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Diritto di voto alle donne saudite, svolta storica o diversivo politico?
L'annuncio di Re Abdullah bin Abdul Aziz al Consiglio della Shura: "Noi ci rifiutiamo - ha detto -di emarginare le donne in tutti i ruoli della società che sono conformi alla sharia". Tuttavia alle donne non sarà ancora concesso di guidare
Fonte: Immagine dal web
Svolta storica o conseguenza della "primavera araba"? L'annuncio di Re Abdullah bin Abdul Aziz al Consiglio della Shura sul diritto di voto e di elezione per le donne saudite, ha il sapore di un diversivo politico, una fin troppo palese mossa strategica per mettere a tacere l'attenzione politica e mediatica internazionale derivata dalla repressione dei mesi scorsi.
"Noi ci rifiutiamo di emarginare le donne in tutti i ruoli della società che sono conformi alla Sharia", ha detto Re Abdullah ha nel suo discorso il 25 settembre in occasione dell'apertura della nuova legislatura del Consiglio della Shura di Riad. Sarà! Ma resta il fatto che il diritto di voto per le donne entrerà in vigore non dalle elezioni di giovedì prossimo 29 settembre, bensì dalle prossime nel 2015. Quindi c'è tempo. Ma non solo. Nel suo discorso, il Re ha tenuto a specificare che alle donne saudite non sarà ancora permesso di guidare, così come saranno ancora "costrette" a girare per le strade del regno accompagnate da un uomo. È quindi evidente che per superare "l'emarginazione delle donne in tutti i ruoli della società" di cui parla il Re, la strada è ancora lunga.
Ma qualcosa è successo durante i giorni della repressione: le donne, sono scese in piazza sfidando le imposizioni del Regno attraverso le manifestazioni a Gedda, Riad e in molte altre città orientali per accendere l'attenzione sulla loro condizione di esseri umani senza diritti. È stato forse questo a smuovere il Palazzo? La decisione del Consiglio della Shura "è una concessione minima e tardiva", ha commentato Madawi Al Rasheed, donna saudita e docente di antropologia religiosa al King's College di Londra. "La regione è scossa da un terremoto eccezionale e la monarchia saudita è fortemente minacciata", ha detto in un'intervista oggi al quotidiano La Stampa.
"Il governo saudita - ha spiegato Al Rasheed - si è servito finora della secondarietà della donna per provare ai conservatori di casa propria e al mondo islamico quanto pio fosse, ma nel momento in cui altri Paesi musulmani, dalla Tunisia alla Turchia, dimostrano la possibile svolta modernista deve aggiustare il tiro". "Così - ha aggiunto - dopo aver appaltato ai fanatici la questione femminile per controllare in cambio la popolazione, la monarchia risponde adesso alle richieste della piazza attraverso l'apertura alle donne. Ma dove non ci sono elezioni parlamentari può bastare un pugno di deputate designate dal re e verosimilmente parenti di burocrati e tecnocrati?".
Le elezioni di giovedì prossimo, infatti, dovevano tenersi nel 2009, ma vennero cancellate dal governo senza motivo. Non solo. Come sottolineato da Madawi Al Rasheed, in Arabia Saudita "c'è una leadership vecchia e senza ricambio, ci sono giovani in balia della disoccupazione, non esistono elezioni parlamentari: ecco i motivi per cui, secondo Amnesty International, da mesi le carceri saudite si riempiono di dissidenti. La gente vuole una monarchia costituzionale, protesta come in Egitto e finisce automaticamente in prigione, ma questo fa meno notizia delle donne", che diventano loro malgrado "un pretesto utile a far dimenticare i problemi che riguardano tutta la popolazione indipendentemente dai sessi".
Nonostante i molti dubbi sulla decisione di Re Abdullah e del Consiglio della Shura, non mancano di contro voci che la accolgono con entusiasmo, primi fra tutti gli attivisti che da anni si battono perché le donne del Regno godano di maggiori diritti. "È un'evoluzione straordinaria per le donne in Arabia Saudita, che oggi non sono autorizzate a guidare, girare per il paese se non accompagnate", ha commentato Emily Buchanan ,corrispondente in Medio Oriente per la tv inglese BBC. "Non tutti sono entusiasti di questa decisione certo - ha spiegato - e il dibattito sul ruolo della donna è centrale in questo momento, ma una tale riforma - aggiunge la giornalista - allenterà un po' la tensione che sta crescendo proprio a causa dell’argomento donna".
"È un annuncio che abbiamo atteso a lungo e per il quale si è lavorato a lungo" ha detto alla BBC lo scrittore arabo Nimah Ismail Nawwab, sottolineando che gli attivisti hanno condotto una campagna di 20 anni sui diritti delle donne, dalla guida alla loro sicurezza, passando per il voto. "Ora - ha aggiunto alla Reuters l'attivista Wajeha Al-Huwaider - è il momento di andare avanti e rimuovere gli altri ostacoli, come permettere alle donne saudite di guidare e di vivere una vita normale senza guardiani maschili".
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