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Goodbye Mr. Apple

Scompare a 56 anni, il "padre visionario" della società della Mela. Aveva combattuto contro il cancro per otto anni. Tanti i tributi in tutto il mondo. "Apple ha perso un genio creativo, il mondo ha perso un formidabile essere umano"

» Personal Computing Francesca Nanni - 06/10/2011
Fonte: Apple.com

Un'immagine a tutta pagina con la scritta "Steve Jobs 1955-2011". È l'omaggio semplice, discreto, in perfetto stile Apple, quello pubblicato sul sito web della società di Cupertino. Così Steve Jobs se ne va, all'età di 56 anni, vinto da un tumore al pancreas contro cui ha combattuto otto anni, periodo in cui è sempre rimasto alla guida della sua creatura. "Quelli di noi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo abbastanza e di lavorare con lui - si legge sul sito - hanno perso un caro amico e un mentore ispiratore. Steve lascia una società che solo lui avrebbe potuto costruire e il suo spirito sarà sempre il fondamento di Apple".

Consumato dalla malattia, lo scorso 25 agosto aveva annunciato le dimissioni irrevocabili da amministratore delegato dell'azienda da lui fondata con spirito quasi pionieristico il 1 aprile del 1976 e diventata negli anni uno dei punti di riferimento della tecnologia. "Nessun altro nel settore informatico, o di qualsiasi altro campo, potrebbe mettere su uno show come quelli creati da Jobs" scrive oggi l'Economist, ricordando le tante e spettacolari conferenze stampa per i lanci dei prodotti Apple; su un palcoscenico nero, solo Jobs e dietro di lui, l'inseparabile maxi-schermo con le immagini del nuovo "gadget elettronico, di fronte a una folla quasi intimorita, con il fare di un vero showman".



Di fatto, scrive ancora l'Economist, "era stato tra i primi, negli anni 1970, a vedere il potenziale che si trovava nell'idea di vendere i computer alla gente comune. Tanto che l'idea che i computer potessero presto diventare onnipresenti sembrava allora fantasiosa". "Ma il signor Jobs - scrive ancora il settimanale inglese - è stato uno dei pochi pionieri che ha intuito cosa sarebbe successo di lì a poco". Non solo. Uno dei più grandi pregi di Jobs nel realizzare una tecnologia a misura di utente, è stato quello di guardare egli stesso i suoi prodotti come un utente, non dall'interno come ingegnere, ma dall'esterno come consumatore finale". 

Un progetto di vita per il quale Jobs ha sacrificato tutto, sopratutto l'abbandono del suo corso universitario per dedicarsi alla sua passione tecnologica. Nel 1976 fonda Apple e inizia la lavorare su una serie di prodotti alcuni fortunati, altri meno, ma non perché avessero difetti elettronici particolari. Jobs era solo un uomo più avanti del suo tempo, più avanti della tecnologia stessa, il mondo no. Così in alcuni momenti storici, questo non è stato capito e catalogato come "flop". Poi arrivano gli anni del successo fino ai più recenti iMac, iPod, iPhone e iPad, gioielli dell'era digitale facili da usare, intuitivi, pensati per la quotidianità. Oggetti dal design sobrio ed elegante che vanno letteralmente a ruba poche ora dopo la loro messa in commercio negli Apple Store. Un fenomeno al quale Jobs rispondeva che "un sacco di volte, le persone non sanno quello che vogliono finché non lo si mostrano a loro". 

UN PENSIERO PER I GIOVANI. Uno dei pensieri ricorrenti Jobs è rivolto ai giovani, i principali destinatari dei suoi prodotti. Famoso il suo discorso nel giugno del 2005 durante la cerimonia di laurea della Stanford University in California (che riportiamo in questo articolo, ndr) dove ha pronuncia quello che è considerato il suo testamento morale ai ragazzi e che da anni spopola sul Web. "Stay hungry, stay foolish", ("restate affamati, restate folli") dice a quanti lo ascoltano, lanciando quello che è divenuto un messaggio simbolo per la "generazione-Apple". "Il vostro tempo - dice ancora Jobs - è limitato, allora non buttatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non lasciate che il rumore delle opinioni degli altri affoghi la vostra voce interiore. Abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno già cosa voi volete davvero diventare. Tutto il resto è secondario". Poi con una frase quasi profetica, dettata dalla consapevolezza della malattia dice: "Ricordarmi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per aiutarmi a fare le grandi scelte della vita". Goodbye Mr.Apple!