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Il nuovo tempio del business? E' il tavolino del bar
Lavorare e fare affari dalla caffetteria sotto casa. Nel resto del mondo industrializzato è una pratica già molto diffusa, in Italia sta lentamente prendendo piede, ma ancora non siamo pronti a 'traslocare' i nostri uffici dentro gli Internet Cafè.
Fonte: Immagine dal web
Tra le novità introdotte lo scorso gennaio dal Decreto Milleproroghe promosso dal ministro Roberto Maroni in ambito di telecomunicazioni, ce n'è una che riguarda la liberalizzazione del Wi-Fi. Da quest'anno, infatti, è possibile collegarsi alla reti pubbliche presenti sul suolo nazionale senza l'obbligo di identificarsi e i gestori di locali pubblici che offrono ai clienti Internet senza fili non devono più chiedere l'autorizzazione in questura.
Questo 'cambio di rotta' rispetto al Decreto Pisanu, che poneva delle limitazioni alla libera diffusione degli Internet Cafè, probabilmente stimolerà anche gli italiani a usufruire di questi luoghi per lavorare, come accade in gran parte dei Paesi industrializzati, soprattutto di area anglosassone. Seppure in Italia parliamo ancora di novità, il lavoro 'fuori ufficio' trova una spinta propulsiva nella crisi economica che, oggi più che mai, costringe tante aziende a ridurre il personale e chiudere le sedi. Anche per motivi puramente economici, dunque, l'internet cafè con la connessione Wi-Fi gratuita potrebbe diventare l'ufficio di domani per molti lavoratori italiani.
Gli internet bar, soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti, sono vere e proprie sedi di lavoro per un sensibile numero di lavoratori autonomi. Secondo il quotidiano britannico 'The Indipendent', attualmente esistono circa 10mila negozi di caffè nel Regno Unito, per un mercato che vale 5 miliardi di sterline, e il loro numero è in crescita. Alcune grandi catene commerciali, come Starbucks o Costa, incoraggiano il lavoro presso i loro internet bar, considerando positivamente l'aumento delle consumazioni e la fidelizzazione dei clienti.
Il luogo del bar non è legato al concetto 'consuma, paga e libera il tavolino appena possibile' vigente nelle tradizionali caffetterie. Lungi dallo scoraggiare le persone che monopolizzano i tavoli per lunghi tratti della giornata, alcuni negozi di caffè le mettono in condizioni di lavorare al meglio, offrendo punti di presa per laptop e dispositivi palmari. In alcuni Internet Cafè non mancano attrezzature per le riunioni, settori speciali per i colloqui e pranzi di lavoro.
"Per essere un efficace ambiente di lavoro, però - puntualizzano gli esperti - l'Internet Cafè deve avere determinate caratteristiche: non deve essere troppo rumoroso, perché risulterebbe poco funzionale, ma neanche troppo tranquillo, per evitare di imbarazzare soggetti sensibili". Dovrebbe avere, in sostanza, un'acustica simile a quella che si avverte nei comuni uffici. "In Italia il fenomeno dell'ufficio al bar non è ancora molto diffuso - ha spiegato a Labitalia Tullio Galli, direttore della Fiepet-Confesercenti - e questo perché da noi c'è un limite posto dalla dimensione dei bar: in media, i locali italiani adibiti a caffetteria sono ampi 70-80 mq, e per realizzare le postazioni internet o installare il Wi-Fi destinato a molte persone ci vuole più spazio".
Attualmente solo il 10 per cento dei bar italiani "mette a disposizione dei propri clienti una connessione internet - continua Galli -. In Italia sono oltre 240mila gli esercizi pubblici (compresi i ristoranti): tra questi oltre 130mila sono caffetterie che danno lavoro a circa 390mila persone". Un potenziale notevole, insomma, a disposizione dei lavoratori autonomi. "Ci sono stati problemi burocratici che hanno ritardato la diffusione di Internet nei locali pubblici - ha ricordato il direttore della Fiepet-Confesercenti -, ma ora sono superati e per noi tutto quello che porta lavoro ed economia all'interno di un esercizio è benvoluto". Una delle criticità ancora presenti nel panorama degli internet bar italiani è la questione dei costi del Wi-Fi: risulta ancora ingente la spesa per navigare fuori casa e ciò rende poco accessibile il servizio, a differenza di quello che accade in altri Paesi europei ed extra europei.
Pur di svolgere un'attività lavorativa o comunque usufruire del servizio offerto dagli Internet Cafè, la piccola percentuale di italiani che già frequenta questi luoghi si è dotata di Internet-key e cellulari adatti alla navigazione mobile, gli smartphone, che consentono la connessione libera, a fronte però di costi non del tutto accessibili. Si spiega anche con queste difficoltà il ritardo culturale italiano riguardo il lavoro 'non formale', soprattutto rispetto ai progressi del resto del mondo industrializzato per il quale fare affari da un internet bar mentre si sorseggia una tazzina di caffè non ha nulla di inusuale.
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