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Calabria: gli 'Splendori di Umbriatico tra Bisanzio e Roma'

Sabato 6 agosto si inaugura la nuova biblioteca nel comune in provincia di Crotone. All'interno delle sale sarà allestita una mostra permanente che, attraverso pannelli esplicativi, illustrerà ai cittadini le bellezze artistiche del territorio.

» Cronaca Arte Redazione/TB - 02/08/2011
Titolo: Fibula 'a scatoletta' con lamina aurea circolare raffigurante l'Adorazione dei Magi (VII sec.)
Fonte: Sette Soli s.a.s.

Il prossimo sabato, in occasione dell'inaugurazione della nuova biblioteca ad Umbriatico, in provincia di Crotone, sarà organizzata una videoproiezione che presenterà la mostra dal titolo 'Splendori di Umbriatico tra Bisanzio e Roma', durante la quale saranno presentati i cartelloni informativi che d'ora in avanti troveranno posto in una delle sale della biblioteca come mostra permanente. Attraverso testo e immagini, questi pannelli descriveranno ai cittadini calabresi e ai turisti di passaggio le meraviglie racchiuse nel territorio del Crotonese, ricco di storia e fascino, putroppo mai valorizzato a dovere.

"Questa iniziativa è destinata a diventare dotazione permanente della biblioteca comunale - spiega la dott.ssa Margherita Corrado, archeologa e storica locale - ed è organizzato in forma di pannelli  da appendere alle pareti contenenti testo e immagini. Le immagini si riferiscono a monumenti e più spesso a singoli manufatti che sono già 'in mostra', nel senso che si trovano collocati, in gran parte, all'interno della ex cattedrale di Umbriatico o in altre chiese di epoca tardo-bizantina e/o normanna del territorio che faceva capo alla provincia ecclesiastica di Santa Severina". 

Mattone pieno con iscrizione incisa a crudo che riferisce la costruzione della ex cattedrale di Umbriatico  al vescovo Teodoro."La mostra, curata dalla società di servizi culturali Sette Soli S.a.s. - si legge nella presentazione dell'evento - sarà arricchita da una brochure voluta dall'amministrazione per offrire ai visitatori occasionali e ai residenti un quadro sintetico ma corretto della storia del paese e del suo gioiello più straordinario e per certi aspetti enigmatico: la cattedrale. Accantonate le fantasie dell'antiquaria locale, infatti, la mostra e la brochure - i cui testi sono della dott.ssa Margherita Corrado, che commenterà la proiezione - delineano i precedenti immediati e mettono in risalto le peculiarità della fondazione bizantina di Euria-Umbriatico e della sua diocesi, suffraganea della metropoli di Santa Severina fin dall'istituzione (insieme a Cerenzia, Isola e Belcastro), quindi si soffermano sulle trasformazioni che il complesso ecclesiastico ha conosciuto nel tempo ad opera dei vescovi succedutisi dal decimo al diciannovesimo secolo".

"Splendori di Umbriatico tra Bisanzio e Roma" è un tentativo di sintetizzare e rendere disponibili anche a un pubblico non specialista i risultati di ricerche recenti, in parte ancora inedite, sulle origini dell'abitato di Umbriatico, della diocesi e della cattedrale. Nella biblioteca, insomma, "non troveranno posto vetrine allestite appositamente - aggiunge la dottoressa Corrado -, stiamo cercando di sensibilizzare e promuovere un modo nuovo, più attento e consapevole, di vedere cose che da sempre o comunque da tempo sono sotto gli occhi dei residenti e dei (pochi) visitatori di questo paesetto suggestivo ma davvero isolato nel territorio dell'alto Crotonese".

