Economia e Lavoro » Lavoro » Occupazione

Grande distribuzione: i lavoratori costano troppo? Meglio sostituirli con la tecnologia

I lettori digitali rendono superfluo il supporto umano, lo sanno bene diverse realtą commerciali che ora puntano al risparmio. Il segretario della Filcams Cigl di Modena traccia un quadro preoccupante: "A rischio cassiere, macellai e addetti al banco"

» Occupazione Tatiana Battini - 06/09/2011
Fonte: Immagine dal web

La crisi incalza e la parola d'ordine delle aziende è una sola: ottimizzare i costi. Da tempo, sotto il vessillo del risparmio 'massiccio', la grande distribuzione organizzata (gdo) sta attuando una strategia ferrea per quanto riguarda il personale lavorativo, preferendo sempre di più la tecnologia agli esseri umani. L'automatizzazione, che riguara in particolare l'inserimento di casse automatiche e lettori digitali, sta infatti sostituendo la 'vecchia' figura della cassiera in divisa e altre figure specializzate. 

Per i dirigenti delle catene di ipermercati e anche per il cliente, è molto più conveniente dotarsi di un lettore digitale che accredita direttamente sul proprio conto corrente la spesa effettuata o, in caso di pagamento al negozio, permette di ottimizzare il tempo evitando lunghe file. Basta guardarsi intorno per rendersene conto di persona, le grandi catene di arredamento o abbigliamento hanno installato, sempre in luogo della casiera in carne e ossa, una sorta di valico elettronico dove il cliente passa al lettore ciascun prodotto, paga con la carta e confeziona i propri acquisti.

Certo, affidarsi a questo tipo di tecnologia è più agevole per il cliente, si evitano le file alla cassa e forse è persino più divertente, ma qual è l'altra faccia della medaglia? A discapito di chi si stanno moltiplicando casse automatiche, pos e lettori digitali? "Prima dell'arrivo dei robot - spiega Marzio Govoni, segretario della Filcams-Cigl di Modena - le cassiere rappresentavano il 30 per cento del totale degli addetti di un ipermercato, oggi sfiorano il 20 per cento". Per questo motivo il sindacato sta monitorando attentamente il fenomeno e  i suoi effetti negativi, che si traducono in molte migliaia di mancati nuovi posti di lavoro, come ha sottolineato a NanniMagazine.it lo stesso Govoni:

Da come stanno andando le cose siamo di fronte a una modifica profonda dell'assetto occupazionale della grande distribuzione?
"Lo scenario lavorativo e occupazionale nei grandi supermercati e ipermercati sta cambiando velocemente e in maniera profonda. Direi che in questi luoghi, che sono quelli di maggiore afflusso di clienti, la figura della cassiera è addirittura dimezzata. Questo perché le strategie della grande distribuzione sono improntate all'efficienza, alla velocità e soprattutto al minor esborso di denaro possibile, ed è chiaro che costa molto meno installare un lettore digitale piuttosto che pagare regolarmente una cassiera in carne e ossa. La scelta di puntare al risparmio inserendo i lettori digitali o 'casse automatiche', mediante i quali il cliente fa tutto da solo, ha visto modificarsi anche la professionalità delle cassiere rimaste, che ora svolgono il ruolo di 'controllore' badando che il pagamento automatico funzioni correttamente e che i clienti 'passino' la macchina pos su tutti i codici a barre dei prodotti senza tralasciare di far passare, per errore o per furbizia, proprio il prodotto più costoso. Per questo attorno a ciascuna cassa automatica ci sono tre o quattro ex cassiere che supervisionano le operazioni di pagamento".

