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'Baila': stop del giudice per 'plagio'. Ora spunta la causa con la BBC

In forse la trasmissione condotta dalla D'Urso che sarebbe dovuta andare in onda stasera. Mediaset chiederà l'annullamento del provvedimento, ma ora arriva l'accusa di aver copiato il programma anche dalla tv londinese

» TV e Radio Redazione/GP - 26/09/2011

"I due show, 'Baila' e 'Ballando con le stelle' appaiono l'uno riproducente l'altro e pertanto a una delibazione sommaria ricorre la contraffazione di Ballando, e il relativo illecito per violazione del diritto di proprietà intellettuale"'. Così recita la sentenza del Tribunale Civile di Roma che questa mattina ha bloccato il programma di Canale 5 condotto da Barbara D'Urso che sarebbe dovuto andare in onda questa stasera. 

LA SENTENZA. Secondo il giudice Gabriella Muscolo "Ballando è caratterizzata da una creatività sufficiente a differenziarla da altre gare di ballo, creatività i cui caratteri di individualità sono principalmente l'accoppiamento di persone non note con personaggi noti, la selezione e l'eliminazione con la combinazione di una giuria del voto popolare e l'aggiudicazione di un premio"'. Elementi che, secondo il Tribunale, "sono presenti anche nella concorrente trasmissione Baila" che, rispetto a Ballando, non possiede caratteristiche di differenza tali da poterle attribuire "un ingrediente creativo autonomo e diverso". Per questo motivo, "si inibisce Rti, Endemol Italia e tutte le parti resistenti alla messa in onda della trasmissione dello spettacolo con titolo Baila o con qualunque altro titolo". Con queste ragioni il giudice Gabriella Muscolo ha stabilito lo stop alla messa in onda di Baila accogliendo così la causa che era stata intentata nei mesi scorsi da Milly Carlucci e dalla Rai nei confronti di Mediaset per sospetto di plagio.

LA SODDISFAZIONE DELLA RAI. "È una decisione storica - ha commentato alle agenzie di stampa il legale di Milly Carlucci, Giorgio Assumma - anche perché servirà a mettere ordine nel settore della concorrenza televisiva dove spesso di verificano casi di concomitante messa in onda, da parte di emittenti diverse, di programmi simili se non addirittura identici". "La decisione - ha spiegato il legale - sotto il profilo giuridico è tecnicamente corretta in quanto applica il principio della legge sul diritto d'autore, poco conosciuto e perciò poco adottato, secondo cui ben può essere inibita da un giudice la diffusione di un programma prima della sua messa in onda quando nel frattempo vengano a conoscersi all'esterno della redazione elementi - conclude - che ne provino la illiceità sotto il profilo della proprietà intellettuale".

IL RICORSO DI MEDIASET. Da parte sua, invece, in una nota diffusa poche ora fa Mediaset fa sapere di voler impugnare la sentenza, precisando che i legali "stanno esaminando minuziosamente le inibizioni disposte nell'ordinanza del giudice del Tribunale di Roma sul caso Baila. Già a prima lettura il provvedimento, peraltro provvisorio, appare ingiusto ed erroneo. Pertanto - si legge nella nota - Mediaset, riservandosi ogni ulteriore valutazione, lo impugnerà d'urgenza chiedendone l'annullamento".

IL RAMMARICO DI ROBERTO CENCI, ILCREATORE DELLO SHOW. "Ci rimango molto male per questa sentenza perché sinceramente, noi abbiamo lavorato in tutti questi mesi per differenziarci totalmente da quel programma", ha commentato a caldo Roberto Cenci, creatore del programma Baila in collegamento telefonico all'Alfonso Signorini show. "Èuna sentenza - ha detto - che adesso andrà letta per capirne i punti precisi, cosa vieta e cosa no. Devo andare in Azienda e capire". 

"Ci tengo però a dire una cosa perché sono un po' arrabbiato - ha precisato Cenci -: l'unica speranza che ho è che non perdano il lavoro duecentocinquanta persone che hanno lavorato a questo programma soprattutto in questo momento di crisi. Sarebbe davvero una cosa grave anzi, gravissima". "Ultimamente - ha aggiunto - è uscito questo termine: 'clone', ma a mio parere è sbagliato, poiché la televisione è fatta di generi e a questo proposito allora il Tg5 ed il Tg1 non devono più andare in onda? Forum e Verdetto Finale?". Il direttore artistico e regista ha poi concluso che "allo stato attuale noi abbiamo ragione e spero che venga fatto ricorso. Probabilmente il giudice ha pensato che fosse giusto agire in questo modo, spero solo che abbia letto con attenzione tutte le nostre documentazioni".

LA CAUSA LEGALE CON LA BBC DI LONDRA. Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani britannici, tra cui l'Independent, dopo la Rai con Milly Carlucci, anche la televisione inglese ha deciso di citare Mediaset in giudizio per il presunto plagio del format 'Strictly', la cui versione italiana 'Ballando con le stelle' va in onda su Raiuno da ormai sei anni. Di fatto l'emittente BBC Worldwide detiene i diritti di 'Strictly' e ne ha dato licenze in 35 Paesi (tra i quali l'Italia e di conseguenza la Rai), ha accusato l'emittente di Silvio Berlusconi di avere violato la normativa sul copyright dopo avere annunciato 'Baila', un adattamento definito "audace" dello show argentino 'Bailando por un Sueno'. "Prendiamo la protezione del copyright molto seriamente", ha indicato un portavoce della BBC annunciando l'azione legale. Anche in questo caso Mediaset ha negato le accuse di plagio perché mentre lo show della Rai accoppia celebrità e ballerini tradizionali, quello di Mediaset, prodotto da Endemol, mette insieme alle celebrità dilettanti di talento. Ma non forse è la stessa cosa?