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'Se mi ami fammi un SEGNO', ovvero come "Ascoltare" attraverso le mani

Al teatro Nuovo Colosseo di Roma uno spettacolo "diversamente comico", a tratti interattivo, che si diverte a scardinare i principi della comunicazione convenzionale

» Teatro Ludovica Agnese - 14/10/2011
Titolo: Un momento dello spettacolo tratto dal video qui accanto

Questi gli ingredienti: una casa di campagna dal tetto rosso disegnata con tempere e pastelli e, un grande albero e dei cespugli verdi. Una coppia strampalata ma originale: due giovani sposini, Giuditta e Francesco, lei normodotata, lui sordomuto, si incontrano sul palcoscenico per raccontare, con la lingua dei segni, la loro quotidianità comica certo, ma nella realtà dietro le quinte estremamente problematica. Da subito gli occhi dello spettatore assistono ad un cabaret davvero diverso, che quasi sfiora la sit-com tra battibecchi alla Sandra e Raimondo e litigi del tutto ironici che, più di una volta, hanno coinvolto il pubblico nella sua totalità, senza distinzione. 

Ne è scaturito uno spettacolo esilarante, al quale tutti, senza distinzione di "abilità", hanno potuto partecipare, che ha coinvolto in positivo tutta la platea composta per una buona metà da non udenti. E se il loro intento era quello di generare in qualche modo integrazione attraverso il teatro, come loro stessi hanno ampiamente spiegato, la riuscita è stata piena, passando attraverso tutti i possibili problemi della routine giornaliera che si sono rivelati paradossalmente più numerosi per la normodotata moglie Giuditta. 


[Un momento dello spettacolo. Foto: Marica De Michele]

Tutto questo è "Se mi ami fammi un SEGNO…ho finito le pile!", dal 2 ottobre al 18 dicembre, tutte le domeniche sul palcoscenico del Teatro Nuovo Colosseo di Roma. Uno momento di incotro teatrale che ha l'intento di sensibilizzare il pubblico riguardo l'integrazione delle persone non udenti all'interno della società. Durante tutto lo spettacolo, infatti, vengono messi in evidenza i punti critici del mondo sordomuto che, seppur in chiave comica, lasciano spazio alla riflessione sull'emarginazione che spesso circonda la loro quotidianità. Sono molti i passaggi in cui l'attore Francesco D'Amico, attraverso la lingua dei segni, fa capire come le persone "normali" urlino spesso contro di lui per farsi comprendere, come capita a volte che gli mimino i concetti, le cose, le idee che vorrebbero comunicargli. E sta proprio in questo il vero disagio: nella comunicazione. Se urlare a volte non serve perfino a chi per sentire non fa alcuna fatica, figurarsi per chi, invece, di fatica ne fa il doppio. 

Così, in modo quasi naturale, il cabaret si trasforma in una piattaforma espressiva nuova, in grado di abbattere le barriere della comunicazione convenzionale per dar vita ad un linguaggio senza infrastrutture, diretto ed efficace, che mira a sradicare i pregiudizi sull'intelligenza e la profondità nelle persone sordomute in misura del tutto uguale alla loro sensibilità, anch'essa a volte messa in dubbio. Il tutto attraverso la professionalità dei due attori che in tutte le loro performance, sia televisive che teatrali, esprimono una bravura rara nel trattare argomenti così delicati di natura sociale attraverso l'ironia che, da che mondo è mondo, con i suoi sorrisi unisce tutti gli uomini che siano bianchi o neri, rossi o gialli, udenti o sordi. Perché lo  sappiamo, il sorriso si fa con le labbra, non con la voce né tanto meno con le orecchie.

INFORMAZIONI
Titolo:
 'Se mi ami fammi un SEGNO…ho finito le pile!'
Quando: fino al 18 dicembre 2011
Dove: Roma, Teatro Nuovo Colosseo - via Capo d'Africa
Orario: tutte le domeniche alle ore 21
Ingresso: €10 più €2 per la tessra del teatro
Telefono: 334.9943320
E-mail: diversamentecomici@yahoo.it