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Pedofilia: mercato in aumento attraverso siti web, sono il 47% nel 2011
I dati arrivano dal dossier internazionale Telefono Arcobaleno che denuncia: "Nei primi nove mesi del 2011 sono stati segnalati più di 54mila portali, più del totale del 2010". La maggior parte della pedopornografia, inoltre, arriva parte dal nord Europa
Fonte: Telefono Arcobaleno
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Un fenomeno che non arresta la sua corsa ma che, al contrario, cresce ogni anno in modo vertiginoso soprattutto grazie alle nuove tecnologie. Tanto da essere definito dagli esperti come il mercato criminale più fiorente della new economy. Così nel 2011 la pedopornografia ha fatto un enorme balzo in avanti con l'incremento di siti internet arrivato al 47% (circa 54mila) nei primi nove mesi del 2011. A scattare la fotografia del fenomeno è l'Osservatorio internazionale di Telefono Arcobaleno che il 10 ottobre ha pubblicato il report sulla pedofilia-online, testimoniando, ancora una volta, le dimensioni del fenomeno e l'attitudine sempre più spiccata dei pedofili grazie al web diventano sempre più evoluti.
IL FENOMENO IN GENERALE. Secondo quanto riportato nel dossier, la maggior parte della pedopornografia parte dall'Europa, in particolare dai Paesi Bassi che, oltre ad ospitare più del 35% dei siti pedofili segnalati da gennaio a settembre (19.107), sono lo Stato che registra l'aumento più significativo di tali materiali rispetto all'anno precedente. A servirsi di un'offerta così vasta, sono pedofili tecnologicamente attrezzati ed evoluti: dall'analisi di un campione degli accessi ad uno dei numerosi siti illegali individuati dagli operatori di Telefono Aazzurro emerge che circa 1/3 degli utenti fa uso di smartphone oppure adopera hardware e sistemi operativi di ultima generazione. Più della metà degli utenti, accede al sito in esame attraverso due Discussion Board, siti di discussione, utilizzati dal pedobusiness come punti assolutamente stabili di promozione e di accesso ai siti pedofili a pagamento e di divulgazione promozionale di materiali pedo-pornografici gratuiti.
RESPONSABILITA' DEI PROVIDER. "Queste prime informazioni ricavate dall'analisi dei file di log di un singolo sito - ha spiegato Giovanni Arena, presidente di Telefono Arcobaleno - evidenziano le potenzialità di tali tecniche e l'impulso che potrebbero dare alla ricerca criminologica e all'attività investigativa in materia di pedofilia". "Fondamentale è la collaborazione degli Internet Service Provider - ha aggiunto Arena - che possiedono tutte le informazioni relative agli accessi ai siti, e l'adozione di una legislazione completa e omogenea che ne definisca in maniera chiara i ruoli e gli obblighi". I dati riportati fanno riferimento all'attività di monitoraggio della pedofilia in internet svolta quotidianamente da Telefono Arcobaleno e sono formalmente documentati oltre che contenuti in apposito database. Dal 1996, grazie all'attività di 'hunting'[1], sono oltre 375mila le segnalazioni di casi di pedofilia on line di cui oltre 54mila nei primi nove mesi del 2011. Per meglio cogliere l'evoluzione del fenomeno si osserva che in settembre sono stati superati i casi complessivamente emersi nel 2010.
INCREMENTO DEL FENOMENO E ATTIVITA' DI CONTRASTO. L'incremento registrato rispetto al medesimo periodo dell'anno passato (+47%) è superiore rispetto all'espansione che ha riguardato il fenomeno nel 2010 (+6%). Considerando la dimensione geografica, il 96% dei casi sono riferibili all'Europa (70%) e al Nord America (26%). Se rispetto ad una prospettiva storica la Germania rimane la prima in classifica, nel 2011 al top ci sono i Paesi Bassi (35%). Il contrasto alla pedopornografia online, nei primi nove mesi dell'anno, oltre che nei Paesi Bassi, si è concentrato prevalentemente negli Stati uniti, in Germania e nella Federazione Russa (si tratta complessivamente dell'84% dei casi emersi). Rispetto a una prospettiva temporale, si osserva un'espansione tendenziale dei casi di segnalazione di pedofilia online che ha riguardato, oltre ai Paesi Bassi, i paesi anglosassoni. Riguardo all'efficacia dell'azione di contrasto della pedofilia online, si osserva che, salvo casi particolari, la quasi totalità di siti pedofili emersi nel 2011 è stato chiuso, direttamente dai provider, a seguito di una segnalazione di Telefono Arcobaleno.
