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Occupazione: il 50% delle piccole imprese assume per conoscenza diretta

Secondo quanto dichiarano le imprese interpellate nell'ambito del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro, nel 2010 quasi un'azienda su due ha effettuato un'assunzione a seguito di uno stage o un tirocinio.

» Occupazione Emanuele Dorru - 12/08/2011
Fonte: Immagine dal web

Carta canta....e la conoscenza diretta conta. Presentare un curriculum vitae impeccabile, saper sostenere un buon colloquio e intraprendere un periodo di stage continuano a esssere le tre vie maestre per farsi assumere dalle aziende italiane. A dispetto di certe abitudini consolidate nel nostro Paese, un cv ben impostato e una conversazione convincente al cospetto dei datori di lavoro vale più del suggerimento fornito da conoscenti comuni. Sopra ogni cosa, però, vale la conoscenza e la fiducia tra personale e datore di lavoro che si instaura nel corso di stage e tirocinii. È quanto emerso da un'indagine condotta nell'ambito del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro interpellando le imprese italiane sul sistema assunzioni.

"Nel 2010 - rende noto Unioncamere - quasi un'azienda su due (il 53 per cento delle imprese con meno di 9 dipendenti) ha effettuato un'assunzione per conoscenza diretta del candidato, con una crescita sensibile di questa modalità di individuazione del personale rispetto all'anno precedente, quando ad essa ricorreva il 28,7 per cento delle imprese". Resta la modalità principale di assunzione soprattutto nel Mezzogiorno, dove a usufruirne, sempre lo scorso anno, è stato il 57,1 per cento delle aziende. La seconda modalità di selezione è quella legata alle banche dati aziendali, dove vengono conservati i curriculum dei candidati, questa tipologia rappresenta il canale preferito dalle imprese che superano i 50 dipendenti, che ricorrono a questa modalità di selezione in oltre il 46 per cento dei casi. 

Sempre secondo la ricerca effettuata, a ridursi considerevolmente è la rilevanza della segnalazione da parte di conoscenti e fornitori: se nel 2009 la utilizzava il 21 per cento delle imprese, lo scorso anno a farne ricorso è stato l'11,9 per cento del mondo produttivo. "Calo d'appeal, al contrario - si legge nel comunicato stampa di Unioncamere -  per tutte le modalità che comportano il ricorso a intermediari sia privati, come le società di lavoro interinale (vi si è rivolto il 2,7 per cento delle imprese nel 2010 contro il 5,1 per cento del 2009), le società di selezione e associazioni di categoria (2,9 per cento contro il 5 per cento dell'anno precedente), e Internet, sia istituzionali, quali i centri per l'impiego (2,9 per cento contro 6,3 per cento)". 

Il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, ha espresso parole molto chiare sull'evoluzione del sistema assunzioni: "Il clima economico che stiamo vivendo impone alle imprese grande attenzione nella selezione del personale. In un contesto del genere, il 'fiuto' dell'imprenditore - ha spiegato - e il rapporto di fiducia che può essersi creato tra quest'ultimo e un giovane alla ricerca di lavoro, magari in occasione di uno stage o tirocinio, diventa premiante ai fini di un'assunzione. Ciò non toglie che il sistema delle agenzie e dei servizi, pubblici e privati, per il lavoro vada sostenuto e supportato perché può allargare le opportunità di incontro domanda-offerta". 

"In questa direzione - ha aggiunto Dardanello - si muove una parte delle norme contenute nella manovra finanziaria recentemente approvata, che introduce proprio in tale ambito una maggiore liberalizzazione, semplificando il regime e le procedure per un ingresso più agevole nel mercato dell'intermediazione di soggetti, tra cui le Camere di commercio, che sono espressione dei tessuti produttivi territoriali e sono dunque pienamente consapevoli delle necessità, spesso difficili da soddisfare, che essi manifestano". 

Rispetto al 2009, la maggiornanza delle imprese mostra di essersi rivolta meno alle società di lavoro interinale e ad altri intermediari privati, "che restano comunque un canale di selezione significativo per le aziende di 50-499 dipendenti - rende noto la ricerca -, soprattutto del settore industriale, e attive nel Settentrione, mentre il calo dei centri per l'impiego si spiega in prevalenza con il minor ricorso delle imprese minori (soprattutto del Centro e del Nord-Est) a queste strutture per l'individuazione dei candidati all'assunzione". 

Inoltre, si riduce di quasi quattro punti percentuali il numero delle imprese che hanno utilizzato i quotidiani e la stampa specializzata per selezionare il proprio personale. Una ulteriore conferma del fatto, sottolineato anche dal presidente Unioncamere, che trovare lavoro passa sempre di più attraverso la conquista della fiducia nelle proprie capacità. Le segnalazioni di conoscenti o fornitori dell'azienda, infine, in sensibile calo rispetto allo scorso anno, sono state utilizzate prevalentemente dalla imprese con meno di 9 dipendenti e in maniera pressoché omogenea sul territorio nazionale.