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'Parla con me' fuori dalla Rai. Bocciato per un voto il contratto di Serena Dandini

Saltato il contratto tra Rai e Fandango per la produzione del talk show di Rai 3. Il presidente Garimberti: "Una decisione aziendalmente incomprensibile". Giulietti (Idv): "È stata cancellata un'altra delle voci sgradite a Berlusconi".

» TV e Radio Redazione/GP - 15/09/2011

Sembrava quasi fatta, qualche giorno fa, quando si vociferava la riconferma di Serena Dandini e del suo programma Parla con me su Rai3 a partire dal prossimo autunno. E invece, con grande sorpresa di tutti, con 5 voti contrari e 4 a favore, il Consiglio d'amministrazione della Rai, ha bocciato questo pomeriggio il contratto tra l’emittente pubblica e la Fandango per la produzione del talk show.

A nulla è servito lo sforzo della casa di produzione Fandango quando, nella riunione del 13 settembre a viale Mazzini, aveva accettato lo 'sconto' del 5% rispetto al contratto del 2010, che avrebbe portato il costo a puntata a circa 32mila euro contro i 34mila e 500 del contratto dello scorso anno. I voti favorevoli al contratto sarebbero stati quelli dei tre consiglieri dell'opposizione, Rizzo Nervo, Van Straten e De Laurentiis, ai quali si sarebbe aggiunto il voto del presidente della Rai Paolo Garimberti. Contrari invece i cinque consiglieri di maggioranza, Petroni, Rositani, Verro, Bianchi Clerici e Gorla.

"Aziendalmente incomprensibile": così il presidente della Rai Paolo Garimberti etichetta la decisione presa dalla maggioranza del Cda di viale Mazzini, rammaricandosi del fatto che il Consiglio "si sia spaccato come non accadeva da mesi". "Io ho votato sì - ha detto - per coerenza con i palinsesti approvati praticamente all'unanimità dal Cda prima dell'estate, palinsesti all'interno dei quali era prevista la trasmissione di Serena Dandini". "Ho votato sì - ha aggiunto - per coerenza con quanto annunciato agli investitori pubblicitari quando abbiamo presentato i programmi autunnali. E ho votato sì per tutelare l'immagine della Rai, già scossa".

"Malgrado la mediazione positiva condotta dal Direttore generale, Lorenza Lei, se la maggioranza del Cda ha bocciato la trasmissione di Serena Dandini - ha sottolineato il vice presidente della commissione di Vigilanza Rai, Giorgio Merlo - conferma che al vertice dell'azienda si continua a sottovalutare le potenzialità che può esprimere un servizio pubblico credibile e serio nel nostro Paese. Una responsabilità che ricade unicamente su chi ha compiuto quella scelta".

Più dura la reazione del capogruppo dell'Italia dei valori in commissione di Vigilanza Rai, Pancho Pardi: "Berlusconi parla con 'Lei' e la Dandini non va più in onda sulla Rai", attacca senza mezzi termini Pardi. "Berlusconi - ha aggiunto - fa sapere quali sono i conduttori e i programmi sgraditi e il direttore generale subito si affretta a mandarli via. Così, dopo Santoro e Saviano, alla lista degli epurati si aggiunge anche Serena Dandini. Mi domando ora: chi sarà il prossimo?". "Non dimentichiamo che il presidente del Consiglio - ha concluso Pardi - è anche il concorrente privato del servizio pubblico. La Rai non può continuare con questo assurdo chi paga il canone ha il diritto a un servizio pubblico pluralista e di qualità invece di essere vittima dei continui 'editti bulgari' di Berlusconi".

Stessa linea per Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21 secondo cui è stata cancellata un'altra delle voci sgradite a Berlusconi e indicate tra i programmi da eliminare anche nelle intercettazioni agli atti dei giudici di Trani". Per Giulietti "il voto di oggi è un atto di sfiducia contro gli stessi vertici aziendali che, a questo punto, dovrebbero trarne le inevitabili conseguenze. Questa Rai è ormai una parte delle proprietà del presidente del Consiglio e nessuno può fingere di non vedere o di non sapere. "Questa sera - ha annunciato - parteciperemo alla manifestazione indetta dal comitato per la libertà di informazione davanti alla sede Rai di via Teulada e sarà quella l'occasione per indire una grande manifestazione unitaria contro ogni bavaglio".