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Audrey Hepburn: le tre anime di una diva senza tempo
Diva, mamma e ambasciatrice di solidarietà per i bambini dei paesi in via di sviluppo. All'Ara Pacis di Roma oggetti, abiti e fotografie raccontano la grande attrice soprattutto nella sua quotidianità.
Fonte: Amici di Audrey/Unicef
Era bella, incantevole. "Ad un'amica di vecchia data confidò di avere gli occhi incredibilmente piccoli e che il suo sguardo da cerbiatta era frutto di tante ore di trucco. Probabilmente sapeva bene che non era così, lo faceva per eccesso di umiltà, per timidezza davanti al mondo che la stava scoprendo come una bellezza unica": dice bene Luca Dotti, il figlio, che attraverso una serie di pannelli esplicativi in mostra, parla della madre, dell'attrice, della donna che Audrey Hepburn è stata.
Pellicole in bianco e nero e a colori ritraggono la giovane attrice in un'eleganza spontanea, quasi innata, nei gesti quotidiani mentre sceglie dei fiori o fa compere. Amava girare sola per le strade e scovare i vicoletti della Roma anni Cinquanta, i cui sampietrini hanno avuto l'onore di esser calpestati dalle sue immancabili ballerine di tutti i colori. Non amava gioielli vistosi ma piuttosto usava accompagnare i suoi meravigliosi abiti con chincaglierie riportate dai vari viaggi che per lavoro si trovava a fare. Il sorriso è l'elemento più frequente in tutte le foto dell'esposizione, ma non solo quello delle labbra, perché a gioire erano anche e soprattutto i suoi occhi. Era una donna instancabile, che sorrideva alla vita e, perché no, anche a qualche flash. 
Ripercorrendo i venti anni che la videro a Roma dal 1950 al 1970, la mostra all’Ara Pacis di Roma, fino al 4 dicembre 2011, offre l'occasione di conoscere la vita dell'attrice divenuta nel tempo un'icona di stile. Il tutto attraverso foto, video, preziosi vestiti e accessori creati appositamente per lei dai grandi stilisti, tra cui il caro vecchio amico Givenchy che alla stampa di allora ricordava: "Le dissi, "Mademoiselle, mi piacerebbe aiutarla, ma ho poche cucitrici e sto lavorando ad una collezione, non posso farle dei vestiti". Allora lei disse - prosegue il racconto dello stilista - "Mi mostri quel che ha creato per la collezione". Si provò i vestiti ed esclamò "È esattamente ciò di cui ho bisogno!", e le stavano davvero bene. Sapeva perfettamente ciò che voleva". Anche questa era Audrey. Un video girato dai figli in alcuni momenti famigliari, mostrano una donna semplice, amante della compagnia degli amici, della famiglia. Spesso viene ritratta in serate di Gala, avvolta da eleganti vestiti che lei stessa si faceva cucire con stoffe che riportava da viaggi lontani. 
Il suo fascino va affermandosi in un'epoca, gli anni Cinquanta, reduce dal concetto di "bellezza maggiorata" in cui la prorompenza e la formosità erano due elementi di base che la donna doveva possedere per essere notata: e invece arriva lei, magrolina e alta quanto basta, con poco seno tanto che il suo caro stilista francese, durante le riprese del film 'Sabrina' con Humphrey Bogart, fu costretto ad ideare per lei un vestito che avrebbe dovuto coprire il suo décolleté ossuto, per nulla prosperoso che, ancora oggi, è conosciuto con il nome di "modello con scollo Sabrina". All'interno della mostra all'Ara Pacis si può leggere, inoltre, una filmografia con qualche simpatico retroscena tra cui, ad esempio, quello in cui si svela che la reale protagonista di 'Colazione da Tiffany', film del 1961 con la regia di Blake Edwards, doveva essere Marylin Monroe e non la leggendaria protagonista che ne diventò Audrey Hepburn, in un primo momento considerata dal regista "sciapa".
Curiosare in una parte della sua vita, non ha prezzo: vederla sposa in rosa Valentino per il suo secondo matrimonio, quello con Andrea Dotti, da cui nascerà Luca, vederla sul terrazzo della sua casa mentre gioca con lui, poter osservare il copione di 'Vacanze Romane' realmente appartenuto alla diva e su cui si possono leggere sue note, ridere di alcuni schizzi, avere sotto gli occhi la Vespa originale che le ha fatto fare pazze risate con Gregory Peck nel 1953 sul set di 'Vacanze Romane'.
Tutto questo è 'Audrey Hepburn - Esterno Giorno'[1], e molto altro. Una sezione, infatti, è dedicata agli ultimi anni della vita dell'attrice, gli anni Ottanta, in cui, in qualità di ambasciatrice UNICEF, la diva intraprese molti viaggi nei paesi che lei stessa odiava definire del Terzo Mondo: "Il termine 'Terzo Mondo" - si legge nei pannelli espositivi - non mi piace perché siamo tutti parte di un mondo solo. Voglio che la gente sappia che sono molti gli esseri umani che stanno soffrendo". Non c'è bisogno di aggiungere altro per giustificare le profonde motivazioni che la portarono a dedicare gran parte della sua vita ai bambini malnutriti. Audrey Hepburn è sempre stata magnifica, le foto lo testimoniano pienamente, le rendono giustizia. Il volto fresco e giovane dei vent'anni è magnifico quanto quello espressivo e tanto rugoso dei sessanta. Questa donna ha avuto una vita piena di tutto ciò che si possa desiderare: successo, amore, ricchezza. Ha saputo fare, però, qualcosa in più: l'ha saputa donare.
MATERIALI
- Il progetto dell'Unicef contro la lotta alla malnutrizione infantile in Ciad
- Amici di Audrey
INFORMAZIONI
Titolo: 'Audrey a Roma - Esterno giorno'
Quando: 26 ottobre - 4 dicembre
Dove: Roma, Museo dell'Ara Pacis (Lungotevere Piazza Augusto Imperatore)
Orario: ore 9-19, ingresso consentito fino alle 18. Chiuso il lunedì. La mostra è straordinariamente aperta al pubblico ogni sabato sera, dal 29 ottobre 2011 al 3 dicembre 2011 dalle ore 20.00 all'1.00 (ultimo ingresso ore 24.00) con la consueta bigliettazione.
Ingresso: €10 intero; €8 ridotto (di cui €2,5 di integrazione mostra interamente devoluti in beneficenza all'UNICEF). Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente. Per gratuità e riduzioni leggi qui
Telefono: 06.06.08 (tutti i giorni ore 9.00-21.00)
Sito web: www.audreyhepburn.com / www.unicef.it/web/audrey
LINK
- L'impegno di Unicef e Audrey Hepburn
- Audrey Hepburn Children' Fund
NOTE
[1] Il nome della mostra prende spunto da un'immagine che ritrae l'attrice sul set di 'Vacanze Romane', insieme a Gregory Peck che tiene in mano una sorta di ciack sul quale è scritto, appunto, 'Esterno giorno' per indicare, probabilmente, le riprese in esterna.
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