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Randagismo: Lombardia, 6mln per prevenire il fenomeno, ma i fondi sono bloccati
L'annuncio arriva a quattro anni dall'approvazione della legge regionale, ma lo stanziamento non č accessibile a causa dei ritardi nella predisposizione dei bandi. La Lav denuncia: "Ad oggi non č ancora stato speso un solo euro".
Titolo: Foto di 'asafantman'Fonte: Flickr Common License
"A quattro anni di distanza dall'approvazione della legge regionale 'randagismo' e dopo vent'anni dalla legge quadro 281, i cani reclusi nei canili della Lombardia dovranno passare un'altra estate senza potere beneficiare di quegli interventi strutturali che potrebbero migliorare le loro condizioni di benessere in luoghi che dovrebbero costituire solo momenti di passaggio e non di prigionia a vita".
È il commento del coordinatore della Lav Lombardia, Simone Pavesi, sullo stanziamento dei fondi previsti dal Piano Triennale 'Randagismo' approvato il 20 dicembre 2010 dalla Regione. L'accesso ai 6 milioni di euro, infatti, è attualmente bloccato a causa di un ritardo nella predisposizione dei bandi necessari e, prima ancora, nel completamento del quadro normativo e di programmazione. Attualmente, infatti, l'unico bando predisposto dalla Giunta regionale (anch'esso adottato con sei mesi di ritardo rispetto l'approvazione del Piano Triennale) risulta essere quello per il finanziamento di 3 milioni 250mila euro destinati a progetti di risanamento e costruzione di canili pubblici, per la gestione del quale la Regione ha "inspiegabilmente delegato – fa sapere la Lav - l'Asl di Milano che avrà altri due mesi di tempo per pubblicarlo".
Ritardi amministrativi che hanno alimentato la richiesta di chiarimento del Consiglio regionale tradotta in due nuove interrogazioni a firma dei consiglieri di Partito Democratico e Italia dei Valori per chiedere alla Regione Lombardia il motivo per il quale non è in grado di gestire un proprio bando e debba demandare questa attività all'Asl di Milano; chi, tra Regione e Asl, ha la responsabilità di valutare i progetti che saranno presentati per accedere ai fondi "canili" considerando che nella Commissione di valutazione del bando affidato alla ASL di Milano, su 5 componenti 3 sono delle ASL; e da ultimo, entro quando la Giunta prevede di utilizzare i fondi già stanziati per il finanziamento del Piano Triennale e se pensa di demandare anche questi bandi a soggetti esterni all'amministrazione regionale.
"Se da una parte - dice spiegato Pavesi - il Legislatore regionale ha saputo approcciare la problematica della prevenzione del randagismo con importanti strumenti quali la Consulta Randagismo e una clausola valutativa (a garanzia di una reale verifica del livello di corrispondenza tra le modalità di intervento e gli obiettivi della legge), dall'altra parte la Giunta rischia di inficiare il tutto con inspiegabili ritardi". "Ad oggi - lamenta il coordinatore della LAV - non è ancora stato speso un solo euro. Auspichiamo che la Regione riesca ad accelerare quanto prima l'utilizzo dei fondi del Piano Triennale Randagismo".
LEGGE QUADRO E CONSULTA REGIONALE 'RANDAGISMO'
Dal 1991 la Legge Quadro n.281 sul randagismo ha stanziato annualmente alle Regioni fondi destinati alla prevenzione della proliferazione di cani (e gatti) e alla costruzione e risanamento di canili pubblici. Tuttavia la Regione Lombardia, non avendo mai dato attuazione alla normativa statale con una propria legge regionale ha accumulato fondi sino a costituire un "tesoretto".
La svolta si è avuta nel 2006 con l’approvazione della legge regionale n.16 "Lotta al randagismo e tutela degli animali d'affezione" (poi abrogata e trasposta nel Testo Unico delle Leggi Regionali in materia di sanità, legge regionale 33/2009) con la quale la Regione ha previsto l'adozione di un successivo Regolamento attuativo, finalizzato alla determinazione dei requisiti minimi strutturali e gestionali dei rifugi per animali, istituendo la Consulta Regionale "Randagismo" quale supporto tecnico della Giunta.
La Consulta Regionale, il cui compito è quello di collaborare con la Giunta Regionale per la definizione del Piano Triennale d'intervento (e quindi decidere dove e come utilizzare i fondi disponibili), è stata istituita il 21 dicembre 2007 (con oltre un anno di ritardo) e convocata in prima seduta solo 7 mesi dopo (il 22 luglio 2008).
Il Regolamento attuativo per la regolamentazione degli standard dei canili, è stato approvato solo nel maggio del 2008 (con quasi 2 anni di ritardo rispetto alla scadenza di 90 giorni che lo stesso legislatore regionale aveva indicato alla propria Giunta con la l.r.16/2006).
Il Piano Triennale d'intervento, ossia gli ambiti (e relativi finanziamenti) su cui intervenire al fine di prevenire il fenomeno del randagismo canino e felino e porre in essere una serie di politiche per migliorare la convivenza con gli animali, ovvero promuovere una cultura che riconosca i diritti degli animali, è stato ultimato e approvato dalla Consulta Regionale 'Randagismo' il 17 novembre 2009. Tuttavia, per completare l'iter di approvazione era necessario un passaggio in Giunta e in Commissione Sanità del Consiglio Regionale. Se la Giunta lo ha approvato il 27 gennaio 2010, la Commissione Sanità non è stata in grado di esaminarlo prima della scadenza della legislatura, pur avendolo posto all'ordine del giorno di ben tre sedute.
[* In evidenza, gli unici ambiti di intervento per i quali ad oggi la Regione ha predisposto uno specifico bando per la presentazione di progetti e relativo accesso ai fondi]
MATERIALI
- Documento Piano Regionale Triennale (pdf)
- Piano Regionale Triennale dei finanziamenti (pdf)
- Legge Quadro n.281/1991 sul randagismo
- Legge regionale n.16/2006 'Lotta al randagismo e tutela degli animali d'affezione' (pdf)
- Legge regionale 33/2009 (pdf)
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