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Francia: Ebreo o no Apple ritira l'applicazione dello scandalo
La società di Cupertino riprende indietro la funzione che recensisce le personalità di origine ebraica e gli ebrei "più popolari del momento". L'ideatore: "Alimenta il senso di fierezza della comunità". La Lega contro l'antisemitismo: "Siamo scioccati".
Titolo: L'icona dell'applicazione per iPhoneFonte: Immagine dal web
La polemica era divampata in Francia qualche settimana fa quando la Apple ha lanciato un'applicazione per l'iPhone decisamente singolare: una funzione che recensisce personalità di origine ebraica ordinate per nazionalità e settore di attività "più popolari del momento". Non solo. Cliccando sull'icona del programma, dal costo di 0,79 euro, era infatti possibile accedere a un elenco di fatti, eventi o storie che riguardano gli ebrei nel mondo. Bene, dopo aver diviso l'opinione pubblica a metà e dopo aver alimentato lo scandalo da parte della Lega internazionale contro il razzismo e l'antisemitismo (Licra), che si è detta "estremamente scioccata", la Apple fa sapere oggi dalle pagine del quotidiano Le Monde, di aver ritirato l'applicazione dagli App Store on-line francesi.
Visti i toni della polemica, lo sviluppatore del programma, Johann Levy, aveva spiegato qualche giorno fa che "lo scopo di questa applicazione era unicamente ludico. L'unica lezione da trarre è che con molto lavoro, gli ebrei citati nell'applicazione, spesso discendenti immigrati, sono riusciti a raggiungere un certo riconoscimento". Ma tale chiarimento non ha placato l'indignazione della Licra sta valutando ora la possibilità di denunciare l'ideatore perché, ha sottolineato a Le Monde il presidente della Lega contro il razzismo e l'antisemitismo, Alain Jakubowicz, "l'applicazione è uguale al regime di Vichy, il cui unico scopo era quello di conoscere le persone con origine ebraiche; in memoria di queste persone, morte nei campi di sterminio, non ha assolutamente senso proporre una cosa del genere".
"Per me non c'è niente di dispregiativo nel dire se si è ebrei oppure no - ha detto ieri Johann Levy al quotidiano Le Perisienne - al contrario, si tratta di esserne orgogliosi". "Io non sono un portavoce di tutti gli ebrei - ha aggiunto il 35enne ingegnere franco-britannico - ma visto che anche io lo sono, so che nella nostra comunità ci chiedono spesso se le varie celebrità lo sono o meno". Levy ha quindi spiegato che ha compilato informazioni su circa 3.500 persone elencate nella sua applicazione utilizzando diverse fonti online nella quale ha detto "non vi è nulla di sinistro", sottolineando che il programma per iPhone è ancora disponibile nei paesi al di fuori della Francia.
Ma a ben vedere, il problema sembra essere anche un altro, e legato alla legalità del programma. Secondo quanto sottolineato dal quotidiano d'Oltralpe Le Monde, infatti, in Francia la legge sull'informatica del 1978 vieta di classificare le persone in base alla loro appartenenza etnica, religiosa o sessuale, e punisce con una multa di 300mila euro e il carcere fino a cinque anni chi infrange il regolamento.
Per questo motivo, sottolinea la testata francese, ad avere colpa della commercializzazione non sarebbe stato tanto Lévy quanto, piuttosto, la stessa Apple che, secondo l'associazione SOS-Racisme, oltre ad aver ritirato l'applicazione dal commercio francese, avrebbe anche dovuto attuare un controllo più serio. Come successe anche lo scorso giugno quando la società di Cupertino ha dovuto rimuovere dai suoi negozi virtuali, anche il programma in lingua araba chiamato 'Third Intifada' perché, secondo le lamentele di Israele, incitava alla violenza collettiva.
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