Cronaca » Italia » Cronaca Italia
Torino-Lione, i No-Tav sconfitti al primo round
In Val di Susa dopo gli scontri con la polizia, i manifestanti abbandonano il presidio alla Maddalena. Parte l'allestimento del cantiere. Il leader del movimento: "Non abbiamo perso la guerra". Matteoli: "Lo Stato non può arrendersi".
Titolo: Foto di Bandini's. on. fireFonte: Flickr Common License
Contenuti correlati
La Torino- Lione non solo s'ha da fare, ma s'ha da fare ora. Ci sono gli accordi del governo italiano con l'Ue e la Francia, che vanno onorati, ma soprattutto ci sono i fondi Cipe per il cantiere del tunnel a Chiomone (in provincia di Torino), che devono essere impiegati.
La dead-line per l'inizio dell'opera è stata definita da tempo: 30 giugno, altrimenti i 143 milioni già stanziati saranno a rischio. E, così, da ieri in Val di Susa è ricominciata la battaglia tra i comitati No-Tav e l'esecutivo. I primi, che da mesi presidiano l'area della Maddalena (dove dovrebbe sorgere il cantiere), determinati a bloccare un'impresa 'inutile', il secondo che ha messo in campo le forze dell'ordine a difesa della società incaricata di aprire i lavori.
Se la giornata di ieri è stata quella del think-tank di posizioni contrapposte, oggi alle parole sono seguiti i fatti. Le ragioni del no sono echeggiate, in serata, in una lunga fiaccolata dalla stazione ferroviaria di Chiomonte fino al presidio della Maddalena. Accanto ad alcuni sindaci della Valle e vari amministratori locali, c'erano anziani, bambini e intere famiglie che hanno ribadito la loro contrarietà all'alta velocità. Dal governo, invece, si è levata la voce del ministro dell'Interno. Roberto Maroni è stato categorico: "Il cantiere si apre entro il 30, e l'opera si fa, se no diciamo addio alle centinaia di milioni del contributo Ue ma soprattutto ai collegamenti con l'Europa, e quindi diciamo addio al futuro. Chi si oppone – ha aggiunto il responsabile del Viminale – non credo riuscirà a fermarlo".
I primi momenti di gioco di una partita che si preannuncia lunga e non facile sembrano dargli ragione: dopo più di quattro ore di battaglia, iniziata all'alba, l'area di Chiomone è stata consegnata dalle autorità di polizia alla ditta interessata. In tutto si contano una trentina di feriti tra poliziotti e manifestanti. Le prime avvisaglie che l'ora X per la linea ferroviaria di collegamento tra Italia e Francia stava per scattare sono arrivate dai cieli, tra fuochi d'artificio organizzati dal movimento No-Tav già in serata per chiamare a raccolta il movimento, ed elicotteri in volo all'alba per monitorare l'intervento delle forze dell'ordine.
Ai lacrimogeni della polizia si sono alternate le pietre scagliate dai manifestanti contro le ruspe che si sono fatte largo nell'area. La pala meccanica, alla fine, ha avuto la meglio: già alle otto, infatti, aveva sfondato la barricata eretta dai valsusini intorno alla centrale idroelettrica di Chiomone per poi rimuovere i successivi 'ostacoli' fino alla Maddalena. L'ordinanza di sgombero del prefetto di Torino, Alberto Di Pace, ha fatto il resto: adulti e ragazzi hanno iniziato a smontare tende e raccogliere borsoni e sedie per liberare la zona. Insomma, per i manifestanti non è andata come lo scorso 23-24 maggio quando sono riusciti a impedire agli operai di recintare il cantiere. Questa volta, invece, i lavori di allestimento sono già partiti. Il primo step è la recinzione dell'area per la realizzazione del tunnel. Una galleria lunga sette chilometri propedeutica alla nuova linea ferroviaria. In pratica, servirà a studiare le caratteristiche delle rocce, un po' come si è fatto in Francia con ben tre tunnel analoghi.
"Abbiamo perso un round, non la guerra": è questo il messaggio lanciato dal leader del movimento, Alberto Perino, dopo lo sgombero del presidio No-Tav a Chiomone. Intanto, dopo l'abbandono del presidio, i manifestanti hanno già individuato un altro punto di ritrovo. Si sono spostati a Bussoleno, nella bassa Val di Susa. Ma anche a Roma il governo mostra la massima determinazione: "Lo Stato non può assolutamente arrendersi di fronte a dei protestatari. I lavori inizieranno e andremo avanti", parola del ministro per i Trasporti, Altero Matteoli.
Tav in Val di Susa: il 'day after' delle polemiche
Invia ad un amico
Commenta