così l'Eurispes, in una nota dei giorni scorsi, parla della questione di Malagrotta, ricordando che, proprio nel Rapporto Italia 2005, l’istituto di ricerca pubblicò una scheda dal titolo 'Emergenza rifiuti: non solo Acerra' che affrontava, in modo documentato e dettagliato, la questione della discarica più grande di Europa, oggi al centro di un acceso dibattito politico e cittadino. Nel testo, spiega l'Eurispes, si faceva notare come il sito di Malagrotta funzionasse in deroga da svariati anni e come ,al suo interno, sussistessero gravi anomalie, come ad esempio, l'assenza di un sistema di raccolta del percolato e la presenza di un gasificatore in evidente contrasto con la normativa europea 'Seveso II' che regola la "quantità" di impianti a rischio in una stessa area.
Così, mentre la Procura di Roma il 28 ottobre scorso ha accertato che sono state le esalazioni dei rifiuti non smaltiti correttamente nella discarica di Malagrotta a causare la morte di sette persone, la chiusura del sito è diventata oramai di primaria importanza tanto che, attraverso il Commissario di Governo, il Prefetto Pecoraro, vengono individuate, come luoghi alternativi e "provvisori", le cave di tufo presenti nel Comune di Riano, pochi chilometri a nord della Capitale. Per questo motivo l'Eurispes, ha deciso di avanzare una serie di domande alla Presidente della Regione, Renata Polverini, e al Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sulle modalità di gestione della nuova discarica (fermo restando l'avanzamento del sito di Malagrtotta, ad opera del suo proprietario Manlio Cerroni, arrivato ormai all'altezza delle abitazioni, ndr). risanata.jpg)
[L'ulteriore ampliamento della discarica verso le abitazioni. Foto di Stefano Vignaroli dalla pagina Facebook 'Malagrotta (roma) risanata']
LA CAPACITÀ DI CONTENIMENTO DELLE CAVE DI RIANO. Innanzitutto, "oggi la discarica di Malagrotta - si legge nella nota - riceve in un anno, mediamente, 1,3 milioni di tonnellate di Rifiuti Solidi Urbani (RSU), 150mila tonnellate di RSU assimilabili agli urbani e circa 140mila tonnellate di fanghi di depurazione provenienti da impianti di smaltimento di liquami urbani. Inoltre, la presenza di esalazioni maleodoranti, fa pensare ad una mancata captazione del biogas prodotto dai rifiuti o ad una cattiva procedura di captazione dei lotti in coltivazione". Ora "poiché ogni tonnellata di rifiuti - stima l'Eurispes - produce dai 100 ai 200 metri cubi di biogas (come affermato dal proprietario della discarica), le circa 4.500 tonnellate di rifiuti che arrivano ogni giorno in discarica producono giornalmente circa 30mila metri cubi di biogas".
Ecco qui la prima domanda: "Le cave di Riano dovrebbero, in seguito alla chiusura di Malagrotta, essere utilizzate per tre anni come sito provvisorio con le stesse quantità di materiale e per di più con il centro storico del Comune a 700 metri in linea d'aria e in prossimità di altri centri abitati? La capacità delle Cave di Riano di accoglimento dei rifiuti - fa notare l'istituto di ricerca - è stata stimata in circa 3 milioni di tonnellate l’anno. “Non sembra una quantità eccessiva per una ‘discarica provvisoria’? E quali garanzie sono state fornite su questa 'provvisorietà'?". Inoltre, aggiunge l'Eurispes, le cave di Riano si trovano in un luogo con una situazione di "viabilità già oggi complicata". "Come si potrà sostenere - si chiede l'istituto - la presenza di tanti automezzi pesanti ogni giorno su strade, come la Flaminia e la Tiberina, già in evidente stato di sofferenza?".
LE LUNGAGGINI DI REALIZZAZIONE. Come è noto, il sito definitivo per la discarica è stato individuato all'interno del Comune di Fiumicino, in prossimità di Palidoro e dovrebbe essere pronto e funzionante in tre anni nonostante i lavori sono siano ancora iniziati e relativamente ai quali non esistono nemmeno le istruttorie preliminari. "Il tempo previsto - fa notare Eurispes - si calcola quindi in almeno 7 anni, senza contare l'eventuale opposizione delle popolazioni, i ricorsi ai tribunali e gli storici ritardi nei lavori. Quindi come sono stati calcolati i tre anni di realizzazione?". Da questo punto di vista, "bisogna rilevare la mancanza di concertazione tra gli Enti Locali, che, al di là della legge, va considerata come una azione dettata dal buon senso". L'istituto si chiede, quindi, "che considerazione hanno avuto le ragioni di contrarietà più volte espresse dal Presidente della Provincia Zingaretti e dall'Assessore provinciale Civita che richiedevano, tra l'altro, l'individuazione di un sito nel territorio della città di Roma e non all'esterno?".
DALL'IMPATTO AMBIENTALE ALLE GARANZIE PER I LAVORATORI. Altre questioni ad oggi ancora senza risposta: dove è stata pubblicata la Valutazione di Impatto Ambientale dell'opera della quale non sono venuti a conoscenza i Sindaci del luogo e nemmeno il Sindaco di Riano? Da chi è stata elaborata? Ha tenuto conto delle obiezioni, come prescrive la legge? Perché è stata creata la figura di Commissario alla discarica, il Prefetto Pecoraro, e non è stata mantenuta la competenza all'interno dell’ufficio di Commissario ai rifiuti? Nelle cave di Riano lavorano ad oggi circa 200 persone tra occupazione diretta e indotto. Come si pensa di garantire un lavoro a queste persone?
LO STRANO CASO DELLA DIRETTIVA UE DEL 1998. Secondo l'analisi dell'istituto di ricerca, la Direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti, ridisegna alcune direttive precedenti e doveva essere approvata entro il dicembre 2010 con operatività entro il 2012. La Direttiva prevede, nello specifico, la possibilità da parte delle popolazioni di partecipare all'elaborazione dei piani di gestione e dei programmi di prevenzione dei rifiuti e di accedere facilmente agli atti una volta ultimata la loro elaborazione. I proponenti l'opera hanno quindi l'obbligo di pubblicare i piani e programmi su un sito web accessibile a tutti. Tutto ciò dovrebbe avvenire entro il prossimo gennaio 2012. L'Eurispes si chiede quindi: "L'accelerazione data alla scelta del sito, dopo anni di immobilismo, serve a non applicare la Direttiva?".
LINK
- Direttiva 2008/98/CE
- Normativa europea 'Seveso II'
- Eurispes
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