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Pompei commissariata dall'Unesco? Villari: "Non può farlo, non è nelle sue facoltà"

Il sottosegretario ai Beni Culturali smentisce le voci di questi giorni dopo l'ennesimo crollo di un muro romano e annuncia l'arrivo di 105mln di euro da parte dell'Ue. La Soprintendenza: "Aspettiamo ancora i 25 archeologi promessi un anno fa"

» Cronaca Arte Vera Sermoneta - 25/10/2011

La salvaguardia dei resti archeologici di Pompei sarà anche "una priorità", come l'ha definita il ministro dei Beni Culturali, Giancarlo Galan, subito dopo il crollo, nei giorni scorsi, di un muro di cinta nella parte nord del sito. Ma la presunta intenzione dell'Unesco di commissariare l'antica città romana in terra campana di sicuro ha messo tutti sull'attenti o, quanto meno, ha accelerato i tempi per una risoluzione concreta della questione.

"Pompei non sarà commissariata", assicura il sottosegretario ai Beni culturali, Riccardo Villari, che così smentisce le voci dei giorni scorsi secondo cui l'Unesco vorrebbe occuparsi modo diretto del sito archeologico. "Ogni giorno - aggiunge il sottosegretario - ci relazioniamo con l'ambasciatore Unesco in Italia, ma la decisione non è nelle intenzioni o nelle facoltà dell'Unesco. E non lo avremmo permesso perché la legge non lo consente".

Con il crollo del 22 ottobre, salgono a tre gli episodi del genere a Pompei: il 6 novembre 2010, è venuta giù la Scuola dei Gladiatori, che costò la poltrona all’allora ministro Bondi ed una prima ammonizione da parte dell’Ue, poi è toccato a due mura poco distanti, ora il grande muro di cinta nella parte nord che ha riportato Pompei sotto l'attenta osservazione internazionale dei commissari.

Intanto Villari annuncia anche un incontro a Parigi il 28 e 29 novembre per firmare una convenzione europea che aiuti l'Italia a gestire quanto accaduto, mentre è stata rimandata al 7 novembre la visita del commissario Ue, Johannes Hahn, per lo sblocco dei fondi, 105 milioni di euro da destinare a Pompei. A questo proposito, però, in modo quasi polemico, Villari, invita gli organi amministrativi a fare la loro parte: "A Pompei ci sono i soldi e il personale: quello che manca è il management. Noi - spiega - abbiamo fatto tutto quello che dovevamo, abbiamo messo in campo risorse aggiuntive e un rinforzo del personale. Ora tocca a chi ha autonomia gestionale e finanziaria come la Soprintendenza".

Ma, anche in questo caso, sembrano essere più le questioni ancora irrisolte a generare caos e malcontento, che le proposte delle istituzioni. Proprio la Soprintendenza, nei giorni scorsi ha evidenziato delle lacune sulla gestione della questione. La soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro, infatti, come riportato dall'edizione campana del quotidiano La Repubblica on-line, spiega di attendere ancora l'entrata in servizio dei 25 archeologi promessi all'indomani del crollo di un anno fa. "Non si può pensare che senza questi due elementi, risorse e personale - ribadisce la Cinquantaquattro al quotidiano - Pompei possa essere messa in sicurezza".

"Ciononostante - rimarca - la soprintendenza nel corso di questi mesi ha realizzato, attraverso sopralluoghi mirati una carta del rischio e ha messo a punto insieme alla direzione generale dell’antichità e al segretario generale un programma straordinario degli interventi per il recupero dell'area archeologica secondo quanto previsto dal decreto legge 34 del 2011". "Nel frattempo - sottolinea - con fondi ordinari abbiamo attivato interventi per ridurre il rischio idrogeologico in alcuni settori della città antica".