LE MERAVIGLIE DEL CROTONESE. Il contenuto degli undici panelli narra l'antica storia del luogo e i manufatti lasciati dalle popolazioni che nei secoli hanno abitato questo territorio. "Si parte dalla figura del patrono, san Donato, che nel quarto secolo fu vescovo di Euria, nell'Epirus Vetus (Grecia nord-occidentale) - rende noto la società Sette Soli, organizzatrice dell'evento -  I suoi resti, secondo una 'Vita' in greco composta senz'altro in Italia meridionale in pieno Medio Evo, sarebbero stati trasferiti nella nuova Euria - oggi Umbriatico - quando la pressione dei barbari costrinse il presule, con il clero e gli abitanti della diocesi, a trasferirsi nell'attuale Calabria. In realtà, la traslazione avvenne alla fine del sesto secolo, sotto la pressione degli Avaro-Slavi, ma alla volta dell'isola di Corfù. Solo ai primi del tredicesimo secolo le reliquie furono trasportate dai Veneziani nell'isola di Murano, dove tuttora si conservano insieme ai presunti resti del drago ucciso da Donato con il solo segno della croce". 

Stemma del vescovo Loyero conservato nella ex cattedrale di Umbriatico
[Stemma del vescovo Loyero conservato nella ex cattedrale di Umbriatico]

LA CALABRIA TRA ORIENTE E OCCIDENTE. La spiegazione a posteriori del culto tributato al santo vescovo in Umbriatico offerta dalla 'Vita' "è probabilmente la spia del contributo dato da reduci di origine illirica al ripopolamento del piccolo abitato anonimo che sul finire del nono secolo - si legge nel comunicato -, con la nascita della seconda provincia ecclesiastica calabrese (Santa Severina), fu innalzato al rango di diocesi e prese il nome di Euria: lo stesso della diocesi epirota da cui, tre secoli prima, erano partiti i profughi rifugiati a Corfù e che all'epoca era ormai prossima a scomparire. L'analisi di alcuni manufatti provenienti da tombe di settimo secolo dell'Alto Crotonese (Cirò, Cerenzia, Umbriatico) dimostra, però, tangibilmente, che lo stanziamento di reduci illirici della ‘riconquista’ bizantina della Calabria a fine nono secolo fu il culmine di un processo di avvicinamento culturale tra le due sponde dell'Adriatico cominciato ben prima di quanto comunemente si creda, e ripreso a distanza di tempo con le massicce migrazioni del quindicesimo secolo in direzione della nostra regione".

busto-reliquaiario settecentesco raffigurante san Donato, in argento con dorature.SANTI CAVALIERI CHE TRAFIGGONO DRAGHI. "Anche il patrono di Cerenzia, altra suffraganea di Santa Severina fin dalla prima ora, è un santo di origine orientale: Teodoro di Amasea (in Turchia), i cui resti furono anch'essi traslati in Italia, a Brindisi, all'inizio del tredicesimo secolo. Dalla Calabria, forse da Petilia Policastro (Kr), proviene la più antica immagine che lo ritrae in veste di cavaliere intento a trafiggere un serpente/drago, miracolo attribuito a posteriori a molti santi, di estrazione militare e no, ma che appartenne fra i primi proprio a san Donato. Un approfondimento sull'iconografia medievale del drago prelude a quello sui santi rappresentati a cavallo nell'atto di uccidere il mostruoso animale, con ampio risalto dato alla figura di san Giorgio: il cavaliere sauroctono per antonomasia, e alla diffusione del loro culto in territorio calabrese".

UMBRIATICO: LA BELLEZZA DELLA CATTEDRALE E L'ARALDICA LOCALE. Quattro pannelli, si legge nella presentazione, si concentrano sul tema della cattedrale di Umbriatico, "affrontandone aspetti diversi. Il primo la confronta con le chiese di pari grado di Santa Severina e delle altre diocesi dipendenti, mentre il secondo dà conto dei laterizi con iscrizioni (incise o impresse a stampo), sia di epoca romana, ovviamente reimpiegati, sia di epoca medievale, messi in opera nell'edificio. Il terzo smentisce le fantasie della tradizione antiquaria che affermano l'origine pre-greca e la continuità di vita del paese, pretendendo inoltre di riconoscere nella cripta un tempio pagano. L'ultimo pannello, scritto da Maurizio Carlo Alberto Gorra, araldista di fama nazionale, spiega invece il senso generale degli stemmi in uso dal Medioevo per poi soffermarsi su quelli dei vescovi e dei feudatari di Umbriatico conservati nella ex cattedrale".