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'Quando i romani andavano in America'...prima di Colombo

Sabato 9 luglio, presso l'Hotel La Pace a Segni (Roma), sarà presentato il volume del giornalista di Radio Rai, Elio Cadelo, che analizza i viaggi compiuti da diversi popoli verso il Nuovo Continente secoli prima del grande navigatore genovese.

» Cronaca Libri Redazione - 08/07/2011
Fonte: Immagine dal web

L'America è stata scoperta ufficialmente da Cristoforo Colombo nel 1492, ma nei secoli sono stati frequenti i viaggi in direzione del Nuovo Mondo, "antiche civiltà marinare - si legge nel comunicato stampa di presentazione al libro di Elio Cadelo, 'Quando i romani andavano in America' -  tra cui quella romana, erano già sbarcate nelle Americhe lasciando numerose tracce come monete, statuette, tombe ed anche una nave".  Il volume sarà presentato a Segni, in provincia di Roma, il prossimo 9 luglio presso l'Hotel La Pace. Curatore dell'evento è il direttore del Museo Archeologico di Segni, Francesco Maria Cifarelli. I partecipanti alla presentazione avranno la possibilità di prendere parte a una visita guidata al tempio di Giunone Moneta e alle mura dell'acropoli.

Il racconto degli spostamenti avvenuti molti secoli prima della traversata di Cristoforo Colombo è al centro del saggio del giornalista di Radio Rai per il clima e l'ambiente, che illustra la cultura scientifica e le basi teoriche in possesso del mondo antico, in particolare per quanto riguarda la matematica, l'astronomia e la geografia, e dimostra come i Romani conoscessero la scienza nautica e avessero anche navi adatte per attraversare l'oceano Atlantico.

ROMANI GRANDI NAVIGATORI. "A est commerciavano con l'India, la Cina e l'Indonesia - è spiegato nel libro - le loro esplorazioni raggiunsero e superarono la Nuova Zelanda; navigarono lungo le coste atlantiche dell'Europa fino alle Orcadi, l'Islanda ed oltre. In Africa sono state trovate tracce della presenza romana nello Zimbabwe e lungo le coste orientali. Questo è quanto ci dice la vulgata, ma in età imperiale i marinai romani raggiunsero anche l'America, che i geografi del tempo ritenevano essere la 'terza India'. Equivoco che rimarrà anche dopo la scoperta di Colombo".

AL DI LÀ DELLE COLONNE D'ERCOLE. Plutarco scrive che "a cinque giorni di navigazione dalla Britannia, verso occidente, ci sono isole e dietro di loro un continente", mentre Plinio nota "che tutto l'Occidente al di fuori delle Colonne d'Ercole è ormai osservato ed esplorato". I ritrovamenti archeologici e molti passi della letteratura latina parlano di nuove terre o isole a ovest e provano che i Romani conoscevano bene cosa ci fosse al di là di quello che si credeva essere il confine ultimo del mondo. "Ma anche piante come il mais o l'ananas - si legge nel volume di Cadelo -, la cui diffusione in Europa è fatta risalire alla scoperta dell'America, in realtà, come è ampiamente descritto nel volume, erano presenti nel Mediterraneo già in epoca romana".

TANTE CIVILTÀ ALLA SCOPERTA DELL'AMERICA. Nel volume vengono esaminate anche diverse culture che con il mare ebbero un rapporto importante, "come quella babilonese, all'origine del calendario e del concetto di latitudine e longitudine - scrive l'autore - quella indiana, che nell'antichità sviluppa eccezionali strutture portuali ed estese i suoi commerci in tutto l'oceano Indiano, e quella polinesiana, che fece della navigazione la base della propria organizzazione sociale: tutte elaborarono in maniera molto simile la scienza della navigazione". È importante notare che i Romani non furono gli unici a giungere nel Nuovo Continente prima di Colombo: la genetica ha fornito prove della presenza in America dei Polinesiani, l'archeologia e la letteratura della presenza cinese ed indiana, e parliamo di almeno duemila anni fa.

ROTTE COMMERCIALI SEGRETE. Ci si potrebbe domandare come mai, in tanti secoli, nessuno abbia mai parlato di questi viaggi nei territori americani. "Le rotte commerciali - spiega Elio Cadelo - erano segretissime e le mappe non venivano diffuse, avendo un enorme valore economico per i loro proprietari che potevano così avere l'esclusiva per le importazioni di prodotti provenienti da terre sconosciute". E come scrive nella prefazione l'astrofisico Giovanni F. Bignami, c'è il paradosso di Cristoforo Colombo: "L'importante, per avere il merito di una grande scoperta, è essere l'ultimo a farla, non il primo".

INFORMAZIONI
Titolo:
Presentazione del libro 'Quando i Romani andavano in America'
Quando: sabato 9 luglio 2011
Dove: Comune di Segni, Hotel la Pace, via dei Cappuccini 9, ore 21.30
A cura di: Francesco Maria Cifarelli 

SCHEDA
Titolo:
'Quando i Romani andavano in America'
Autore: Elio Cadelo
Editore: Palombi
Pagine: 220
Prezzo: 15 euro