Economia e Lavoro » Economia » Cronaca economica

Nautica: restyling del settore tra innovazione e sostenibilità

Il periodo che stiamo attraversando non è dei più rosei e a risentirne è anche il comparto del lusso. Per l'Unione Nazionale Cantieri, Industrie Nautiche e Affini la risposta più efficace alla crisi economica arriva dalla tecnologia Wsmc.

» Cronaca economica Aura De Luca - 09/08/2011

Il perdurare della crisi economica italiana e internazionale continua a farsi sentire in maniera più o meno pesante in tutti i comparti industriali del Belpaese, compreso il settore nautico: "La ripresa è avviata - ha spiegato Francesco Albertoni, presidente dell'Unione nazionale dei Cantieri e delle Industrie Nautiche e Affini (Ucina) all'agenzia di stampa Adnkronos - ma sembra riguardare principalmente le grandi aziende che hanno consolidato la propria posizione all'estero. Registriamo una crescita dell'export, mentre cala il valore del mercato nazionale".

Il settore mostra comunque dei dati incoraggianti e sta lentamente uscendo dal difficile biennio 2008-2010 "che ha generato una contrazione del fatturato globale di circa il 45 per cento". Nel complesso, il comparto nautico punta al rilancio e lo fa attraverso la duplice chiave della sostenibilità e dell'innovazione tecnologica, continuando a sperimentare nuove soluzioni a 360 gradi.

Secondo stime dell'Ucina, il comparto vale oggi poco più di 3,4 miliardi di euro contro i circa 6,2 miliardi di euro del 2008. Lo sviluppo dell'export, anche sui mercati emergenti, è certamente "un aspetto positivo, ma si tratta di mercati ad esclusiva delle aziende più grandi - ha aggiunto il presidente Albertoni -. Le piccole e medie imprese, invece, hanno difficoltà e rappresentano l'80 per cento dei nostri associati. Le richieste del settore sono state soddisfatte dal decreto sviluppo, ma serve una maggiore chiarezza sulla normativa fiscale". 



CONSUMATORI PIÙ ATTENTI. Questo tipo di industria riguarda un settore di nicchia e di lusso, e in tempi di crisi i consumatori, anche i più facoltosi, rivolgono un'attenzione doppia verso spese e investimenti: "Il settore della nautica da diporto non è di primaria necessità e oggi bisogna fare bene i conti - continua Albertoni -. Purtroppo, a venire meno sono proprio gli investimenti nel tempo libero. Nel frattempo il settore continua a innovarsi rivolgendo particolare attenzione alla sostenibilità. Anche perché stanno cambiando le esigenze degli utenti che, da qualche anno, iniziano a fare attenzione non solo alle prestazioni dell'imbarcazione, ma anche ai consumi di carburante. In questo senso i cantieri stanno facendo importanti investimenti". Come spiega il presidente di Ucina, si tratta di "traguardi concreti" in attesa di ammirare tutte le novità del settore, come le imbarcazioni ibride, che saranno presentate al Salone Nautico Internazionale di Genova. 

LE IMBARCAZIONI 'SOSTENIBILI'. L'Ucina ha presentato un progetto sulla dismissione sostenibile di imbarcazioni e stampi a fine vita. La svolta sostenibile è tutta racchiusa nella sigla Wsmc, ovvero 'Waste Sheet Moulding Compound', un nuovo tipo di tecnologia sperimentata e brevettata da alcuni ricercatori all'interno dell'Ictp/Cnr di Pozzuoli. Tale processo si fonda sul riutilizzo di prodotti di scarto di vario genere che, attraverso una trasformazione fisico-chimica, permetteranno di realizzare dei tecnocompositi. Il riciclo si basa sulla fluidificazione degli imballaggi in polistirolo attualmente difficilmente riciclabili. All'interno della massa fluida può essere inserita la sabbia ricavata dalla trasformazione degli elementi in vetroresina. Il materiale che si otterrà servirà a realizzare nuovi prodotti ad alta resistenza: pavimenti, piani per le cucine e addirittura parti strutturali da impiegare nell'industria automobilistica o aereonautica.