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Editoria: Polillo, "il mercato italiano non è finito. È ancora competitivo"
Così il presidente dell'AIE durante il Salone Internazioanle Libro di Francoforte il 12 ottobre scorso. "L'editoria italiana sta soffrendo per la crisi - dice - ma siamo sempre la settima posizione mondiale e la quarta in Europa"
Fonte: Immagine dal web
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"È ora di fare chiarezza: a leggere i giornali, a sentire pareri e opinioni anche eminenti, il nostro sembrerebbe un mercato finito, autoreferenziale, con l'e-book che sta affondando progressivamente il libro di carta, con prodotti con prezzi esorbitanti, pure più cari che nel resto d'Europa, oggi 'affossato' dall'approvazione della cosiddetta Legge Levi e ancorato a vecchi schemi come quelli della tutela del diritto d'autore. Bene, non è così e le cifre che presentiamo lo dimostrano". Così il presidente dell'Associazione italiana editori (Aie) Marco Polillo durante la 63esima edizione della Fiera internazionale del Libro di Francoforte il 12 ottobre scorso, l'evento più significativo per la promozione della cultura e dell’editoria italiana all’estero, a cui partecipano circa trecento editori italiani.
"L'appuntamento della Buchmesse - ha spiegato Polillo - non vuole essere quest'anno solo l'occasione per fare il punto sullo stato dell'editoria italiana in un confronto con gli altri Paesi. Come ci dicono i dati del Rapporto AIE 2011, di cui trovate una sintesi in cartella, siamo sempre la settima-ottava posizione mondiale e la quarta-quinta in Europa". "L'editoria italiana - ammette il presidente dell'AIE - sta soffrendo per la crisi: da quando è iniziata nel 2008 abbiamo avuto anni di riduzioni di fatturato, ma meno di altri settori, rafforzando così la nostra posizione come primo settore per spese dei consumatori tra le industrie italiane dei contenuti". Tanto che il 2010 torna a chiudersi con un segno più (+0,3%), anche se non è stato recuperato quanto perso in precedenza. Polillo ha poi sottolineato che è il momento di "guardare avanti", e per questo approfitta del Salone Internazioanle Libro di Francoforte per tracciare un bilancio sul settore e fare chiarezza, smentendo punto per punto quanto detto e raccontato in questi mesi, "spesso a sproposito", sul mondo del libro.
I CONTRIBUTI ALL'EDITORIA ITALIANA. Secondo Polillo "non è vero che l'editoria italiana è assistita e riceve aiuti impropri rispetto alle altre editorie europee". "L'editoria libraria - spiega - non ha contributi di alcun genere. Anzi contribuisce con propri fondi a politiche pubbliche, come è accaduto in questi anni quando abbiamo finanziato con fondi nostri alcune iniziative del Centro per il libro". Gli unici contributi esistenti relativi alle riviste di elevato valore culturale - sottolinea - sono stati cancellati: si trattava di poche centinaia di migliaia di euro, non delle centinaia di milioni spesi per altri settori. E quest'anno saranno cancellati anche i contributi alle traduzioni del ministero degli Affari Esteri". "Ma non è vero nemmeno - fa notare Polillo - che possiamo farcela sempre da soli, specie nel confronto internazionale. Rischiamo di essere a Francoforte con lo stand collettivo per l'ultima volta".
"Siamo qui con il Punto Italia grazie al sostegno, ancora una volta, dell'ex Istituto del Commercio Estero (ICE). Ma forse siamo qui per l'ultima volta, perché non sappiamo se i contributi pubblici ci consentiranno di co-finanziare la nostra presenza nel 2012. Gli editori hanno fatto, stanno facendo e continueranno a fare tutto il possibile per diffondere la cultura italiana, anche e soprattutto all'estero. Sono però consapevoli di una cosa: la diffusione della cultura non può competere solo a un'associazione di categoria". Non siamo lo Stato e non vogliamo assolutamente sostituirci ad esso. Senza un reale ed efficace supporto a livello governativo - ammette Polillo - la nostra attività è destinata a perdere significato e forza. Ed è questa, purtroppo, la direzione verso cui ci sembra ci si stia pericolosamente avviando".
