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Troppa immondizia nello spazio, e la NASA corre ai ripari

Secondo il National Research Council, i detriti a spasso nell'universo sono circa 22mila e mettono a rischio astronavi e satelliti. Per questo gli esperti si interrogano sulle soluzioni di raccolta. Kessler: "Abbiamo perso il controllo dell'ambiente"

» Spazio Emanuele Dorru - 05/09/2011
Fonte: Immagine dal web

La spazzatura spaziale nell'orbita terrestre ha superato il punto di non ritorno. Non solo. I detriti a spasso nell'universo sono talmente tanti da mettere a rischio la sicurezza di astronavi e satelliti di inestimabile valore economico. A sostenerlo è un dossier presentato il 2 settembre scorso dal National Research Council (Nrc) degli Stati Uniti che ha chiesto alla NASA una regolamentazione internazionale nella gestione della spazzatura, formata per lo più da minuscoli frammenti di satelliti e ripetitori, e una maggiore ricerca con sperimentazione di soluzioni al problema.

L'impegno e le speranze di limitare la quantità di spazzatura spaziale in orbita, infatti, ha subito un'importante battuta d'arresto negli ultimi anni dopo una serie di eventi che hanno distribuito nell'universo detriti di vario genere. Era il 2007 quando in seguito a un test missilistico la Cina ha inavvertitamente distrutto un satellite meteorologico in disuso frammentandolo in oltre 150mila pezzi più circa di 1centimetro ciascuno. Due anni più tardi, due satelliti, di cui uno attivo, si sono scontrati orbita, spargendo ovunque i loro pezzi.

"Quei due eventi hanno raddoppiato la quantità di frammenti in orbita, attorno alla Terra ed hanno completamente spazzato via quello che abbiamo fatto negli ultimi 25 anni", ha spiegato Donald Kessler, ex scienziato della Nasa in pensione, ora a capo del comitato di ricerca dell'Nrc che stilato il dossier. Per rendere ancora meglio l'idea della gravità del fenomeno, Kessler ricorda quanto accaduto lo scorso giugno quando detriti sono passati a soli 250 metri dalla Stazione Spaziale Internazionale, costringendo l'equipaggio a rifugiarsi nelle capsule di salvataggio fino al cessato allarme.

Questo perché, come spiegato dal ricercatore, "un detrito metallico grande come un uovo che si muove a una velocità orbitale, ha un'energia cinetica simile a un camion ad alta velocità". È per questo motivo che l'Nrc ha lanciato l'allarme, ribadendo l'assoluta necessità di trovare soluzioni idonee alla gestione del problema perché, a detta di Kessler, "si è perso il controllo dell'ambiente". 

A differenza di quanto si potrebbe pensare, però, data la portata dell'allarme, il National Research Council non propone alcuna soluzione su eventuali metodi di raccolta della spazzatura spaziale, bensì rimanda direttamente a un precedente studio realizzato da un'apposita commissione di ricerca del Pentagono. Il rapporto dell'istituto governativo ha così suggerito una serie di tecnologie da sperimentare, come ad esempio il lancio nello spazio di reti magnetiche o di congegni di raccolta simili ad ombrelloni giganti. Stando a quanto riportato nella ricerca del Pentagono, lo scopo sarebbe quello di bruciare i detriti spingendoli ulteriormente verso la Terra, ma l'idea di trasformare l'atmosfera in un sorta di grande inceneritore non convince molto. Per questo motivo gli istituti di ricerca stanno vagliando ora una serie di progetti da sperimentare il più presto possibile, nella speranza che il moto ondoso dello spazio possa evitare, almeno per un po', un nuovo scontro tra satelliti e detriti.

MATERIALE
- Il dossier sula 'spazzatura spaziale' del National Research Council (Nrc)
- Lo studio commissione di ricerca del Pentagono

LINK
- National Research Council