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L'Italia paga pegno all'Europa per la questione rifiuti a Napoli

Via libera del commissario europeo all'ambiente Janez Potocnik, il 29 settembre, alla messa in mora del Bel Paese per la spazzatura campana. È la seconda lettera dopo quella del 4 marzo 2010 e questa volta sono previste sanzioni pecuniarie

» Inquinamento e Rifiuti Redazione/GP - 03/10/2011
Fonte: Immagine dal web

Dalle parole ai fatti. Dopo un primo monito arrivato nel marzo dello scorso anno e finito un po’ nel dimenticatoio, con il benestare del commissario europeo all'ambiente Janez Potocnik l'Ue ha inviato una seconda lettera di messa in mora all'Italia per la situazione dei rifiuti a Napoli che, a differenza della prima prevede delle sanzioni economiche a carico dell'Italia. Nel caso di una inadempienza alle richieste della Commissione europea, è prevista la messa sotto accusa alla Corte di giustizia della Ue.
 
Un provvedimento deciso con il quale la Commissione europea, si legge in una breve nota, preme sull'Italia affinché "trovi soluzioni efficaci a breve e lungo termine per la gestione dei rifiuti in Campania, regione che su questo fronte è stata al centro di ripetute crisi che destano non poche preoccupazioni in quanto ormai da vari anni stanno mettendo in pericolo la salute umana e ambientale". All'Italia viene inoltre ricordata "la necessità di conformarsi al più presto alla sentenza del 2010 della Corte Ue". "È passato troppo tempo dal nostro primo avvertimento sulla questione rifiuti – fa notae l'Ue - e nulla è stato fatto. Ora abbiamo bisogno di vedere risultati a breve termine".

Entrando nello specifico, nel primo monito della Commissione, ricorda il vicesindaco di Napoli con delega all'Ambiente, Tommaso Sodano, "l'obiezione era che si fossero utilizzati i fondi strutturali del Programma Operativo Regionale (Por) per affrontare l'emergenza e piuttosto che usarli per  costruire gli impianti che avrebbero permesso l'uscita definitiva dalla crisi". "Nel piano regionale della Campania - aggiunge Sodano - come abbiamo avuto modo di osservare nel mese di agosto, non si agisce in questa direzione: da un lato non si affronta seriamente la fase di transizione, che dovrebbe evitare i cumuli per le strade, dall'altro non si realizzano impianti che servono per avviare un ciclo virtuoso dei rifiuti". Il piano regionale è tutto incentrato sull'incenerimento e non risponde ai bisogni della regione".

La preoccupazione ora, sottolinea Sodano, è per i fondi europei, necessari "per sviluppare un piano regionale corretto". "Stiamo chiedendo da mesi - prosegue il vicesindaco di Napoli - di avere lo stralcio della posizione del Comune di Napoli, perché sia soggetto intermedio per la gestione dei fondi europei". Una delle osservazioni dell'Europa, infatti, riguardava la raccolta differenziata mai avviata, o la realizzazione di impianti di compostaggio. "Noi stiamo facendo la nostra parte, con l'avvio del porta a porta e i due siti di trasferimento, che pure l'Europa ritiene necessari". "Per questo - aggiunge - abbiamo chiesto alla Regione di lavorare insieme per rendere disponibili queste risorse indispensabili, senza le quali è molto complicato per i Comuni recuperare il deficit infrastrutturale. La nostra posizione vale per noi come potrebbe valere per Salerno e tanti altri comuni e province che stanno facendo un buon lavoro".

Mi auguro - conclude Sodano - che ci possa essere un passo indietro da parte della Regione sui termovalorizzatori. Nel caso di Napoli il 'no' è anche dell'Unione industriali e delle associazioni ambientaliste, che ritengono che la scelta non sia necessaria per la città. Se l'Europa procede nell'azione significa che non si può perseverare su una proposta che non raccoglie consenso né a livello locale né a livello comunitario".

In merito alla lettera di messa in mora della Ue per l'Italia a causa dei rifiuti di Napoli, in un'intervista al quotidiano campano 'Il mattino', ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo ha affermato che questi "non sono nuovi guai sono vecchi guai frutto dell'incapacità vecchia di anni ed anni, di programmare e realizzare una corretta gestione del ciclo dei rifiuti. Oggi siamo dinanzi all'esito di un procedimento di infrazione comunitaria che è nato per fatti antecedenti al 2008". "Io più che allarmarmi per la Ue, che sancisce uno stato di fatto a tutti noto, mi preoccupo della situazione attuale in cui stentano a decollare quegli interventi necessari a realizzare in Campania e a Napoli un corretto ciclo di rifiuti - ha sottolineato il ministro -. Tuttavia va detto che oggi la situazione mi pare finalmente cambiata; c'è una maggiore collaborazione fra le istituzioni e la consapevolezza che dal problema si esce solo se tutti, governo, Regioni, Province e Comuni, faranno la propria parte".

Riguardo, invece, la soluzione ipotizzata di portare i rifiuti in Olanda, la Prestigiacomo ha affermato che "è una soluzione tampone, dettata dalla situazione di criticità. Se l'alternativa è avere la spazzatura in strada meglio mandarla all'estero, ma non può essere certo la via definitiva per lo smaltimento dei rifiuti".