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Estate cinematografica e musica DOC: 'When you're strange', omaggio ai Doors
La leggenda intramontabile della band in un documentario che arriva in Italia per celebrare i 40 anni dalla scomparsa della sua icona, Jim Morrison.
Titolo: The DoorsFonte: Studio Universal
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Jim Morrison è una figura che non ha bisogno, anzi non tollera, presentazioni. Il leader e voce dei Doors si è trasfigurato in un mito fuori dallo spazio e dal tempo, che resiste alla smaterializzazione della musica, sopravvive agli Ipod e perdura nelle generazioni campeggiando ancora oggi su poster e bandiere sparse in tutto il mondo, dai negozi underground di Londra e Caranby Street, alla camera di un qualunque adolescente affetto dalla nostalgia per un tempo e un rock che non ha vissuto, e può solo immaginare attraverso le casse di uno stereo o di un computer.
Il gruppo, fondato da Morrison e dal tastierista Ray Manzarek, nacque nella Los Angeles del 1965, respirando i primi germi di quel sound e di quella controcultura che avrebbero accompagnato la contestazione di fine decennio. Un'epoca ineguagliabile, che vide la nascita delle maggiori leggende della musica contemporanea, compresi Beatles e Rolling Stones, e concerti destinati a passare alla Storia come quello di Woodstock e dell'isola di Wight. In questo contesto già così affollato di immortalità, i Doors irruppero con hit orecchiabili e di enorme successo, come 'Light my fire', ma anche con la loro musica onirica, con testi la cui lirica e il cui simbolismo si avvicinavano in maniera sublime alla poesia. Irruppero in un'America benpensante e ancora conservatrice che, impaurita dalle prime scosse sismiche delle rivendicazioni etniche e sociali, non seppe fare di meglio se non aizzarsi contro gli artisti impossibili da allineare, la psichedelia di Morrison in primis.
Così, processato, bandito e provato anche dagli eccessi di alcol e droga, il 3 luglio del 1971 a Parigi si spense anche lui, dopo la morte di altri due miti del calibro di Janis Joplin e Jimi Hendrix. Ma la sua inaccettabile fine non fece che amplificare l'idolatria dei fan già stregati dalla sua sensualità spudorata e dalla sua voce ribelle, anti-accademica e suadente, facendolo entrare subito nell'Olimpo assoluto del rock. Ed è proprio in occasione del quarantesimo anniversario della morte del frontman della band che è arrivato anche in Italia il primo film documentario sulla storia dei Doors, 'When you're strange', diretto dal regista e sceneggiatore Tom DiCillo.
Doppiato nella versione originale da Johnny Depp e in quella italiana dal cantante Morgan, il film ha visto un primo passaggio nelle sale a partire dal 21 giugno, mentre presto sarà in uscita per Feltrinelli in versione libro+DVD e sul piccolo schermo grazie alla serata dedicata a Morrison da Studio Universal, la TV del cinema parte dell'offerta Premium Gallery sul digitale terrestre.
Certo, non è facile raccontare una leggenda di tali proporzioni, ma l'omaggio parte bene sin dalla scelta del titolo: una delle canzoni forse più rappresentative della battaglia ideale dei Doors contro una certa mentalità chiusa, impermeabile e nei confronti della diversità così come nei confronti del genio indomito. La presenza di Morgan per fortuna è discreta e non tenta di rubare la scena al protagonista, anche perché sarebbe impensabile scalzare dai riflettori un mostro come Morrison, di cui è difficile ancora oggi, dopo tanti anni, reggere lo sguardo intenso e beffardo.
Anzi, è proprio nella sua intatta capacità ipnotica che risiede la forza di un documentario assemblato soprattutto su materiali di repertorio, di cui possono godere tanto i fan quanto i non ancora adepti al culto della band. Non si può invece dire proprio lo stesso del testo letto dalla voce fuori campo, che racconta in maniera un po' troppo semplificata una storia non sintetizzabile in qualche fattarello di cronaca scandalistica, poiché legata a doppio filo allo spirito di un'epoca ancora oggi fondamentale per la musica e per la cultura in generale. Per fortuna basta mezza nota dei Doors e un solo gesto di Morrison per sovrastare mille discorsi, così anche in 'When you're strange' a parlare è sempre la cosa più importante di tutte: la musica.
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