ANALISI DEI PEDOFILI ONLINE. È innegabile il forte impatto che Internet ha avuto sulla diffusione della pedopornografia, per la facilità e la riservatezza nella fruizione di immagini e video illegali e ha messo in contatto soggetti che condividono lo stesso perverso interesse, favorendo la nascita di veri e propri movimenti di propaganda dell'ideologia pedofila. Ma, cosa ancor più grave, ha aperto nuovo scenario in cui la perversione del singolo pedofilo si intreccia con enormi interessi economici di gruppi criminali organizzati.Tuttavia, se da un lato la rete ha favorito lo sfruttamento sessuale dei bambini ampliandone le possibilità, dall'altro ha contribuito a mostrare le reali caratteristiche e proporzioni di tale crimine.
La diffusione di internet, infatti, ha indotto alcuni pedofili ad operare fuori dalla sfera intrafamiliare e ha permesso alle forze dell'ordine di portare alla luce reati che altrimenti, molto probabilmente, non sarebbero mai stati scoperti. Pertanto, l'utilizzo delle nuove tecnologie offre preziose opportunità conoscitive e rappresenta un insostituibile strumento investigativo e di contrasto della pedofilia online. A titolo di esempio, si analizzeranno i file di log relativi agli accessi ad uno dei numerosi siti pedofili rilevati dagli specialisti di Telefono Arcobaleno nel corso dell'attività di hunting, per ricavare alcune indicazioni descrittive sulle caratteristiche e sul comportamento dei pedofili online.
I PEDOFILI IN RETE. Si tratta di una utenza abbastanza evoluta da un punto di vista tecnologico, infatti 1/3 dei pedofili o fa uso di smartphone oppure adopera hardware con recentissimi sistemi operativi installati. Anche rispetto ai browser, meno del 50% fa uso di quello fornito con il sistema operativo. Rispetto alla lingua, desumibile dai sistemi operativi installati sui computer dei pedofili, si osserva che gli accessi generati dai primi 6 gruppi linguistici è pari all'80% del totale; in almeno il 2% dei casi si tratta dell'italiano (al sesto posto).
IL COMPORTAMENTO. Rispetto al comportamento, il 52% degli utenti provengono da due Discussion Board, siti di discussione, utilizzati dal pedobusiness come punti assolutamente stabili di promozione e di accesso ai siti pedofili a pagamento e di divulgazione promozionale di materiali pedo-pornografici gratuiti. Gli utenti del sito, visualizzano per il 75% dei casi (validi) immagini e video. Dall'osservazione dei sistemi operativi utilizzati si può risalire alla modalità di accesso al contenuto pedopornografico. Si tratta, nel 94% dei casi di una fruizione attraverso computer, mentre nel resto del 6% dei casi è ipotizzabile un accesso in mobilità attraverso l'uso di Smartphone.
LINK
- Telefono Arcobaleno
NOTE
[1] L'attività di Hunting di Telefono Arcobaleno è finalizzata a contrastare con ogni mezzo la produzione, il commercio e la diffusione sul web delle immagini delle violenze sessuali sui bambini in una logica di assoluta priorità della tutela delle vittime. L'equipe di specialisti IT realizza un'opera quotidiana, sistematica e qualificata di monitoraggio del web articolata in un presidio quotidiano dell'area telematica e tesa all'individuazione, al tracciamento e alla immediata segnalazione dei siti illeciti. L'attività di monitoraggio della rete alimenta quotidianamente una banca dati, costantemente aggiornata, delle attività pedofile online; i dati e le informazioni così ottenuti, forniscono una preziosa mappatura del fenomeno e consentono di effettuare un'analisi qualitativa e quantitativa del fenomeno contribuendo, quindi, alla conoscenza delle reali caratteristiche e dinamiche della pedofilia sul web con il fine ultimo di individuare, proteggere e recuperare le vittime di abuso sessuale.
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