IL REGIME DEL PREZZO FISSO. "Non è vero che il regime del prezzo fisso (la recentissima legge Levi) sia una stranezza italiana e un attentato alla libera concorrenza", sostiene il presidente dell'AIE. "Sistemi di prezzo fisso sono presenti nella gran parte dei paesi europei e la discussione in Europa è se debbano applicarsi anche agli e-book, non se debbano essere mantenuti nel resto del mercato". "In alcune parti d’Europa, come la Germania e l'Austria - fa notare Polillo - il regime di prezzi fissi deriva da accordi tra le associazioni di imprese che hanno sempre passato lo scrutinio delle autorità antitrust. Queste hanno sempre riconosciuto che gli effetti finali delle leggi sul prezzo fisso, garantendo la permanenza di più operatori lungo la filiera (più librerie e in ultima istanza più editori, anche piccoli), aumenta il livello di concorrenza sul mercato". "Avere un'opinione diversa è del tutto legittimo - tuona Polillo - ma sostenere che le leggi sul prezzo siano mosse da mire anticompetitive, quando il loro proposito è esattamente l'opposto, è quanto meno improprio".
NON È VERO CHE IN ITALIA I LIBRI COSTANO DI PIÙ. I prezzi dei volumi del Bel Paese "sono i più bassi e addirittura meno cari rispetto al 2005". Lo dimostrano i dati, disponibili sulla produzione libraria italiana. "Il nostro ufficio studi - puntualizza Polillo - ha analizzato i prezzi di copertina di tutta la produzione del 2010 (circa 60mila novità). Il prezzo medio è di 21,6 euro. Rispetto al 2005 la crescita del prezzo medio è stata del +3,9%, quindi molto al di sotto del tasso di inflazione. In termini reali i prezzi dei libri sono diminuiti del 5,2%". La situazione risulta ancora più chiara se si confrontano i prezzi italiani con quelli europei: "Abbiamo preso in considerazione titoli identici, selezionati perché in classifica, pubblicati in edizione hard cover nei cinque grandi mercati continentali. Si vede chiaramente come il prezzo medio in Italia sia ancora una volta il più basso: 19,80 euro in Italia rispetto ai 20,65 di UK, 21,75 di Francia".
L'E-BOOK CHE NON DECOLLA. "Non è vero che il libro di carta è morto, tanto ora c'è l'e-book, ed è quindi inutile occuparsene", tuona il presidente dell'AIE che sottolinea come le vendite dei libri elettronici siano per ora inferiori rispetto alle stime iniziali. "Le vendite di e-book crescono, è vero, ma - dice- meno della metà di quanto era stato stimato all'inizio (siamo allo 0,04% del mercato). Tutti lo vogliono, tutti ne parlano, salvo poi avere prezzi quasi al livello dei tascabili a causa di un'IVA al 21%". "Ci sembra illogico - argomenta Polillo - che l'innovazione debba scontare una tassa che si applica soprattutto ai servizi: proprio per questo, non possiamo tacere il fatto che in un momento così importante come la rivoluzione determinata dall'impatto delle tecnologie sui contenuti e sulla loro diffusione si assista all'indifferenza del nostro Governo nella discussione in corso in ambito comunitario".
IL DIRITTO D'AUTORE. "Non è vero che la tutela del diritto d'autore è un qualcosa di superato in quanto limita la conoscenza. È vero il contrario". Secondo Polillo "l'editoria non esisterebbe più senza il diritto d'autore. Nessuno creerebbe più nulla se non potesse avere un'adeguata remunerazione del suo lavoro. Ed è assurdo pensare che gli editori siano solo e semplicemente degli intermediari tra chi crea e chi utilizza quanto è stato creato". "Sbaglia - ammonisce - chi ritiene che il diritto d'autore sia superato nell'era digitale. Sbaglia chi ritiene che per conoscenza si debba intendere la semplice diffusione in rete delle proprie idee o del proprio sapere. E lo vediamo constatando l'incredibile quantità di errori, inesattezze e distorsioni della verità che leggiamo quotidianamente in rete, come molte di queste note dimostrano". "La conoscenza - dice - è certamente un diritto di tutti, ma è anche un dovere rispettare e non impadronirsi illegittimamente del lavoro altrui. Per questo noi siamo e saremo sempre a favore della difesa del diritto d'autore".
MATERIALI
- La sintesi del Rapporto sullo stato dell'editoria in Italia 2011
- Produzione libraria secondo i prezzi
- Cifre dell'editoria
LINK
- Associazione Italia Editori (AIE)
- Salone del libro di Francoforte
Rapporto sull'editoria: Aie, oggi il libro si compra on-line, +25% in un anno
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