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Antica Roma, e se i centurioni italici fossero stati legionari cinesi?
In un piccolo villaggio della nazione orientale il test del Dna rivela la possibile presenza dei 'figli' dei soldati del generale Marco Crasso. E nell'ex Impero Celeste, come nel Bel Paese, l'idea diventa subito business: nell'ultimo anno boom di turisti
Fonte: Immagine dal web
Altro che cinese, "bello o brutto er centurione ha da esse Romano". Sarà, ma visto il successo dell'iniziativa italiana, che da anni vede protagonisti al Colosseo guardie dell'antico Impero e gladiatori che ben si fanno fotografare con i turisti di passaggio, anche il popolo del dragone ha deciso di tentare il fortunato esperimento in terra cinese. Così a Liquian, uno sperduto villaggio a nord dell'ex Impero Celeste, cinesi vestiti come soldati romani si lasciano fotografare dai visitatori decisamente incuriositi per la novità. E la cosa ha preso talmente piede che è scoppiato un vero e proprio boom a livello turistico, alimentato anche dalla pubblicazione di uno studio condotto sul Dna degli abitanti del luogo da cui è emersa l'ipotesi che la popolazione possa avere origini latine. Si tratta sì di cinesi, infatti, ma alti, biondi e con i tratti occidentali.
Così, il piccolo villaggio sta diventando sempre più meta di visitatori curiosi, che arrivano da ogni parte del paese per assistere alle ormai popolarissime parate storiche con i centurioni locali dai tratti occidentali, vestiti come soldati romani sullo sfondo di un nuovo padiglione costruito accanto ai resti archeologici di un forte che venne scoperto Novanta non lontano dalla cittadina situata lungo la 'Via della Seta', nella provincia di Gansu.
Circa l'ipotesi emersa dallo studio, lo scorso anno scorso, dopo la nascita di un centro italo-cinese presso l'università di Lanzhou, è iniziato un programma di ricerca sui discendenti degli antichi romani in Cina. Il mondo accademico è ancora diviso sulla possibilità o meno che una guarnigione romana possa essere arrivata fino in Cina, anche se i test del DNA hanno dimostrato che alcuni abitanti di Liqian hanno origini straniere, caucasiche. Questo ha portato molti esperti a concludere che potrebbe trattarsi dei discendenti dei soldati dell'esercito romano guidato dal generale Marco Crasso.
Nel 53 ac, infatti, Crasso venne sconfitto e decapitato dai Parti, una tribù che occupava quello che oggi è l'attuale Iran, mettendo così fine all'espansione romana verso l'oriente. Ma 6mila elementi dell'esercito guidato dal figlio primogenito di Crasso fuggirono e non furono mai più ritrovati. Molti antropologi ritengono, dunque, che gli abitanti di Liquian sarebbero i discendenti di quei soldati scomparsi. E mentre il mondo della scienza ancora si interroga, il piccolo villaggio ha deciso di puntare sulla propria romanità, mettendo in moto non solo la macchina turistica, ma anche quella mediatica, tanto che un produttore cinematografico di Pechino ha deciso di realizzare un film per il cinema sulla storia dei legionari cinesi.
Ma in Italia? Cosa ne pensano i 'centurioni de' noantri'? "È una trovata ammirevole - Sergio Iacomoni, presidente dell'associazione culturale 'Gruppo Storico Romano', che dal 1994 organizza corsi per diventare gladiatori - hanno preso spunto da una leggenda, a mio parere anche verosimile, e ne hanno tratto un vantaggio turistico". "Egoisticamente - aggiunge - fanno pubblicità a Roma, sono forse l'unico testimonial della nostra città in paesi così lontani. La storia degli antichi romani in Oriente è per lo più sconosciuta".
L'iniziativa dunque è degna di lode, ma non altrettanto la riproduzione giudicata da più parti non proprio fedele. "I contatti con l'occidente sono comunque ridotti - aggiunge Iacomoni - e credo che non abbiano neanche un libro sull'armatura romana. Dalle foto ho visto che utilizzano elmetti di plastica e piume sgargianti che di storico hanno poco e niente. In questo li ho trovati un po' impreparati ma è comprensibile". "Con il Gruppo - conclude il centurione - avevamo pensato di organizzare un viaggio a Liqian per rendere omaggio ai gladiatori cinesi ma è un paese molto complicato da raggiungere e abbiamo dovuto desistere".
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