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Telefonia: sono dell'Italia le tariffe più alte. Ecco come risparmiare
L'inchiesta di Altroconsumo: al Bel Paese il costo elevato del 50% sulla media europea e non sempre conviene la fedeltà al vecchio gestore. Tutto dipende da come si telefona. Lanciata una petizione online per la loro riduzione
Titolo: Foto di 'hwinther'Fonte: Flickr Common License
Che sia da fisso o da cellulare non ha importanza. In Italia si pagano, infatti, 5,3 centesimi di euro per ogni minuto di chiamata verso un operatore telefonico diverso per chi riceve, mentre ad esempio, in Francia, il costo è di 2 centesimi. Il ‘balzello’ italiano, dunque, è superiore del 50% rispetto alla media europea. È quanto emerso da inchiesta dell'associazione Altroconsumo che, chiede un taglio netto delle tariffe di terminazione mobile e per ottenerlo ha introdotto l'inedito meccanismo della petizione sul sito wwww.abbassalatariffa.it.
"Le firme raccolte - spiega Altroconsumo - saranno inviate all'Agcom, sollecitata più volte anche dalla Commissione europea a tagliare costi così alti, non più necessari perché superati dall'evoluzione tecnologica del mercato". "L'Autorità, fra l’altro, dovrebbe discutere entro la fine d'ottobre il ridimensionamento del 'balzello' che grava sulle tasche dei consumatori, a cui gli operatori trasferiscono il costo in più". Quella della telefoni, infatti, è una voce di spesa che ricopre una fetta significativa delle spese di un utente standard di telefonia fissa: dai dati tratti dall’inchiesta di Altroconsumo sulle tariffe delle diverse compagnie sul mercato e i costi di chiusura, si evince che le chiamate fisso-mobile ricoprano in media il 34% della totalità. Con picchi del 40% per alcuni operatori. 1.jpg)
COME RISPARMIARE? LE TARIFFE DEI GESTORI ITALIANI A CONFRONTO
Attraverso un'analisi dettagliata, l'inchiesta di Altroconsumo a messo inoltre a confronto le diverse tariffe dei gestori italiani, così come le offerte telefoniche, per cercare di aiutare il consumatore a scegliere quella più vantaggiosa. La ricerca ha preso come esempi campione due utenti che al telefono hanno abitudini diverse: in particolare uno non chiama mai i cellulari dal telefono fisso. Per il collegamento a internet con la preselezione automatica Altroconsumo ha abbinato l'Adsl 7 Mega di TeleTu, risultata la meno cara, mentre per i contratti con accesso diretto vale l'Adsl fornita dall'operatore.
Tutto dipende da come si telefona. Guardate la tabella a fianco, che contiene le dieci compagnie più convenienti per ciascun profilo. Un utente che in un mese fa 50 chiamate urbane, 15 brevi interurbane (tre minuti l'una) e chiama per poco più di 40 verso cellulari, oltre a usare Internet con un contratto flat, non ha convenienza a lasciare Telecom. La tariffa Residenziale Base per lui risulta la più economica. Ma la situazione si capovolge se l'utente ha altre abitudini, in particolare e, ad esempio, non chiama i cellulari dal telefono fisso. Restare con Telecom, dunque, non gli conviene, perché lui diventano più convenienti molte compagnie, come Infostrada e Fiscali, per il motivo che Telecom fa pagare molto meno degli altri operatori le telefonate verso cellulare, il che compensa il prezzo alto delle telefonate verso fisso. Se poi l'utente telefona molto di più (circa 3 chiamate al giorno, oltre a 20 interurbane al mese), sia verso cellulare, sia verso fisso, la classifica della convenienza cambia ancora: Parla.it conviene più di Tiscali e Infostrada:
ADSL: SEPARATO O INCLUSO? Nella tabella qui a fianco si può notare che anche il tipo di contratto deve essere scelto in base alle proprie abitudini. Ad esempio per l'utente standard non è conveniente scegliere un contratto con Adsl integrato; meglio un contratto separato per la navigazione. Per l'utente che non chiama i cellulari dal fisso, cambia tutto: alcuni dei contratti con Adsl integrato (Infostrada, Tiscali, Teletu) per lui diveno proprio i più convenienti sul mercato.
OCCHIO ALLE PROMOZIONI. Durante gli ultimi anni si è assistito a un fenomeno commerciale importante: le promozioni. Si sono concentrate sui canoni mensili, con sconti consistenti per periodi di tempo dai 12 ai 24 mesi. Si tratta di promozioni lunghe: risparmiare il 30-40% del canone previsto, per uno o due anni, può consentire di ricevere il servizio a un prezzo nettamente contenuto. In questo momento, sembra che questo sia il vero sistema usato dagli operatori per muovere il mercato, nella speranza poi che il cliente resti fedele. Allora come comportarsi? In teoria si dovrebbe cambiare compagnia ogni volta che si individuano prezzi migliori. Un ostacolo possono essere, però, i costi di disattivazione o cessazione (tabella in alto), previsti nei contratti anche se sicuramente in evidenza. Benché dopo il decreto Bersani agli operatori sia stato imposto di richiedere soltanto le spese tecniche per lo stacco del cliente, in realtà a oggi l'AgCom avrebbe autorizzato un aumento dei costi di disattivazione assolutamente eccessivo (che stiamo contestando). E capita anche che, quando ci si stacca, la vecchia compagnia chiami a casa, proponendo un contratto a condizioni favolose. Poi, quando si accetta, salta fuori che il contratto non è applicabile "perché ormai lei non è più nostro cliente", e ci si ritrova a a ritornare alle condizioni di prima.
OFFERTE AL TELEFONO? CON MOLTA CAUTELA. Capita spesso di ricevere offerte di contratti di telefonia direttamente al telefono, e sempre senza la possibilità di studiarsi con calma le proposte prima di accettare. Altroconsumo sconsiglia di aderire a causa di numerosi disguidi e problemi segnalati dagli utenti. L'operatore di una compagnia telefonica chiama a casa per proporre il passaggio da una compagnia ad un'altra con un'offerta apparentemente molto conveniente e alla quale va detto subito 'sì'. L'assenso dell'utente viene registrato e autorizza la compagnia a far partire subito il nuovo contratto. Solo dopo alcune settimane si riceve una copia della documentazione, da leggere e firmare. Ma, attenzione: si tratterà solo di una conferma, mentre nel frattempo si è già stati staccati dall'azienda precedente con il nuovo contratto in corso. Per questo, Altroconsumo consiglia di non accettare e di chiedere sempre se è possibile ricevere la relativa documentazione a casa, per studiarla con calma, o di poter verificare le condizioni offerte su un sito internet. Se la risposta è "non è possibile", meglio lasciar perdere. Tra l'altro questo sistema può ostacolare il diritto di recesso previsto dalla legge quando si acquista fuori da un locale commerciale, come ad esempio al telefono, appunto. Questo diritto prevede che per i 10 giorni successivi all'accettazione, il consumatore ha la possibilità di cambiare idea; se entro i 10 giorni ci si ritrova già sganciati dalla compagnia precedente, tornare indietro può essere macchinoso. È bene ricordare, inoltre, che anche un contratto stipulato al telefono in generale deve essere rescisso per iscritto, con una lettera raccomandata.
INFORMAZIONI
- Consulenza su prezzi e tariffe
LINK
- Altroconsumo
- Petizione 'Abbassa la tariffa'
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