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Banca Centrale Europea: The Economist, "è l'ora di SuperMario"
Secondo il settimanale inglese, il nuovo presidente della Bce dovrà essere più audace di Trichet perché "il suo lavoro sarà dannatamente difficile". Come il personaggio elettronico, Draghi "dovrà mettere a posto le tubature", e ripartire dalle fondamenta
Titolo: Il nuovo presidente della Bce, Mario DraghiFonte: Immagine dal web
Così come Mario, ovvero il personaggio del videogioco più famoso del mondo, che di mestiere fa l'idraulico, anche il nuovo presidente della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi, "dovrà mettere a posto le tubature" e, quindi, ripartire dalle fondamenta. È quanto sostiene il settimanale inglese The Economist che, salutando con benevolenza l'avvio del mandato dell'oramai ex governatore di Bankitalia, spera anche che lui sia più "audace" del suo predecessore, il francese Jean-Claude Trichet perché, spiega l'articolo, "il suo lavoro sarà dannatamente difficile".
Dal primo novembre, infatti, sarà Mario Draghi, "a comandare tra i banchieri centrali", occupandosi insieme ai politici europei soprattutto del "piano globale" per risolvere la crisi del debito. L'Economist sottolinea che si presenteranno degli ostacoli, in particolare dagli investitori, ma spinge sul fatto che "di solito un neo eletto banchiere centrale procede con cautela, ma il futuro della moneta unica - si legge nell'articolo - dipenderà dal fatto che Draghi ha il coraggio di essere radicale". Secondo il settimanale inglese, le decisioni della Bce "hanno un peso finanziario importante per calmare i mercati se gli investitori evitano le obbligazioni italiane o spagnole". "Solo la Banca centrale - prosegue l'analisi- può sostenere la crescita, allentando le condizioni di crisi monetaria nell'eurozona".
L'Economist spiega come già fin da ora si intravedono i primi timori, soprattutto da parte della Germania, di "avere un italiano alla presidenza della Bce", per questo il settimanale spera che Draghi "cambi rotta" e per fare ciò, l'ex governatore di Bankitalia "non dovrà etichettare il lavoro svolto dal suo predecessore, Jean-Claude Trichet, come un fallimento, nonostante ultimamente - si legge ancora - abbia assunto inutilmente alcune posizioni rigide che Draghi dovrà presto cambiare". L'Economist si riferisce alle posizioni tenute da Trichet sulla crisi in Grecia. Trichet "ha infatti avuto un mandato straordinario: ha tenuto un'inflazione costantemente una bassa, ha reagito in modo abile alla crisi finanziaria del 2008, e tenuto insieme la moneta unica nei confronti dei politici meschini". Di sicuro, sottolinea il magazine, aveva assunto ultimamente alcune posizioni inutilmente rigide che Draghi deve cercare di cambiare.
Draghi dovrà partire dalla questione Grecia, e "dovrà assicurare che il default di Atene rimanga un'ipotesi lontana", rendendo ben chiaro che la Bce "continuerà, ad acquistare i bond Ue di altri Paesi qualora necessario. Altrimenti il panico degli investitori non verrà superato". In qualche modo dovrebbe essere più facile per Draghi a cambiare rotta rispetto a Jean-Claude Trichet anche se, secondo l'Economist, "il principale impedimento potrebbe essere il desiderio di Draghi di confermare la sua credibilità di uomo prudente". "Sarebbe curioso - conclude il settimanale inglese - se l'euro venisse abbattuto da un italiano che prova in modo troppo deciso ad assomigliare a un tedesco".
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