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Istat: disoccupazione stabile ma la ripresa sperata non c'è
L'occupazione registra variazioni positive e un calo al 27,6% dei giovani senza lavoro, ma il Paese stenta a ripartire. Per il 2011 il Pil è stimato all'1% e l'inflazione torna ai massimi dal 2008.
Fonte: Immagine dal web
Un Paese fermo, quasi incapace di reagire nonostante qualche piccolo segnale positivo. É questo ciò che emerge dai dati provvisori diffusi dall'Istat riguardo il mese di luglio che se, da una parte, evidenziano una lieve stabilità con 2 milioni e 900mila i disoccupati italiani nel mese di luglio e un calo positivo dei giovani senza lavoro sceso al 27,6%, dall'altra confermano uno stallo generale che incide inevitabilmente anche sul Pil, stimato per il 2011 all’1%.
Secondo l'Istat a fronte di un tasso di occupazione che è rimasto stabile al 56,9% per il terzo mese consecutivo, la lieve crescita del numero degli occupati (36mila in più rispetto a giugno e 88mila in più rispetto a luglio 2010) si spiega con la diminuzione dello 0,2% degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-33 mila unità), portando così il tasso di inattività nella fascia di età considerata al 38%. Le variazioni positive riguardano sia la componente maschile, che risulta stabile sia su giugno sia su luglio 2010 al 67,5, sia quella femminile che resta stabile al 46,3% rispetto a giugno mentre aumenta, mentre, come nei due mesi precedenti, il tasso di occupazione si attesta al 56,9%.
INFLAZIONE AI MASSIMI DAL 2008. I dati Istat rilevano che ad agosto l'inflazione ha raggiunto il 2,8% dal 2,7% di luglio, toccando così il valore più alto da ottobre 2008. L'istituto sottolinea, inoltre, che i prezzi al consumo sono cresciuti dello 0,3% rispetto a luglio. Si tratta del dato più alto dall'ottobre del 2008 quando l'inflazione si era attestata al 3,5%, ed è superiore, inoltre, a quello medio dell'Eurozona, stabile rispetto a luglio al 2,5% secondo la stima flash diffusa da Eurostat. L'aumento è dovuto in parte ai beni energetici non regolamentati (+15,5% su anno) e i servizi relativi ai trasporti (+5,7% su anno).
I DATI NEL RESTO NEL RESTO DELL’EUROPA. Il tasso di disoccupazione rimane stabile anche nell'Eurozona. Il resoconto Eurostat sul mese di luglio registra infatti il 10% e il 9,5% nell'Ue a 27, entrambi invariati rispetto al mese precedente. Secondo le stime dell'istituto di statistica dell'Ue, i disoccupati del mese scorso nell'Unione europea erano 22,711 milioni, di cui 15,757 nei 17 paesi della moneta unica, in aumento rispettivamente di 18mila e 61mila rispetto a giugno.
Rispetto all'anno scorso, invece, il numero dei senza lavoro è diminuito di 451mila nell'Ue27 e di 247mila nell'Eurozona. A pesare sono ancora le cifre della Spagna (21,2%), mentre i livelli più bassi si sono registrati in Austria (3,7%) e Paesi Bassi (4,3%). Il tasso di disoccupazione resta particolarmente alto fra i giovani sotto i 25 anni: 20,7% nell'Ue (era il 20,8 in giugno) e 20,5% nell'Eurozona (invariato). Negli Stati Uniti, in luglio i disoccupati erano pari al 9,1% mentre il dato di giugno in Giappone era pari al 4,6%.
Le difficoltà dell'economia reale e un mercato del lavoro praticamente fermo si riscontrano anche in Germania: qui, secondo i dati diffusi dall'Agenzia per l'impiego, il tasso di disoccupazione ad agosto è rimasto stabile al 7%, in linea con le attese degli analisti. Il numero di disoccupati, in dati destagionalizzati, è calato di 8mila unità, contrariamente a quanto stimato dagli esperti che avevano previsto un ribasso di 10mila unità.
L'OCCUPAZIONE GIOVANILE SECONDO COLDIRETTI. Durante questa estate sono stati circa 200mila i giovani che hanno lavorato nei campi in attività di raccolta di frutta e verdura e nella vendemmia. I dato è della Coldiretti che, in concomitanza della pubblicazione dei dati sulla disoccupazione giovanile nel mese di luglio, ha spiegato come "a far crescere la presenza di giovani in campagna" sia stata anche "l'utilizzo dei voucher per la fascia d'età dai 16 ai 25 anni e regolarmente iscritti a un ciclo di studi". Un modo concreto per avvicinarsi al mondo del lavoro in un momento di estrema crisi.
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