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Carcere e droga: ingressi in calo o in crescita?

Il Libro Bianco delle associazioni e la Relazione annuale al Parlamento. Numeri a confronto. Bernardini (Radicali): "Nelle celle il 30% sono tossicodipendenti. Mancano le comunità sul territorio. Serve una riforma: cancelliamo la Fini-Giovanardi"

» Carcere Paola Alagia - 28/06/2011
Fonte: Immagine dal web

Da una parte il 'Libro Bianco sugli effetti della legge Fini-Giovanardi', curato da Antigone, Forum droghe, Cnca e Società della ragione e dall'altra la relazione annuale 2011 al Parlamento sull'uso di sostanze stupefacenti. Presentate a distanza di 24 ore, la prima al Senato e la seconda proprio oggi a Palazzo Chigi, offrono, come era prevedibile, ciascuna un proprio bilancio. A cinque anni dall'approvazione della normativa che ha inasprito le pene relative alle condotte di produzione, traffico, detenzione e uso di sostanze stupefacenti e ha abolito ogni distinzione tra le cosiddette droghe leggere, come la cannabis, e droghe pesanti, tipo eroina o cocaina, insomma c'è un rapporto più pessimista e un altro più ottimista.

E così, secondo la Relazione al Parlamento, presentata dal sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi, gli ingressi in carcere di persone con problemi di droga tra il 2009 e il 2010 sono calati del 4.7 per cento. Non solo, ma è diminuita anche la percentuale di coloro che assumono sostanze occasionalmente o abitualmente sul totale degli ingressi negli istituti penitenziari: tale soglia è scesa dal 29 per cento del 2009 al 28.

Proprio su quest'ultimo dato, il Libro Bianco fornisce percentuali diverse: sulla totalità degli ingressi anche le associazioni segnalano un calo percentuale tra il 2009 e il 2010 (dal 31,7 al 31). Il rapporto, però, passa in rassegna un arco temporale più ampio che parte dal 2006. Ed è rispetto a cinque anni fa (28 per cento di persone in carcere ) che il bilancio cambia prospettiva e fa dire alle associazioni che il tasso di ingressi in violazione della legge antidroga è aumentato. Per quanto, poi, il numero assoluto sia diminuito (nel 2008 28.782, nel 2009 27.980 e nel 2010 26.096).

Dal bilancio tracciato da Antigone, Forum droghe, Cnca e Società della ragione, inoltre, emerge la crescita delle segnalazioni all’autorità giudiziaria: "Nel 2006 il numero delle denunce è stato di 33.056, nel 2008 di 35.097 – ha registrato il rapporto – mentre  nel 2009 di 36.277 e nel 2010 di 39.053".  In particolare, sono le violazioni all'articolo 73 della legge (che riguarda, appunto, le condotte di acquisto, detenzione, importazione ed esportazione  di sostanze stupefacenti) che hanno totalizzato più denunce, dalle 28.250 del 2004 alle 34.970 del 2010, e più condanne (erano 21.454 nel 2004 e sono diventate 32.537nel 2009). Mancano all'appello i processi pendenti. Anche su questo fronte torna utile consultare il Libro Bianco: 154.546 nel primo semestre del 2006, 180.610 nel secondo del 2008 e 177.567 negli ultimi sei mesi del 2009.

Una cosa è certa: i tossicodipendenti contribuiscono non poco ad affollare le carceri italiane. "Al di là di queste cifre, la percentuale di persone con problemi di droga negli istituti di pena del Paese si aggira tra il 25 e il 30 per cento". Parola di Rita Bernardini. La deputata dei Radicali è da sempre impegnata sulle condizioni dei detenuti ed è, come dice lei stessa, una "che le carceri italiane le gira davvero".

"In queste percentuali, inoltre - continua Bernardini – non rientrano tutti coloro che ormai non dichiarano più il loro stato di tossicodipendenza dal momento che la normativa attuale non li incentiva con la possibilità di misure alternative". Dai dati illustrati da Giovanardi viene fuori un altro aspetto importante: mentre diminuiscono le persone che hanno bisogno di trattamento per la dipendenza da droga, aumentano le richieste di cura ai Sert.

Secondo la Relazione 2011, infatti, le persone in trattamento presso i servizi pubblici per le tossicodipendenze nel 2010 sono state 176.430, mentre la domanda è in aumento: i soggetti che hanno chiesto per la prima volta di curarsi sono stati 35.597 nel 2010, il 4,7 per cento in più rispetto al 2009. "Che queste richieste ai Sert siano in crescita è un dato credibile. Non a caso, uno dei problemi più frequenti per i detenuti con tossicodipendenza – spiega la parlamentare dei Radicali – è proprio l'assenza di comunità sul territorio in grado di ospitarli. Sono tante le persone in attesa che si liberi un posto in tali strutture, mentre sono ancora parecchie le difficoltà di trasferire un detenuto in comunità che magari sorgono in un'altra regione rispetto alla sede del carcere".

Nannimagazine.it ha chiesto, infine, alla deputata radicale un suo personale bilancio sulla legge del 2006 anche alla luce di un'altra questione evidenziata nel Libro Bianco, ossia un calo del 10 per cento dei sequestri di droga, a fronte dell'inasprimento punitivo previsto nella normativa. "Rispondo con uno slogan: 'La mafia ringrazia'. Nel senso che mentre il governo fa proclami – spiega Bernardini – i cittadini sanno bene che la criminalità organizzata investe in economia legale i proventi del traffico di droga". L'esecutivo, però, tra spot e siti istituzionali antidroga, le sue campagne le porta avanti, non le pare? "Non so quanto, soprattutto i più giovani, possano sentirsi invogliati da tali campagne e quanti di loro, poi, effettivamente, frequentino i siti istituzionali per trovare soluzioni ai problemi di droga. Una cosa è certa - conclude -  non è soltanto da qui che possono arrivare delle risposte. Servono interventi d'insieme. Occorre una riforma, a cominciare dalla cancellazione della Fini- Giovanardi".