E la crisi che investe il Paese in qualche modo stimola questo genere di 'strategia spietata' della gdo...
"La grande distribuzione punta ad ottimizzare i costi. Come effetto principale di tali ottimizzazione, studiando il fenomeno nel modenese, abbiamo riscontrato la riduzione del precariato in questo segmento produttivo ma solo perché le aziende hanno licenziato il personale impiegato a tempo determinato, ad esempio le cassiere assunte per un periodo di sei mesi o durante le feste, sono state definitivamente sostituite dalle casse automatiche. Questo fatto non è stato un 'toccasana' per la crisi occupazionale in atto, perché di fatto ha aumentato il numero dei disoccupati. Per quanto mi risulta questa modalità di comportamento è utilizzata in particolare dagli ipermercati italiani, anche se non da tutti".

Insomma, invece che favorire il mondo del lavoro, l'introduzione della tecnologia lo penalizza?
"Dal punto di vista dell'occupazione nella grande distribuzione si, è così. Il punto fondamentale sul quale insisto è che la gdo non crea occupazione ma al contrario la riduce, proprio per i motivi che stiamo analizzando, ovvero l'introduzione del pagamento automatico e l'uso sempre più diffuso della vaschetta già pronta, con la conseguente scomparsa degli addetti specializzati, siano essi cassiere o banchisti. Quando apre un nuovo ipermercato c'è un trasferimento di 'vendita' ma anche di 'occupati' da un luogo ad un altro ma il saldo è sempre negativo a causa della strategia tipica della grande distribuzione che mira al risparmio in ogni modo possibile e ovviamente il personale in carne e ossa ha un costo importante. Ciò che accade è desolante: ipotizziamo che a causa dell'apertura di un centro di grande distribuzione un piccolo e un medio negozio di generi alimentari siano costretti a chiudere. Delle venti persone precedentemente impiegate in questi negozi solo metà troverà lavoro nel grande centro, perché la grande distribuzione si servirà per lo più delle tecnologie moderne come lettori e casse automatiche che gli faranno risparmiare soldi. E in questo modo l'occupazione diminuisce anziché aumentare".

Sempre riguardo la grande distribuzione alimentare, vi sono altre figure professionali 'in via di estinzione'?
"Certo. In primo luogo la figura del macellaio così come lo abbiamo conosciuto in passato: un operatore qualificato che operava dietro il banco trattando le carni dal loro arrivo fino all'esposizione sui ripiani o nelle apposite vaschette. È una professione che sta scomparendo progressivamente perché sostituita da addetti di macelleria che svolgono semplici operazioni sulla carne perché questa arriva già confezionata dai macelli. O ancora, spostandoci nel settore gastronomia (particolarmente diffuso in Emilia Romagna), il taglio e confezionamento in vaschette dei vari salumi ha ridotto progressivamente il personale addetto al banco". 

Avete cercato di approfondire questo fenomeno, magari portando avanti uno studio o delle statistiche a riguardo?
"No, in verità stiamo portando avanti questa analisi da poco tempo e non abbiamo prodotto nessun tipo di documentazione. Posso però testimoniare che, per quanto concerne il modenese, le ricerche condotte sulla scomparsa di determinate figure lavorative si sono rivelate estremamente preoccupanti. Con questo non voglio dire che non bisogna sfruttare la tecnologia a nostro vantaggio, e che dobbiamo tutti tornare alla matita e alla carta paglia dei vecchi fornai, però occorre usufruire delle innovazioni tecnologiche senza che queste vadano a sostituire personale umano. In questa ottica, la strategia della grande distribuzione è sbagliata proprio perché riduce lavoro anziché crearlo".

Si è parlato molto della cosiddetta 'Manovra di Ferragosto', che dà la possibilità ai commercianti non chiudere mai: come giudica questa possibilità?
"Se passerà la Finanziaria avremo la liberalizzazione degli orari, ovvero la possibilità per gli esercizi commerciali di essere aperti sempre, anche la domenica, e a qualunque orario. Ancora una volta ad avere la meglio sarà la gdo perché sfrutterà a pieno anche questa possibilità senza però che si crei un solo nuovo posto di lavoro. Tutto questo avrà effetti depressivi sull'occupazione, portando alla chiusura di migliaia di imprese piccole e medie, per lo più nei centri storici delle città, senza che al contempo migliori il servizio ai consumatori". 

LINK
- Filcams-Cigl