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Quote rosa: Senato approva la legge, nuovi scenari per le donne manager
"Pił donne ai vertici degli enti pubblici e degli organismi collegiali del settore pubblico", la proposta della rete Armida. E il ministro Carfagna promette una banca dati sulle professionalitą femminili nella PA.
Fonte: Immagine dal web
Ampliare i confini applicativi delle quote di genere, introducendo forme di democrazia paritaria anche per i vertici degli enti pubblici, per i collegi delle autorità amministrative indipendenti e, più in generale, per tutti gli organismi collegiali del settore pubblico, nell'ambito dei quali la presenza delle donne è ancora fortemente minoritaria.
La proposta particolarmente significativa è stata avanzata dalla Rete delle alte professionalità femminili della pubblica amministrazione (Armida) il convegno 'Quote di genere e democrazia rappresentativa paritaria - Più donne e qualità ai vertici della PA', organizzato il 7 giugno scorso dalla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, dall’Associazione giovani classi dirigenti pubbliche. Un incontro che ha messo al centro del dibattito i nuovi scenari che si aprono con l'approvazione del Senato, il 15 marzo, della nuova legge Golfo-Mosca necessaria data la scarsa presenza delle donne ai vertici delle pubbliche amministrazioni e delle imprese private.
Il convegno, infatti, ha chiamato a discutere decisori pubblici ed esperti di settore su come l'introduzione nel nostro ordinamento delle quote di genere, possa rappresentare un'opportunità per selezionare sulla base del merito la classe dirigente del Paese e contribuire in tal modo alla ripresa economica dell'Italia. "Non appena la proposta di legge sulle quote rosa nelle società quotate in Borsa sarà approvata - ha spiegato il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, intervenuta all'incontro - potremo valutare, anche con l'assenso delle altre amministrazioni competenti, la realizzazione di una banca dati delle professionalità femminili nella PA, alla quale si potrà attingere per la scelta degli amministratori delle società a controllo pubblico". "La nuova disposizione - ha aggiunto il ministro - potrà essere quindi un'occasione di rinnovamento della pubblica amministrazione attraverso un incremento della presenza femminile e della trasparenza nei processi di scelta dei consigli di amministrazione delle società a controllo pubblico".
È stato inoltre, predisposto e approvato dal Consiglio dei Ministri e dalla Conferenza Unificata con il pieno consenso delle Regioni e degli Enti Locali, il disegno di legge sulla cosiddetta "doppia preferenza di genere", che intende colmare il divario esistente tra uomini e donne nella rappresentanza politica. Il ministro Carfagna ha infatti ricordato che attualmente "sono 891 le donne sindaco in carica, su un totale di 8mila 92 Comuni (l'11 per cento), un dato che mostra una lieve crescita della presenza femminile nei vertici delle amministrazioni comunali". "Mentre nelle Province - ha aggiunto - la situazione non è migliore, dal momento che delle 107 amministrazioni provinciali, solo 13 sono amministrate da presidenti donne, con una percentuale pari al 12 per cento. Una situazione che può certamente migliorare".
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- Proposta di legge per la parità la parità di accesso agli organi di amministrazione e di controllo delle società quotate in mercati regolamentati
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