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Piccoli robot-libellula volanti: il sogno di Leonardo Da Vinci si avvera
Questi micro gioiellini della robotica sono stati presentati a Milano nel corso del 18esimo Congresso mondiale della Federazione Internazionale per il Controllo Automatico (Ifac), conclusosi lo scorso due settembre.
Titolo: Robofly, l'insetto robot ideato all'università di HarvardFonte: Istituto Wyss, Harvard University
Dai tempi di Icaro, il sogno di volare ha accompagnato l'uomo lungo il suo cammino e nel corso della storia umana sono stati numerosi gli scienziati che hanno sperimentato prototipi e tecniche di volo. Un illustre scienziato medievale, il monaco inglese Roger Bacon, nel lontano '200 aveva progettato una macchina con grandi ali che poteva trasportare un uomo a bordo..."Come se si trattasse di un uccello che vola", lasciò scritto il Doctor Mirabilis. Naturalmente però, il caso più famoso sulla sperimentazione di tecniche di volo è quello di Leonardo da Vinci che, come tutti sanno, già 500 anni fa meditava, disegnava, costruiva e poi provava (o meglio faceva provare a terzi) le sue ingegnose 'macchine volanti'.
Ne è passato di tempo dai bozzetti 'avveniristici' di messer Da Vinci, ritraenti macchine provviste di lunghe ali di insetto e pipistrello. E pochi giorni fa, a sorpresa, l'ingegnere aerospaziale americano David B. Doman ha presentato al 18esimo Congresso dell'Ifac il suo esercito di piccoli insetti-robot capaci di volare con ali battenti grazie alle tecniche di Automazione. Le piccole meraviglie della robotica, che seguono nella struttura e nel progetto base l'idea rinascimentale di Leonardo da Vinci, sono stati i protagonisti indiscussi del meeting internazionale organizzato dalla Federazione Internazionale per il Controllio Automatico, per la prima volta svoltosi a Milano e conclusosi lo scorso 2 settembre.
Oltre 2mila 700 scienziati provenienti da ogni parte del mondo si sono riuniti nel capoluogo lombardo per confrontarsi e dialogare sulle ultime novità nel campo dell'automazione. "Grazie a questi piccoli insetti robot si avvera il sogno di Leonardo Da Vinci - ha affermato durante il congresso Alberto Isidori, primo presidente italiano dell'Ifac -. Si tratta del primo esempio concreto di velivolo ad ali battenti capace di muoversi imitando le prestazioni di un elicottero"
Ecco una descrizione della macchina per il volo ideata da Leonardo: "La navicella, munita di ali battenti e timone, è una delle macchine per il volo più fantastiche pensate da Leonardo. I volatori dovevano prender posto all'interno di una navicella fatta a guscio con all'interno i meccanismi (viti e madreviti e manovelle) necessarie a far muovere le due grandi ali a pipistrello. Particolarmente interessante l'ampio piano di coda, forse pensato per regolare la posizione e la direzione della navicella stessa". [Codice Atlantico f. 860]
E dalle ingegnose invenzioni del Rinascimento, grazie alle nuove discipline scientifiche passiamo ai tempi moderni con 'Robofly', la micro macchina fornita di un paio di ali battenti e un motore hi-tech per far volare in totale libertà questa sorta di insetti tecnologici, capaci di muoversi agilmente in ogni direzione come degli elicotteri in miniatura. "Il meccanismo che rende possibile il loro volo è stato ideato dallo stesso David B. Doman - ha sottolineato Isidori - l'ingegnere aerospaziale della US Air Force che ha presentato le mini-macchine al 18esimo congresso mondiale della Ifac".
Sempre dal Codice Atlantico leonardesco, la descrizione di una seconda macchina volante, la struttura della quale è servita da base nella creazione tecnologica dei 'Robofly': "Il disegno appartiene al primo periodo di studi di macchine meccaniche per volare, nelle quali la forza dell'uomo e i meccanismi indicati dovevano permettere alla struttura dell'ala di muoversi con notevole rapidità. In questo esempio l'uomo è in posizione verticale e la forza viene esercitata sulle due staffe che successivamente, per mezzo di corde e di carrucole, la rimandano alla struttura delle ali". [Codice Atlantico f. 749]
"Gli insetti hi-tech - si legge nel comunicato stampa di presentazione dei mini oggetti ad ali battenti - sono alimentati da motori definiti 'piezoelettrici', in grado di trasformare l'energia elettrica in movimento sfruttando le caratteristiche di un cristallo che si deforma sotto una certa tensione elettrica". Ai motori sono collegate le ali battenti che si muovono in modo indipendente ma sincrono, "come fossero bandiere appese ad un'asta". Grazie a loro, i robot possono librarsi in aria e spostarsi in varie direzioni, proprio come fa un elicottero "che però - ricordano gli scienziati - usa molti più motori, tanti quanti sono i tipi di spostamenti che deve attuare. Simili a libellule e ronzanti come calabroni, questi piccoli robot pesano meno di un grammo e hanno un'apertura alare di tre centimetri. Sono stati creati qualche anno fa all'università di Harvard, ma nessuno prima d'ora era riuscito a dare loro una tale maneggevolezza e libertà di movimento. Al momento, però, questi piccoli dispositivi non sono in grado di muoversi in modo autonomo: le batterie e i convertitori necessari ad alimentarli sono infatti ancora troppo grossi e pesanti per poter essere montati al loro interno. 
[Leonardo da Vinci, 'Codice del volo degli uccelli' (1505 -1506)]
Oltre alla presentazione di queste piccole creature artificiali, al 18esimo Congresso mondiale organizzato dalla Federazione Internazionale per il Controllio Automatico sono stati presentati diversi argomenti di attualità: "L'energia, per esempio, - ha affermato Isidori - ha rivestito un ruolo di primo piano. Si è discusso di come creare reti 'intelligenti' per la distribuzione di corrente elettrica generata sia con fonti tradizionali che rinnovabili, ma anche del controllo dell'energia nelle auto ibride, di cui oggi si parla tanto". E riguardo l'Automatica, branca della scienza che tra l'altro ha permesso di far librare in aria i piccoli insetti robot, Isidori ha aggiunto: "Si tratta di una disciplina che attraversa molti settori e che ha prodotto importanti tecnologie come il servosterzo, l'ABS e i piloti automatici d'aereo, ma nonostante questo è ancora definita la 'tecnologia nascosta' perché, pur essendo ovunque, nessuno la nota. Speriamo che questa settimana, ricca anche di eventi culturali per il pubblico, possa far capire la sua importanza". Leonardo da Vinci l'avrebbe capita di sicuro.
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